La Corte di Cassazione Penale ha stabilito che il divieto di bis in idem non viene violato quando un professionista, già condannato in sede penale per peculato, subisce anche una sanzione disciplinare (sospensione) e una sanzione amministrativa. La Corte ha chiarito che i tre procedimenti hanno finalità diverse: punitiva per il reato, di tutela della deontologia per la sanzione disciplinare, e di recupero di somme per quella amministrativa. Pertanto, non sussistendo una duplicazione di sanzioni di natura sostanzialmente penale per lo stesso fatto, il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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