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Art. 169 L.F.

5 provvedimenti

Revocatoria del factoring: la Cassazione tutela il fallimento
Una società finanziaria ha impugnato la decisione di merito che ha dichiarato inefficaci le cessioni di credito eseguite da un'azienda prima del suo fallimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'orientamento della giurisprudenza in materia. I giudici hanno chiarito che la disciplina della Revocatoria del factoring rende inopponibili i pagamenti ricevuti dal cessionario nell'anno antecedente alla procedura concorsuale. Questa norma si applica indipendentemente dallo scopo pratico del contratto, sia esso di finanziamento o di vendita del credito. La Suprema Corte ha altresì ribadito che il periodo sospetto decorre dall'ammissione alla prima procedura concorsuale e che la conoscenza dello stato di crisi da parte del factor comporta la perdita delle somme incassate, le quali ritornano a disposizione dell'intera massa dei creditori della società fallita.
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Interessi moratori nel concordato preventivo: stop dalla domanda
Un'Azienda di trasporti, ammessa alla procedura di concordato preventivo, ha impugnato un avviso di liquidazione dell'imposta di registro emesso dall'Agenzia delle Entrate. L'ufficio tributario aveva calcolato l'imposta proporzionale includendo gli interessi moratori maturati dopo la presentazione della domanda di concordato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che gli interessi moratori nel concordato preventivo smettono di decorrere a partire dalla data di presentazione della domanda di ammissione alla procedura, e non dalla successiva omologa. Di conseguenza, l'imposta di registro deve essere rideterminata escludendo gli interessi maturati dopo tale deposito. Vince l'Azienda di trasporti, con conseguente ricalcolo al ribasso delle somme dovute al Fisco.
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Patto di compensazione e concordato preventivo
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un istituto bancario che aveva effettuato anticipazioni su ricevute bancarie a favore di una società, poi ammessa al concordato preventivo. Il nodo centrale riguarda la validità del patto di compensazione inserito nel mandato all'incasso. Mentre i giudici di merito avevano negato alla banca il diritto di trattenere le somme riscosse dopo la domanda di concordato, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che, in presenza di una clausola contrattuale specifica che autorizza l'incameramento delle somme, la banca può legittimamente operare la compensazione tra il proprio credito per l'anticipazione e il debito derivante dalla riscossione, anche se quest'ultima avviene dopo l'apertura della procedura.
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Concordato preventivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la decisione di rigetto di un reclamo contro la dichiarazione di fallimento di una società. Il caso verteva su un complesso tentativo di concordato preventivo, che prevedeva il conferimento dell'azienda in una nuova società (newco). La Corte ha ritenuto infattibile il piano, azzerando il valore della partecipazione nella newco poiché questa, per legge, rispondeva dei debiti dell'azienda conferita. Questo ha reso inammissibili gli altri motivi di ricorso, confermando la legittimità della sentenza di fallimento.
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Prescrizione concordato: quando si sospende?
Una società in concordato preventivo ha chiesto al tribunale di dichiarare prescritti i debiti verso i suoi creditori, sostenendo che il termine di prescrizione fosse decorso dalla data di omologa del piano. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che la prescrizione nel concordato viene sospesa dopo la fase di omologa. Il piano omologato rende i crediti temporaneamente inesigibili, creando un impedimento legale che sospende la prescrizione fino alla scadenza dei termini di pagamento previsti dal piano stesso.
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