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Art. 164 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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134 provvedimenti

Altri anni per Art. 164 Codice di Procedura Civile

Onere della prova nella ripetizione di indebito
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21340/2025, ha chiarito i principi sull'onere della prova nell'azione di ripetizione di indebito. Nel caso esaminato, un'erede chiedeva la restituzione di somme versate dalla defunta a dei parenti. Questi ultimi sostenevano che i pagamenti fossero giustificati, ad esempio come restituzione di un prezzo immobiliare simulato. La Corte ha stabilito che spetta al convenuto, che riceve il pagamento, dimostrare l'esistenza di una causa giustificativa. L'attore deve solo provare il pagamento e allegare la mancanza di causa. La semplice allegazione di una giustificazione da parte del convenuto non è sufficiente a invertire l'onere della prova. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata per aver erroneamente applicato questo principio.
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Interruzione prescrizione vizi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'interruzione prescrizione vizi in una compravendita immobiliare è sufficiente un atto stragiudiziale, come una lettera di messa in mora. La sentenza ha annullato la decisione della Corte d'Appello, che riteneva necessaria l'azione giudiziale. Il caso riguardava acquirenti di ville con difetti che avevano agito per la riduzione del prezzo. La Suprema Corte ha chiarito che la comunicazione formale della volontà di far valere la garanzia avvia un nuovo periodo di prescrizione di un anno, proteggendo i diritti dell'acquirente.
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Termine a comparire: appello nullo se troppo breve
Un erede, dopo aver ottenuto in primo grado il riconoscimento dell'usucapione di un fondo, si è visto riformare la sentenza in appello. La Corte di Cassazione ha però annullato la decisione d'appello per un vizio procedurale decisivo: il termine a comparire concesso nell'atto di appello era inferiore al minimo legale. Questo errore, unito alla mancata costituzione dell'appellato, ha reso nulla la sentenza di secondo grado, con rinvio della causa per un nuovo giudizio.
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Onere della prova: chi deve dimostrare l’investimento?
Un investitore affida 50.000 euro a un promotore per l'acquisto di azioni. A seguito di perdite, l'investitore chiede la restituzione dei fondi, lamentando l'inadempimento. La Corte di Cassazione conferma la condanna del promotore, stabilendo che l'onere della prova dell'effettivo acquisto dei titoli grava su chi ha ricevuto il denaro (mandatario), non sull'investitore (mandante). La mancata produzione di prove documentali, come estratti conto, determina l'inadempimento e l'obbligo di risarcimento.
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Mancato guadagno: prova e liquidazione equitativa
La Corte di Cassazione si pronuncia su un complesso caso di risarcimento per mancato guadagno derivante dalla violazione di un accordo di subappalto. La sentenza chiarisce importanti principi procedurali, stabilendo che l'annullamento della decisione sull'importo del danno (quantum) non inficia la precedente sentenza, passata in giudicato, che accertava il diritto al risarcimento (an). Viene inoltre confermata la legittimità del ricorso alla prova presuntiva e alla liquidazione equitativa per determinare il danno da mancato guadagno, basandosi sulla normale aspettativa di profitto di un'impresa.
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Provvedimento associativo: non è un lodo arbitrale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza di un iscritto da un sindacato, decisa dagli organi interni, non costituisce un lodo arbitrale, bensì un provvedimento associativo. Di conseguenza, l'atto deve essere impugnato davanti al Tribunale ordinario e non alla Corte d'Appello. La Corte ha accolto il ricorso incidentale del sindacato, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa al Tribunale competente per un nuovo esame, sottolineando la differenza fondamentale tra le due tipologie di atti e i relativi rimedi giurisdizionali.
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Rinnovazione citazione: salva il termine di opposizione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale della procedura civile: la rinnovazione di una citazione nulla ha effetto retroattivo ('ex tunc'). Nel caso esaminato, un'opposizione agli atti esecutivi, inizialmente notificata in modo errato, è stata considerata tempestiva perché la sanatoria del vizio opera dal momento della prima notifica, salvando così il termine di decadenza di venti giorni. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente dichiarato tardiva l'opposizione, basandosi sulla data della seconda notifica.
