LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 164 Codice di Procedura Civile

Pagina 22 di 22

428 provvedimenti

Revisione tabelle millesimali: basta la maggioranza
Un condomino impugna la delibera di approvazione delle nuove tabelle millesimali, sostenendo fosse necessaria l'unanimità. La Corte d'Appello di Roma respinge il ricorso, confermando che per la revisione tabelle millesimali, dovuta a un notevole aumento di volumetria di un'unità immobiliare (superiore a 1/5), è sufficiente il voto a maggioranza qualificata, in quanto l'atto ha natura ricognitiva e non negoziale.
Continua »
Onere della prova vizi fornitura: il caso del mangime
Un allevatore si oppone a due decreti ingiuntivi per il pagamento di forniture di mangime, sostenendo che la merce fosse difettosa e avesse causato danni al bestiame. Il Tribunale ha respinto le opposizioni, confermando i decreti. La decisione sottolinea come l'allevatore non sia riuscito a soddisfare l'onere della prova vizi fornitura, non dimostrando né il difetto del prodotto né il nesso di causalità con i danni lamentati.
Continua »
Onere della prova: risarcimento negato senza prove
La Corte d'Appello di Genova ha analizzato un caso di risarcimento danni per il crollo di un soffitto in un locale commerciale. Pur dichiarando la nullità della sentenza di primo grado per un vizio procedurale (mancata interruzione del processo per decesso di una parte), la Corte ha deciso la causa nel merito. Ha rigettato la domanda di risarcimento per totale carenza dell'onere della prova in capo alle società attrici, le quali non sono riuscite a dimostrare né la presenza della merce nel locale al momento del crollo, né l'effettivo danneggiamento della stessa. La sentenza sottolinea che la sola produzione di fatture non è sufficiente a provare il danno.
Continua »
Clausola risolutiva espressa: contratto risolto
Un'impresa committente risolve un contratto di subappalto invocando la clausola risolutiva espressa per la mancata presentazione, da parte del subappaltatore, di una polizza assicurativa conforme. Il Tribunale di Torino conferma la legittimità della risoluzione, sottolineando che la presenza di tale clausola rende irrilevante la valutazione della gravità dell'inadempimento. Di conseguenza, il subappaltatore viene condannato alla restituzione degli acconti ricevuti in eccedenza rispetto al valore dei lavori eseguiti.
Continua »
Nesso di causalità: quando le complicanze non sono colpa medica
Un paziente ha citato in giudizio una struttura sanitaria e i medici per gravi complicanze seguite a un intervento cardiochirurgico. Il Tribunale ha respinto la domanda, non ravvisando un nesso di causalità tra la condotta dei sanitari e il danno subito. Le complicanze, sebbene gravi, sono state ritenute conseguenze prevedibili ma inevitabili della complessa situazione clinica del paziente, e non frutto di negligenza medica.
Continua »
Ripetizione di indebito: onere della prova del pagamento
Un ex inquilino ha richiesto la restituzione di somme per utenze elettriche successive alla fine della locazione. Il Tribunale ha respinto l'appello, confermando la decisione di primo grado. La motivazione centrale è che l'attore non ha adempiuto all'onere della prova richiesto per l'azione di ripetizione di indebito, non dimostrando l'effettivo pagamento delle somme richieste, ma solo la ricezione delle fatture.
Continua »
Azione revocatoria: inefficace la vendita al parente
Un promissario acquirente di un immobile, dopo aver visto la società venditrice cedere lo stesso bene alla figlia del legale rappresentante, agisce in giudizio. Nel frattempo, la società fallisce. Il Tribunale rigetta la domanda del primo acquirente, il cui diritto era già stato negato con sentenza passata in giudicato. Accoglie, invece, la domanda riconvenzionale del curatore fallimentare, esercitando l'azione revocatoria e dichiarando inefficace la vendita al parente in quanto lesiva dei diritti dei creditori.
Continua »
Rimborso spese coniuge: no se per la casa familiare
Un ex marito ha richiesto il rimborso delle spese sostenute per la ristrutturazione della casa familiare, di proprietà esclusiva della ex moglie. Il Tribunale ha respinto la domanda, stabilendo che tali esborsi rientrano nei doveri di contribuzione ai bisogni della famiglia e, in assenza di un accordo specifico, non sono rimborsabili dopo la separazione. La decisione si fonda sul principio di solidarietà che governa i rapporti matrimoniali.
Continua »