Il Tribunale di Sorveglianza aveva negato la riabilitazione penale a un cittadino, ritenendo che mancassero le prove di una costante buona condotta. I giudici avevano valorizzato denunce e indagini per reati fiscali risalenti a un periodo compreso tra il 2000 e il 2012. Tuttavia, la pena principale si era estinta solo nel novembre 2014. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che, ai fini della riabilitazione penale, il giudice non può valutare negativamente comportamenti commessi prima dell'inizio del triennio di prova (decorrente dall'estinzione della pena). Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato il provvedimento di diniego, ordinando al Tribunale di Sorveglianza di riesaminare il caso applicando correttamente questo principio.
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