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Art. 1658 Codice Civile

5 provvedimenti

Corrispettivo appalto: determinazione del prezzo
La Corte d'Appello di Napoli ha affrontato il caso della determinazione del corrispettivo appalto in assenza di un contratto scritto o di un accordo preventivo sul prezzo. A seguito di un rinvio dalla Cassazione, il giudice ha stabilito che, provata l'esecuzione delle opere, è possibile procedere a una valutazione prudenziale del credito applicando una riduzione forfettaria alla fattura dell'appaltatore, tenendo conto dei materiali forniti dal committente.
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Recesso unilaterale appalto: l’indennizzo dovuto
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un condominio a risarcire un'impresa edile. La cessazione del contratto non è stata causata da un inadempimento dell'impresa, ma da un recesso unilaterale appalto da parte del committente. Quest'ultimo, infatti, non aveva cooperato nella scelta dei materiali e l'impresa aveva legittimamente sospeso i lavori per gravi problemi di sicurezza dell'edificio. La Corte ha convalidato il calcolo del mancato guadagno in via forfettaria al 10%, applicando in via analogica i principi degli appalti pubblici.
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Responsabilità Direttore Lavori: La Cassazione decide
Una società costruttrice cita in giudizio il direttore dei lavori per gravi vizi di umidità in un immobile. La Corte d'Appello esclude la colpa del professionista a causa della forte ingerenza del committente. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione, afferma che la responsabilità del direttore dei lavori non viene meno. È suo dovere impartire le corrette direttive tecniche, vigilare sulla loro esecuzione e, in caso di disaccordo, persino sospendere i lavori. La scelta di un'adeguata impermeabilizzazione rientra pienamente nei suoi compiti professionali, e spetta a lui dimostrare di aver adempiuto diligentemente al proprio incarico. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità appaltatore: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna solidale di un'impresa edile e del direttore dei lavori per gravi difetti in una ristrutturazione. La sentenza chiarisce che il termine per la denuncia dei vizi decorre dalla piena consapevolezza tecnica del danno, non dalla prima manifestazione. Viene inoltre rigettata la difesa dell'impresa come mero esecutore ("nudus minister"), ribadendo la sua piena responsabilità appaltatore per la qualità dell'opera.
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Onere della prova appalto: chi prova i lavori extra?
La Corte di Appello di Firenze si è pronunciata su una controversia nata da un contratto di appalto verbale. Un committente aveva contestato la richiesta di pagamento per lavori ritenuti extra rispetto a un accordo a corpo. La Corte ha confermato la decisione di primo grado, rigettando l'appello del committente e chiarendo l'importanza dell'onere della prova nell'appalto. È stato stabilito che spetta all'appaltatore dimostrare l'esecuzione dei lavori aggiuntivi tramite prove, come le testimonianze, e al committente provare l'avvenuto pagamento e la sua specifica imputazione. La sentenza sottolinea i rischi degli accordi verbali e l'importanza della documentazione scritta.
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