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Art. 1710 Codice Civile

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102 provvedimenti

Responsabilità banca bonifico: il dovere di cautela
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della responsabilità della banca per un bonifico errato, eseguito sulla base di un IBAN non corrispondente al beneficiario indicato. La Corte ha stabilito che, quando il beneficiario non è cliente della banca intermediaria, si applicano le regole del diritto comune basate sul "contatto sociale qualificato". Di conseguenza, la banca ha un obbligo di protezione e deve dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie per evitare il danno o per consentire il recupero delle somme, superando anche le obiezioni basate sulla privacy.
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Responsabilità mediatore immobiliare: quando è esclusa
Una proprietaria ha citato in giudizio un agente immobiliare dopo che l'inquilino da lui trovato si è rivelato insolvente. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità mediatore immobiliare, chiarendo che il suo dovere è fornire le informazioni note, non garantire la solvenza del conduttore. Avendo l'agente mostrato alla proprietaria la dichiarazione dei redditi dell'inquilino, ha adempiuto al suo obbligo di diligenza. Il rischio di insolvenza, ha concluso la Corte, resta a carico del locatore.
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Mandato avvocato e compenso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15792/2024, ha esaminato il caso di un legale che aveva trattenuto parte di una somma ricevuta da una cliente per un acquisto immobiliare a titolo di compenso professionale. La Corte ha stabilito che l'attività svolta rientrava in un regolare mandato avvocato e non in una mediazione immobiliare, vietata ai legali. Di conseguenza, ha ritenuto legittima l'operazione di 'compensazione impropria' tra il debito del legale (restituzione della somma) e il suo credito (onorari), poiché entrambi derivanti dal medesimo rapporto. L'ordinanza rigetta sia il ricorso della cliente sia quello incidentale del legale sulla ripartizione delle spese.
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Credito da ristorni: quando spetta al socio consorziato?
Una società di supermercati ha visto respingere la sua richiesta di ammissione di un credito da ristorni al passivo di un consorzio di acquisto fallito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il diritto a tali somme non è automatico ma è subordinato alle condizioni previste dallo statuto e dal regolamento consortile, come la regolarità dei pagamenti del socio e la salute finanziaria del consorzio stesso, condizioni che in questo caso non erano state soddisfatte.
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Società consortile: responsabilità e ristorni ai soci
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un socio contro il fallimento di una società consortile. Il socio chiedeva l'ammissione di un credito per "ristorni". La Corte ha confermato la decisione di merito, che negava il diritto al credito poiché il socio non era in regola con i pagamenti e la società era insolvente, condizioni ostative previste dal regolamento interno. La Cassazione ha ribadito che l'interpretazione del contratto è riservata al giudice di merito.
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Onere della prova: chi deve provare l’atto vandalico?
Un'azienda olearia chiede l'indennizzo per un vasto sversamento di olio, definendolo atto vandalico. La Cassazione chiarisce che l'onere della prova spetta all'assicurato, che deve dimostrare non solo il danno, ma anche l'intento doloso di terzi. In assenza di tale prova, il ricorso viene rigettato.
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Diritti di Opzione: Obblighi della banca e del cliente
Un investitore, qualificatosi come "professionale", acquista tramite home banking dei diritti di opzione. La banca, in assenza di un ordine scritto per l'esercizio degli stessi, li vende automaticamente, come previsto dal contratto. L'investitore subisce una perdita e cita in giudizio la banca. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la legittimità dell'operato della banca. La Suprema Corte ha stabilito che, data l'autonomia dell'investitore professionale e le chiare clausole contrattuali che richiedevano un ordine scritto, la banca non aveva ulteriori obblighi di assistenza per un'operazione gestita in totale autonomia dal cliente.
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Aggiotaggio informativo: reato di pericolo concreto
La Corte di Cassazione analizza un caso di aggiotaggio informativo, in cui un consulente ha diffuso notizie false sull'interesse di un consorzio internazionale per l'acquisto di una compagnia aerea nazionale in crisi. La sentenza chiarisce che il reato si configura come di pericolo concreto: non è necessaria un'effettiva alterazione del prezzo del titolo, ma è sufficiente che la notizia sia idonea a provocarla. Sebbene il reato sia stato dichiarato estinto per prescrizione, la Corte ha confermato la responsabilità civile dell'imputato.
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Concorso di colpa del cliente: agenzia negligente
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che attribuiva un concorso di colpa del cliente, nella misura del 40%, per i danni subiti a causa della negligenza di un'agenzia di pratiche automobilistiche. Nonostante l'errore del professionista nell'eseguire l'incarico di rinnovo di una particolare immatricolazione, è stata ravvisata anche una mancanza di diligenza da parte del cliente, che avrebbe dovuto verificare la documentazione e ripetere una procedura a lui già nota. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Efficacia del giudicato in condominio: la Cassazione
La Cassazione chiarisce l'efficacia del giudicato in ambito condominiale. Un erede di un condomino si opponeva a un decreto ingiuntivo basato su un lodo arbitrale, ma la Corte ha respinto il ricorso. La decisione si fonda su una precedente sentenza passata in giudicato che aveva già confermato la validità della clausola compromissoria per i singoli condomini, precludendo un nuovo esame della questione.
