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Art. 173, comma 3, l.fall.

7 provvedimenti

Atti di straordinaria amministrazione: quando serve l’ok
La Corte di Cassazione conferma la dichiarazione di fallimento di una società per aver compiuto atti di straordinaria amministrazione senza l'autorizzazione del tribunale durante la procedura di concordato preventivo. La modifica di un contratto di affitto d'azienda, che ha ridotto le garanzie per i creditori, è stata considerata un atto pregiudizievole che ha reso inammissibile la proposta di concordato. La decisione sottolinea che ogni operazione che incide negativamente sul patrimonio destinato a soddisfare i creditori richiede un preventivo vaglio giudiziale.
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Compenso professionale: quando spetta se il lavoro è negligente?
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di compenso professionale avanzata da un'associazione di professionisti per l'attività di attestazione di un concordato preventivo. La decisione si fonda sulla grave negligenza e sull'inadeguatezza della prestazione, che ha reso la proposta di concordato irrealizzabile e inutile per la società cliente, poi fallita. Secondo la Corte, un inadempimento così significativo giustifica il rifiuto del pagamento da parte del curatore fallimentare.
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Responsabilità Attestatore: negligenza e compenso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di negare il compenso a un professionista per la sua attività di attestatore in una procedura di concordato. È stata riscontrata una macroscopica negligenza, in quanto il professionista aveva certificato due stime immobiliari palesemente divergenti per giustificare prima un piano liquidatorio e poi uno in continuità, omettendo inoltre di rilevare che un immobile cruciale non era di proprietà dell'impresa ma in leasing. La sentenza sottolinea la gravità della responsabilità dell'attestatore, il cui ruolo richiede assoluta oggettività e diligenza.
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Responsabilità avvocato concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 50/2024, ha definito i confini della responsabilità dell'avvocato nel concordato preventivo. Un professionista ha visto respinta la sua richiesta di compenso per l'assistenza in una procedura di concordato, poiché il piano presentato si basava su dati aziendali palesemente inattendibili e modificati strumentalmente. La Corte ha stabilito che il legale non può limitarsi a un controllo formale, ma ha il dovere di garantire la coerenza e l'attendibilità giuridica della proposta, non potendo presentare atti fondati su dati manipolati per superare i requisiti di legge.
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Compenso professionista concordato: quando è negato?
La richiesta di compenso di un professionista per l'assistenza in un concordato preventivo è stata respinta a causa di una prestazione negligente. La Corte di Cassazione ha confermato che gravi mancanze, come non rilevare ammanchi di magazzino o rapporti con parti correlate, rendono la prestazione inutile e giustificano il mancato pagamento del compenso al professionista del concordato, accogliendo l'eccezione di inadempimento sollevata dalla curatela fallimentare.
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Responsabilità avvocato concordato: compenso a rischio
Un avvocato ha assistito un'impresa nella presentazione di una domanda di concordato preventivo. Tuttavia, non ha informato la società del divieto di pagare debiti anteriori senza autorizzazione, cosa che l'impresa ha fatto per un importo considerevole. Dopo il fallimento della società, l'avvocato ha chiesto l'ammissione al passivo del suo credito per il compenso professionale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando la richiesta. La Corte ha stabilito che la prestazione del professionista, a causa della sua grave negligenza e della violazione del dovere di diligenza, era funzionalmente inadeguata allo scopo, giustificando il mancato pagamento del compenso da parte del curatore fallimentare.
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Responsabilità professionale advisor: compenso negato
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego del compenso a un professionista per grave inadempimento. L'advisor non aveva informato una società, in procinto di presentare domanda di concordato preventivo, del divieto di pagare debiti pregressi senza autorizzazione giudiziale. Tale omissione, che ha violato la parità dei creditori, ha reso la prestazione professionalmente inutile, giustificando il mancato pagamento. Il caso sottolinea la cruciale importanza della diligenza e della responsabilità professionale dell'advisor nelle procedure concorsuali.
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