Un uomo ha trascorso oltre 900 giorni in detenzione (carcere e arresti domiciliari) per un reato di droga, per poi essere condannato a una pena definitiva di soli 4 mesi. La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della riparazione per ingiusta detenzione, stabilendo che il risarcimento è dovuto per il tempo passato in carcere, misura non applicabile al reato riqualificato, ma non per quello agli arresti domiciliari, misura invece consentita. La Suprema Corte ha però annullato la decisione sul calcolo dell'indennizzo, ordinando una nuova valutazione.
Continua »