LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 167 Legge Fallimentare

17 provvedimenti

Concordato e omesso versamento IVA: il fisco batte la crisi
L'Amministratore di una società ha omesso il versamento dell'IVA per l'anno 2017, superando la soglia di rilevanza penale. La difesa sosteneva che la pendenza di una domanda di concordato preventivo giustificasse il mancato pagamento, escludendo il reato di omesso versamento IVA per tutelare la parità di trattamento dei creditori. Il Tribunale del Riesame aveva quindi annullato il sequestro preventivo dei beni. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Pubblico Ministero, stabilendo che la semplice presentazione della domanda di concordato non blocca gli obblighi fiscali né costituisce una causa di giustificazione, a meno che non vi sia un espresso provvedimento del giudice fallimentare che vieti il pagamento. La sentenza di annullamento del sequestro è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »
Garanzia rinnovata in concordato: sì alla prededucibilità del credito
Una società creditrice ha chiesto il riconoscimento della prededucibilità del credito sorto dopo aver pagato delle garanzie (fideiussioni) a favore di un'azienda poi fallita. Tali garanzie erano state rinnovate, con autorizzazione del Tribunale, mentre l'azienda si trovava in concordato preventivo. Il Tribunale di merito aveva negato la prededucibilità, considerandole una semplice prosecuzione di un rapporto precedente. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio chiave: il rinnovo autorizzato di una garanzia scaduta è un nuovo contratto. Poiché questo atto è stato 'legalmente compiuto' durante la procedura concorsuale, il credito che ne deriva gode di prededucibilità e deve essere pagato con priorità. La Corte ha quindi dato ragione alla società creditrice.
Continua »
Quietanza di pagamento: valore tra le parti e terzi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30878/2023, chiarisce la differente efficacia probatoria di una quietanza di pagamento. Nel caso di specie, un'acquirente aveva comprato un immobile da una società poi fallita. La vendita è stata dichiarata inefficace verso il fallimento. Tuttavia, le quietanze di pagamento rilasciate dall'amministratore della società, pur non opponibili al fallimento (terzo), sono state ritenute prova valida nel rapporto diretto tra l'acquirente e l'amministratore stesso, ai fini dell'azione di risarcimento danni.
Continua »
Compensazione impropria bancaria: ok in concordato
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della compensazione impropria bancaria anche dopo l'apertura di un concordato preventivo. Una banca può trattenere le somme incassate per conto del cliente dopo l'avvio della procedura per compensare un proprio credito anteriore, a condizione che tale facoltà sia prevista da uno specifico patto contrattuale. La Corte ha chiarito che non si tratta di una compensazione tradizionale, soggetta al principio della cristallizzazione dei crediti, ma di un'operazione contabile interna a un unico rapporto negoziale complesso.
Continua »
Atti di straordinaria amministrazione: il no al canone
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un Tribunale di rigettare la domanda di ammissione al passivo di un credito per canoni di locazione. Il contratto era stato stipulato da una società poi fallita mentre si trovava in concordato preventivo. Poiché l'atto, non autorizzato dal giudice, è stato qualificato come atto di straordinaria amministrazione in quanto pregiudizievole per i creditori, è stato ritenuto inefficace, escludendo così il diritto al pagamento dei canoni.
Continua »
Omessi versamenti e concordato preventivo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per omessi versamenti di contributi previdenziali, nonostante la sua azienda fosse in concordato preventivo. La Corte ha stabilito che la procedura concorsuale non costituisce una scusante automatica: l'imprenditore avrebbe dovuto attivare la procedura di autorizzazione al pagamento presso il tribunale fallimentare per estinguere il debito e non incorrere nel reato. La sentenza ribadisce che gli omessi versamenti e concordato preventivo sono due ambiti in cui l'imprenditore deve agire con diligenza per evitare conseguenze penali.
Continua »
Credito prededucibile: quando non è ammesso
La Corte di Cassazione ha negato il riconoscimento di un credito prededucibile a un professionista per l'assistenza in una procedura di concordato preventivo. La Corte ha stabilito che la rinuncia alla domanda di concordato da parte della società, prima del decreto di ammissione, interrompe il nesso di funzionalità necessario, rendendo il credito non prededucibile nel successivo fallimento.
Continua »
Revocatoria fallimentare: quando si applica?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un pagamento ricevuto da un professionista, effettuato da una società dopo la presentazione di una domanda di concordato preventivo poi dichiarata inammissibile, non può essere automaticamente dichiarato inefficace ai sensi dell'art. 167 della legge fallimentare. La Corte ha chiarito che, in assenza di ammissione alla procedura di concordato, l'unica azione esperibile dal curatore fallimentare è la revocatoria fallimentare, disciplinata dall'art. 67 l. fall., che consente al convenuto di sollevare specifiche eccezioni di irrevocabilità. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
Continua »
Omesso versamento IVA e concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per omesso versamento IVA. La sentenza ribadisce che la presentazione di una domanda di concordato preventivo, successiva alla scadenza del debito tributario, non esclude il reato. Anche la crisi di liquidità non funge da scusante se non si dimostra di aver tentato ogni azione possibile, anche sul patrimonio personale, per adempiere all'obbligazione fiscale. La Corte ha confermato la condanna e la correttezza della pena inflitta.
