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Art. 1655 Codice Civile

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329 provvedimenti

Appalto illecito: Cassazione rinvia alla IV Sezione
Una lavoratrice, dipendente di una cooperativa sociale ma operante presso un'azienda sanitaria locale (ASL), ha contestato la legittimità del contratto di appalto tra i due enti, sostenendo si trattasse di un appalto illecito che mascherava una somministrazione di manodopera. Dopo una vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo l'appalto legittimo. La lavoratrice ha quindi presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato la connessione del caso con altri procedimenti simili e ha disposto il rinvio alla IV Sezione per una trattazione congiunta, al fine di garantire una decisione uniforme sulla questione.
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Appalto illecito: la Cassazione rinvia alla IV Sezione
Una lavoratrice, formalmente dipendente di una cooperativa, ha contestato la legittimità di un contratto di appalto con un'azienda sanitaria, sostenendo si trattasse di un appalto illecito. La Corte d'Appello le ha dato torto. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di altri casi simili, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rimettendo la causa alla sua IV Sezione per una decisione congiunta, senza pronunciarsi nel merito.
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Appalto illecito: la distinzione dalla somministrazione
Una lavoratrice, formalmente dipendente di una cooperativa ma operante presso un'azienda sanitaria, ha contestato la natura del contratto come appalto illecito, rivendicando un rapporto di lavoro diretto con l'azienda. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, ma la lavoratrice ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito ma ha disposto il rinvio della causa alla IV Sezione per una trattazione congiunta con altri casi simili, data la connessione delle questioni di fatto e di diritto.
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Appalto illecito: Cassazione rinvia alla IV Sezione
Una lavoratrice, formalmente dipendente di una cooperativa sociale, ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro diretto con un'Azienda Sanitaria Locale (ASL), sostenendo che l'appalto di servizi tra i due enti fosse in realtà un appalto illecito. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo legittimo il contratto. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito ma ha disposto il rinvio della causa alla IV Sezione per una trattazione congiunta con altri ricorsi simili, vertenti sulle medesime questioni di fatto e di diritto.
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Appalto illecito: la conferma della condanna
Un'impresa edile individuale ha impugnato una condanna per aver utilizzato lavoratori attraverso un subappalto fittizio. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, qualificando il rapporto come appalto illecito. La sentenza si basa sulle prove che dimostrano come il committente gestisse direttamente i lavoratori, mentre l'impresa subappaltatrice fungeva da mero schermo per la fornitura di personale, priva della reale autonomia organizzativa e del rischio d'impresa necessari per un appalto genuino.
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Appalto illecito: Cassazione rinvia alla Sez. Lavoro
Un lavoratore, formalmente dipendente di una cooperativa ma operante presso un'azienda sanitaria pubblica, ha contestato la natura del rapporto come appalto illecito, chiedendo il riconoscimento del lavoro subordinato con l'ente pubblico. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non si è pronunciata nel merito ma ha disposto il rinvio della causa alla Sezione Lavoro per una trattazione congiunta con altri casi analoghi, al fine di garantire una decisione uniforme sulla questione.
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Appalto non genuino: la direzione del committente
La Corte d'Appello di Bologna conferma una sanzione per appalto non genuino. La sentenza stabilisce che se il committente esercita potere direttivo e organizzativo sui lavoratori dell'appaltatore, il contratto si configura come somministrazione illecita di manodopera, indipendentemente dal testo formale dell'accordo. Le testimonianze dei lavoratori, che hanno confermato di ricevere ordini diretti dal committente, sono state decisive per la decisione.
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Appalto vizi e difformità: conseguenze del vizio
La Corte d'Appello di Venezia analizza un caso di appalto vizi e difformità, stabilendo che la mancata fornitura della marcatura CE e della documentazione tecnica per un'opera (modifica a un semirimorchio) costituisce un grave inadempimento. Tale mancanza rende l'opera inutilizzabile e giustifica la risoluzione del contratto, con la condanna dell'appaltatore alla restituzione del prezzo e al risarcimento del danno per i costi di sostituzione del sistema difettoso. Viene invece respinta la richiesta di manleva verso l'assicurazione, sia per motivi procedurali che di merito, in quanto la polizza non copriva tale rischio e il premio non era stato pagato.
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Regolarità contributiva appalto: quando è legittimo?
Analisi di una sentenza sulla regolarità contributiva in un contratto di appalto. Il Tribunale ha revocato un decreto ingiuntivo, ritenendo legittima la sospensione dei pagamenti da parte del committente a fronte della mancata prova, da parte dell'appaltatore, del corretto versamento dei contributi previdenziali e fiscali, come previsto dal contratto.
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