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Art. 175 l. fall.

5 provvedimenti

Modifica proposta concordato: il voto va rinnovato
Una società in procedura di concordato preventivo ha modificato la sua proposta dopo aver ottenuto nuove risorse finanziarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di modifica proposta concordato, i voti espressi in precedenza non sono più validi. Tuttavia, ha chiarito che gli organi della procedura hanno l'obbligo di informare esplicitamente i creditori della necessità di una nuova votazione, a tutela del loro affidamento e della correttezza procedurale. La mancata informazione costituisce un vizio che impone la rinnovazione delle operazioni di voto.
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Competenza territoriale crisi impresa: sede legale
Una società sportiva trasferisce la propria sede legale da una città all'altra poche settimane prima di depositare un ricorso per concordato preventivo. Il tribunale della nuova sede, dopo aver inizialmente affermato la propria giurisdizione, dichiara la propria incompetenza a favore del tribunale della sede precedente, applicando la regola che considera il centro degli interessi principali nell'anno antecedente la domanda. La questione, di rilevante importanza nomofilattica sotto il nuovo Codice della Crisi, viene rimessa dalla Corte di Cassazione a una pubblica udienza per una decisione approfondita, data l'assenza di precedenti specifici.
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Risoluzione concordato preventivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione concordato preventivo di una società per inadempimento. La Corte ha stabilito che la mancata soddisfazione dei creditori, dovuta a una liquidità inferiore alle attese, giustifica la risoluzione a prescindere da una colpa specifica del debitore, poiché la funzione primaria del concordato è tutelare i creditori.
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Ammissione al voto crediti contestati: la Cassazione
Una società in concordato preventivo contesta il voto negativo di alcuni creditori, sostenendo che i loro crediti non avrebbero dovuto essere ammessi al voto. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la contestazione sul diritto di voto deve essere formalizzata specificamente durante l'adunanza dei creditori. In assenza di tale formalità, il provvedimento di ammissione al voto del giudice può essere anche implicito. La sentenza ribadisce la centralità dell'adunanza come sede per risolvere tali dispute procedurali.
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Modifiche piano concordatario: i limiti temporali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34828/2024, ha rigettato il ricorso di una società fallita che contestava la mancata concessione di un rinvio per presentare modifiche al piano concordatario. La Corte ha stabilito che le richieste di modifica devono essere tempestive e che una semplice memoria integrativa non costituisce un 'nuovo piano' tale da giustificare un differimento. Viene così riaffermata la rigidità dei termini procedurali anche alla luce della normativa emergenziale Covid-19.
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