Il caso riguarda un uomo condannato a trent'anni di reclusione a cui, nel 2010, era stato concesso un indulto di tre anni sulla pena complessiva. Dieci anni dopo, la Procura Generale ha chiesto di ricalcolare la pena, applicando l'indulto prima dei limiti di legge e dello sconto per il rito abbreviato, riducendo così il beneficio per il condannato. Il giudice dell'esecuzione ha accolto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha stabilito che il provvedimento del 2010, non essendo stato opposto nei quindici giorni previsti, era ormai coperto da giudicato esecutivo. Di conseguenza, in assenza di fatti nuovi, la decisione originaria non poteva più essere modificata a svantaggio del condannato.
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