La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo nei confronti di una conducente che, a causa di una velocità non prudenziale, ha perso il controllo della propria vettura su un fondo stradale bagnato. L'incidente ha causato il decesso del passeggero, suo padre, che non indossava le cinture di sicurezza. Nonostante la velocità fosse entro i limiti legali di 50 km/h, i giudici hanno stabilito che le condizioni della strada (pioggia e curva stretta) imponessero un'andatura inferiore. La Suprema Corte ha inoltre ribadito che il conducente ha l'obbligo giuridico di assicurarsi che tutti i trasportati utilizzino i sistemi di ritenuta, potendo persino rifiutare il trasporto in caso di inottemperanza. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna alle spese.
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