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Ricorso inammissibile: l’errore formale che costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso relativo alla restituzione di un prestito di 200.000 euro. La decisione non è entrata nel merito della questione, ma si è basata su un vizio formale: il ricorso mancava di una chiara e completa esposizione sommaria dei fatti, requisito essenziale previsto dall'art. 366 c.p.c. per consentire alla Corte di comprendere la controversia. Di conseguenza, l'appello è stato respinto, confermando la condanna alla restituzione della somma e condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Responsabilità arbitro irrituale: Cassazione chiarisce
Una società ha citato in giudizio un arbitro chiedendo il risarcimento per l'illegittimo spossessamento di un chiosco, attribuendo la colpa a un lodo irrituale errato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. Il punto cruciale è stata l'assenza di un nesso causale diretto tra il lodo e il danno, poiché l'esecuzione forzata era basata su una successiva sentenza del tribunale, che aveva di fatto interrotto la catena di causalità. Questa ordinanza ribadisce che la responsabilità dell'arbitro irrituale non può essere affermata se il danno deriva da un provvedimento giudiziario autonomo.
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Responsabilità professionale commercialista: il caso
La Corte d'Appello riforma una sentenza di primo grado, affermando la piena responsabilità professionale del commercialista per i danni subiti da una società cliente a causa di gravi inadempimenti fiscali, tra cui omessi versamenti IRAP, errata indicazione del valore della produzione e falsificazione di firme. La sentenza chiarisce che l'obbligo di vigilanza del cliente non esime il professionista dalla sua colpa, condannandolo a risarcire le sanzioni e i maggiori oneri pagati dal cliente. Viene inoltre negato il rimborso delle spese per un nuovo professionista, in quanto non adeguatamente provate.
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Prova del credito nel fallimento: la Cassazione decide
Una società mandataria in un'associazione temporanea di imprese ha richiesto l'ammissione al passivo del fallimento di una società partner per crediti derivanti da anticipazioni. La richiesta, basata su rendiconti interni, è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la prova del credito nel fallimento deve essere rigorosa e non può basarsi su documenti di parte. Il principio di non contestazione è attenuato in ambito fallimentare dai poteri di verifica d'ufficio del giudice delegato. La Corte ha ritenuto inammissibili le censure relative alla compensazione, in quanto l'argomento era secondario rispetto alla mancata dimostrazione del credito stesso.
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Onere della prova: Cassazione chiarisce le regole
Un ente previdenziale ha richiesto un risarcimento danni a una società appaltatrice per gravi inadempimenti contrattuali nella gestione di un patrimonio immobiliare. Il Tribunale aveva rigettato la domanda, invertendo l'onere della prova a carico dell'ente. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha cassato la decisione, ribadendo il principio fondamentale secondo cui, in caso di inadempimento, spetta al debitore (l'appaltatore) dimostrare di aver adempiuto correttamente alla propria prestazione, mentre al creditore basta allegare l'inadempimento. La sentenza sottolinea come una motivazione che ignori le critiche alla perizia tecnica sia solo apparente e quindi nulla.
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Interpretazione contratto: i limiti della Cassazione
Una società ha citato in giudizio una ditta di consulenza per inadempimento di un mandato a lungo termine. La Corte d'Appello ha riqualificato il rapporto come un singolo mandato, già adempiuto, annullando la richiesta di risarcimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la plausibile interpretazione del contratto operata dal giudice di merito non è riesaminabile in sede di legittimità se non viziata da errori logici o violazioni di legge.
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Onere della prova condominio: sentenza chiarisce
Un condominio ha citato in giudizio il suo ex amministratore per un ingente ammanco di cassa. Nonostante la mancata costituzione in giudizio dell'amministratore, il Tribunale ha respinto la domanda del condominio. La sentenza sottolinea che l'onere della prova del condominio non viene meno: l'attore doveva fornire documentazione sufficiente (estratti conto, ricevute di pagamento) per dimostrare la cattiva gestione, cosa che non è avvenuta.
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Polizze Linked: Inammissibile il ricorso dell’impresa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una compagnia assicurativa relativo a polizze linked. La decisione si fonda su un vizio di procedura (mancato deposito della procura speciale) e sulla manifesta infondatezza dei motivi di ricorso, i quali non hanno adeguatamente contestato le ragioni giuridiche delle sentenze di merito che avevano sancito la risoluzione del contratto per inadempimento degli obblighi informativi dell'intermediario.
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Violazione del mandato: Danni e annullamento
Due sorelle hanno citato in giudizio i loro rappresentanti per aver venduto una proprietà alle proprie mogli, configurando una violazione del mandato. I tribunali di merito avevano respinto la richiesta per prescrizione. La Cassazione ha ribaltato la decisione, specificando che la richiesta di risarcimento danni per violazione del mandato è un'azione autonoma rispetto a quella di annullamento della vendita e gode di un termine di prescrizione più lungo, decennale. La corte di merito aveva errato non pronunciandosi su questa distinta domanda.
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Responsabilità amministratore condominio: i doveri
Un condominio ha citato in giudizio il suo ex amministratore per una gestione negligente di lavori di manutenzione straordinaria. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha stabilito che la responsabilità dell'amministratore di condominio è aggravata quando riceve un mandato specifico e un compenso extra per supervisionare i lavori. In tali casi, non può limitarsi a fidarsi del direttore dei lavori, ma ha un autonomo dovere di controllo e vigilanza. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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