LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 17 R.D. n. 2440 del 1923

5 provvedimenti

Contratti con la Pubblica Amministrazione: accordo verbale nullo
Un privato cittadino ha richiesto il risarcimento danni a un Comune per lavori di ricostruzione post-sisma eseguiti su ordine verbale di un tecnico comunale. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda per mancanza di un contratto scritto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che i contratti con la Pubblica Amministrazione richiedono tassativamente la forma scritta a pena di nullità. Tale mancanza non può essere sanata da comportamenti successivi o accordi verbali. Di conseguenza, il ricorso del cittadino è stato rigettato, confermando che l'assenza di un atto formale scritto impedisce qualsiasi richiesta di pagamento, e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Contratti della Pubblica Amministrazione: niente firma, niente pagamento
Una società finanziaria ha richiesto a un Ente Locale il pagamento di oltre un milione di euro per forniture di energia elettrica, basandosi su richieste di attivazione firmate da un dirigente tecnico. L'Ente Locale si è opposto, eccependo la mancanza di un valido accordo scritto. La Corte d'Appello ha revocato il decreto ingiuntivo, rilevando che il firmatario non aveva i poteri di rappresentanza esterna e che le richieste erano atti meramente attuativi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società finanziaria, confermando che per i contratti della Pubblica Amministrazione è indispensabile la forma scritta ad substantiam. Di conseguenza, in assenza di un contratto formale sottoscritto da un soggetto autorizzato, l'Ente Locale non è tenuto a pagare la somma richiesta, e la società finanziaria è stata condannata al pagamento delle spese legali.
Continua »
Incompatibilità direttore generale ASL: nullo il contratto
Un professionista, contemporaneamente Direttore Generale di una ASL, si è visto negare il compenso per un incarico da un Comune. La Cassazione ha confermato la nullità del contratto a causa della violazione del vincolo di esclusività. Tale incompatibilità direttore generale ASL, posta a tutela della sanità pubblica, rende l'accordo nullo fin dall'origine.
Continua »
Contratto a termine nullo: risarcimento per abuso
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore del settore pubblico ha diritto al risarcimento del danno per abusiva reiterazione di contratti a termine, anche se tali contratti sono nulli per mancanza di forma scritta. La Corte ha chiarito che la nullità, imputabile principalmente al datore di lavoro pubblico, non può vanificare la tutela eurounitaria contro il precariato. La nullità formale si aggiunge alla violazione sostanziale, rafforzando il diritto del lavoratore alla tutela risarcitoria agevolata (c.d. danno comunitario), senza necessità di provare il danno specifico. È stato invece respinto il motivo relativo a un compenso per la mera disponibilità alla chiamata.
Continua »
Indice vistato dal cancelliere: prova regina del deposito
Una società si è vista respingere una richiesta di risarcimento perché, secondo i giudici di merito, non aveva depositato il contratto. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'indice vistato dal cancelliere è la prova definitiva dell'avvenuto deposito. La Corte ha chiarito che tale attestazione prevale sull'esame fisico del fascicolo e può essere contestata solo con querela di falso, affermando un principio fondamentale a tutela della parte che ha correttamente depositato gli atti.
Continua »