Continua »
Piano del consumatore: dilazione pagamenti possibile
Un debitore ha proposto un piano del consumatore che prevedeva un pagamento dilazionato per un creditore ipotecario, il quale si è opposto. Il Tribunale aveva respinto il piano per mancanza di consenso. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che nel piano del consumatore è possibile prevedere una dilazione di pagamento per i crediti prelatizi anche oltre l'anno e senza il consenso del creditore. La valutazione decisiva spetta al giudice, che deve comparare la convenienza del piano rispetto all'alternativa della liquidazione forzata dei beni.
Continua »
Concordato fallimentare: esclusi i crediti tardivi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 725/2024, ha stabilito che la proposta di concordato fallimentare presentata da un terzo assuntore può legittimamente limitare l'impegno di pagamento ai soli crediti già insinuati nel passivo al momento della proposta stessa. Di conseguenza, è stata respinta l'opposizione dell'Agenzia delle Entrate, il cui credito era stato insinuato tardivamente. La Corte ha chiarito che la norma (art. 124 L. Fall.) crea una preclusione processuale per dare certezza alla procedura e favorirne la chiusura, senza violare i diritti dei creditori privilegiati, i quali sono comunque tenuti a rispettare i termini per l'insinuazione.
Continua »
Contratto preliminare e ipoteca: la decisione in P.U.
Una società venditrice, dopo aver stipulato un contratto preliminare, non addiveniva alla stipula del definitivo a causa di un'ipoteca gravante sull'immobile e veniva ammessa a concordato preventivo. I promissari acquirenti agivano in giudizio ex art. 2932 c.c. ottenendo nei primi due gradi di giudizio il trasferimento del bene e l'ordine di cancellazione dell'ipoteca. La Cassazione, investita della questione, data la complessità dei principi di diritto coinvolti nel rapporto tra esecuzione specifica e procedura concorsuale, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rimettendo la decisione a una pubblica udienza.
Continua »
Poteri del CTU: Cassazione su acquisizione documenti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito contro la sentenza che dichiarava inefficaci una cessione di credito e alcune rimesse bancarie a favore della banca da parte di una società poi fallita. La Corte ha chiarito i limiti e i poteri del CTU nell'acquisizione di documenti, confermando che eventuali nullità procedurali devono essere eccepite tempestivamente. Gli altri motivi, relativi alla valutazione della conoscenza dello stato di insolvenza, sono stati dichiarati inammissibili in quanto riguardanti accertamenti di fatto non sindacabili in sede di legittimità.
Continua »
Valore immobile abusivo: no indennizzo per la costruzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4781/2025, ha stabilito che nel calcolo del prezzo di riacquisto di un'area industriale, il valore dell'immobile abusivo, specificamente quello privo di autorizzazione paesaggistica, non deve essere considerato. Anche se la normativa sul riacquisto da parte dei consorzi industriali è autonoma rispetto a quella sull'espropriazione, si applica il principio generale per cui il proprietario non può trarre vantaggio dalla propria attività illecita. Di conseguenza, l'indennizzo si basa solo sul valore del terreno e non sulla costruzione.
Continua »
Omesso versamento contributi: no scusa il concordato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore per omesso versamento contributi previdenziali, chiarendo che la presentazione di una domanda di concordato preventivo non costituisce di per sé una causa di giustificazione. La responsabilità penale viene meno solo in presenza di un esplicito provvedimento del tribunale che vieti il pagamento. Inoltre, la crisi di liquidità aziendale non è considerata una causa di forza maggiore idonea a escludere il reato.
Continua »
Crediti prededucibili: no dopo l’omologa del concordato
Una società fornitrice ha richiesto l'ammissione in prededuzione di un credito per merci vendute a un'altra impresa dopo l'omologazione del suo concordato preventivo in continuità. A seguito del fallimento di quest'ultima, sia il Tribunale che la Corte di Cassazione hanno respinto la richiesta. La Suprema Corte ha chiarito che i crediti prededucibili sono solo quelli sorti durante la procedura concorsuale, che si conclude con il decreto di omologazione. I crediti successivi, sorti nella fase esecutiva, non sono considerati 'funzionali' alla procedura stessa e vengono quindi ammessi solo come chirografari.
Continua »
Contratto di locazione: validità e onere della prova
Una società fornitrice di attrezzature mediche ha chiesto l'ammissione al passivo del fallimento di una clinica sua cliente per canoni di locazione non pagati. Il fallimento si è opposto, sostenendo la nullità dei contratti per conflitto di interessi e la loro inefficacia per mancanza di autorizzazioni durante una procedura di concordato preventivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale del contratto di locazione: per concedere un bene in locazione è sufficiente averne la disponibilità materiale, non essendo necessaria la prova della proprietà.
Continua »