La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20332/2025, chiarisce la valenza della dichiarazione resa dal coniuge non acquirente in un atto di compravendita in regime di comunione legale. La Corte ha stabilito che tale dichiarazione, pur essendo una condizione necessaria per escludere un bene dalla comunione, non è sufficiente. Non opera come rinuncia né crea una presunzione assoluta, potendo essere considerata un 'generico asserto qualificatorio' senza valore di confessione se non descrive fatti specifici. Di conseguenza, la prova dell'effettiva provenienza personale dei fondi utilizzati per l'acquisto rimane a carico del coniuge acquirente.
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