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Art. 163 Codice Penale — Anno 2026

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312 provvedimenti

Altri anni per Art. 163 Codice Penale

Ricorso straordinario 625-bis: errore di fatto vs. legge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario 625-bis, specificando che l'errata interpretazione giuridica sulla revoca di una pena sospesa non costituisce un 'errore di fatto' ma un 'errore di diritto', e quindi non può essere impugnata con tale rimedio.
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Ricettazione assegno: la prova del dolo e la pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per ricettazione assegno. La sentenza ribadisce che la mancata giustificazione plausibile del possesso di un bene di provenienza illecita, come un assegno rubato, costituisce un forte indizio del dolo. La Corte ha inoltre confermato la correttezza del diniego delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena, basandosi sulla gravità del fatto e sulla personalità dell'imputata.
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Sospensione condizionale: obbligo di motivazione
La Cassazione ha annullato una sentenza che imponeva la demolizione di un'opera abusiva come condizione per la sospensione condizionale della pena. La Corte ha stabilito che il giudice deve sempre fornire una specifica motivazione per tale subordinazione. Il caso riguardava la costruzione illecita su un terreno pubblico adiacente a un alloggio popolare.
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Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna
In un complesso caso di associazione di stampo mafioso, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna di un imprenditore. La Corte ha stabilito che, nonostante un precedente accertamento della responsabilità, la necessità di ridefinire la durata del reato (tempus commissi delicti) ha riaperto i termini per la prescrizione del reato. Di conseguenza, essendo il reato estinto per il decorso del tempo, anche la confisca per equivalente disposta sui beni dell'imputato è stata dichiarata inefficace.
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Revoca sospensione condizionale: da quando decorre?
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per la revoca della sospensione condizionale della pena. In un caso riguardante un condannato che aveva commesso nuovi reati, la Corte ha stabilito che il termine per la prescrizione della pena sospesa, una volta revocata, decorre non dal momento del nuovo reato, ma dalla data in cui diventa definitiva la decisione che accerta la causa della revoca. La difesa sosteneva erroneamente che la prescrizione fosse già maturata, ma la Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il dies a quo per la prescrizione è l'irrevocabilità della sentenza che causa la revoca del beneficio.
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Bancarotta fraudolenta documentale: Dolo e Difesa
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un amministratore per bancarotta fraudolenta documentale, chiarendo che il reato si configura con la sottrazione delle scritture contabili allo scopo di danneggiare i creditori. La conoscenza effettiva della successiva dichiarazione di fallimento da parte dell'imputato è ritenuta irrilevante, così come la testimonianza del suo legale su tale punto, poiché la condotta illecita è antecedente.
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Sospensione condizionale: non si impone la demolizione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che imponeva un termine per la demolizione di un'opera abusiva come condizione per una sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice dell'esecuzione non può aggiungere condizioni non previste nella sentenza di condanna originale. Se la sospensione è stata concessa in modo "semplice" e non subordinata esplicitamente alla demolizione, tale obbligo non può essere imposto in fase esecutiva per condizionare il beneficio.
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Bancarotta operazioni dolose: quando l’evasione è reato
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due amministratori per il reato di bancarotta per operazioni dolose, causata dal sistematico e prolungato mancato pagamento dei debiti fiscali. La sentenza chiarisce che tale condotta, essendo una scelta gestionale consapevole che rende prevedibile il dissesto, integra il dolo generico richiesto dalla norma e non può essere giustificata come forma di autofinanziamento, specialmente se non provata.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per reati informatici. L'analisi si concentra sui vizi procedurali, come la proposizione di motivi non sollevati in appello e la genericità delle censure, ribadendo i rigidi limiti del giudizio di legittimità. La decisione sottolinea che l'inammissibilità del ricorso cassazione è una conseguenza diretta di tali errori.
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Cittadinanza iure sanguinis: falso e associazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di associazione per delinquere finalizzata a far ottenere la cittadinanza iure sanguinis a cittadini stranieri tramite false attestazioni di residenza. La sentenza distingue nettamente tra la semplice partecipazione a reati di falso e l'appartenenza a un'associazione criminale, annullando la condanna per quest'ultimo reato a un coimputato per assenza di prova della sua volontà di far parte stabilmente del sodalizio (affectio societatis). Viene confermato che la falsa dichiarazione di residenza per avviare la pratica in un Comune costituisce reato.
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Tenuità del fatto e reati permanenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per abuso edilizio e occupazione di terreno. Il motivo è che la Corte di Appello aveva erroneamente negato l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, basandosi sulla presunta continuazione del reato. La Cassazione ha chiarito che il sequestro del bene interrompe la permanenza del reato, obbligando il giudice a valutare la tenuità della condotta fino a quel momento.
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Tentativo di furto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una condanna per tentativo di furto. Decisive le prove da videosorveglianza e la validità della querela presentata dal responsabile di filiale. La Corte ha ritenuto le motivazioni della sentenza d'appello logiche e complete, respingendo ogni doglianza dell'imputato.
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