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Usucapione su ex bene demaniale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'usucapione su ex bene demaniale. Un proprietario, dopo aver acquistato un terreno dall'Agenzia del Demanio, si è visto opporre da alcuni confinanti una servitù di passaggio acquisita per usucapione. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito, stabilendo che il possesso utile ai fini dell'usucapione può iniziare a decorrere solo dal momento in cui il bene perde la sua natura demaniale. Sarà necessario accertare la data esatta della sdemanializzazione per calcolare il ventennio.
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Termine a comparire: violazione e rito tributario
Una società di riscossione lamentava la violazione del termine a comparire in un processo tributario, poiché l'udienza di primo grado si era tenuta prima della scadenza del termine per la sua costituzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio di diritto: la violazione del termine a comparire non comporta la rimessione della causa al primo giudice, ma si converte in un motivo di impugnazione. Spetta quindi al giudice d'appello decidere nel merito, garantendo alla parte lesa la possibilità di esercitare le proprie difese in quella sede.
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Oneri condominiali pignoramento: no prededuzione
Un condominio ha richiesto che i suoi crediti per oneri condominiali, maturati dopo il pignoramento di un'unità immobiliare, fossero pagati in prededuzione, ovvero prima del credito ipotecario di una banca. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che l'istituto della prededuzione è applicabile solo alle procedure concorsuali (come il fallimento) e non alle esecuzioni forzate individuali. In quest'ultimo caso, gli oneri condominiali pignoramento possono essere considerati spese di giustizia con privilegio solo se indispensabili per la conservazione materiale del bene, a vantaggio di tutti i creditori.
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Litisconsorzio necessario: effetti sulla usucapione
In una causa per usucapione iniziata nel 1982, la Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale del litisconsorzio necessario. La Corte ha stabilito che l'integrazione successiva di un litisconsorte necessario, inizialmente non citato in giudizio, ha un effetto sanante retroattivo. Questo significa che l'interruzione del termine per l'usucapione si estende anche al soggetto integrato, a partire dalla data della notifica originaria, impedendo così il compimento della stessa.
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Usucapione tra parenti: quando è valida?
Una controversia tra eredi sulla proprietà di un appartamento porta la Corte di Cassazione a definire i limiti dell'usucapione tra parenti. La Corte ha stabilito che la costruzione ex novo di un'abitazione, l'uso come residenza familiare per decenni e l'accollo esclusivo delle spese fiscali sono prove di un possesso uti dominus, idonee a superare la semplice presunzione di tolleranza familiare, confermando così l'acquisto della proprietà per usucapione da parte di un fratello nei confronti degli eredi dell'altro.
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Prescrizione decennale crediti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione decennale dei crediti si applica anche quando una precedente opposizione del debitore sia stata respinta con una sentenza di inammissibilità per tardività. Tale pronuncia, sebbene di rito, acquisisce forza di giudicato e trasforma il termine di prescrizione da quinquennale a decennale. Una società aveva contestato una comunicazione di ipoteca da parte di un ente previdenziale, sostenendo la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente, affermando che le precedenti sentenze di inammissibilità avevano 'cristallizzato' il credito, rendendolo soggetto alla prescrizione decennale.
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Notifica a società fallita: la nullità dell’atto
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato una sentenza sfavorevole emessa nei confronti di una società contribuente. Tuttavia, prima della notifica del ricorso per cassazione, la società è stata dichiarata fallita. L'atto è stato erroneamente notificato al procuratore del precedente grado di giudizio anziché al curatore fallimentare, unico soggetto legittimato a rappresentare la società. La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità della notifica a società fallita, ordinandone la rinnovazione entro 60 giorni direttamente al curatore.
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