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Art. 1703 Codice Civile

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144 provvedimenti

Responsabilità dell’associato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una ex coordinatrice di un'associazione sindacale, condannata al risarcimento di 40.000 euro per non aver giustificato le spese e restituito una carta bancomat dopo la revoca del suo incarico. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la responsabilità dell'associato, ai sensi dell'art. 22 c.c., sussiste indipendentemente dai tentativi di rendicontazione tardivi e successivi alla cessazione del mandato. La decisione sottolinea che l'azione di responsabilità è distinta e prevalente rispetto alle procedure interne dell'associazione quando vengono violati i doveri di diligenza e correttezza.
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Responsabilità solidale ente delegato: la Cassazione
Una cooperativa di costruzioni, delegata da un comune per la realizzazione di un'opera, è stata ritenuta corresponsabile per i danni derivanti da un'occupazione illegittima di un terreno privato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della cooperativa, confermando il principio della responsabilità solidale dell'ente delegato. Secondo la Corte, il delegato ha il dovere di verificare la legittimità della procedura e non può essere esonerato dalla responsabilità solo perché gli atti amministrativi erano validi al momento dell'esecuzione dei lavori, se poi annullati.
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Inadempimento mandato: quando è infondato?
La sentenza analizza un caso di presunto inadempimento mandato per la vendita di un immobile. L'attore (mandante) ha citato in giudizio il convenuto (mandatario) chiedendo un risarcimento pari all'importo della plusvalenza fiscale scaturita dalla vendita. Il Tribunale ha rigettato la domanda, stabilendo che il mandatario non ha commesso alcun inadempimento, in quanto il mandante era pienamente a conoscenza delle operazioni e la plusvalenza fiscale costituisce un obbligo personale del venditore, non un danno risarcibile. Inoltre, il Tribunale ha condannato l'attore per lite temeraria, avendo agito in giudizio con mala fede.
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Responsabilità professionale avvocato: appello tardivo
Una società ha citato in giudizio i propri legali per responsabilità professionale, avendo questi depositato tardivamente l'atto di appello avverso una sentenza sfavorevole, rendendolo inammissibile. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento. La decisione si fonda sul principio che la responsabilità professionale dell'avvocato sussiste solo se si dimostra che, senza l'errore del legale, l'esito della causa sarebbe stato favorevole al cliente. In questo caso, la Corte ha ritenuto, attraverso un giudizio prognostico, che l'appello tardivo non avesse comunque ragionevoli possibilità di essere accolto nel merito, escludendo quindi il nesso di causalità tra la negligenza e il danno lamentato.
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