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Art. 161 Codice di Procedura Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

4 provvedimenti

Altri anni per Art. 161 Codice di Procedura Civile

Accordi di programma e giurisdizione: il G.O. decide
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative ad accordi di programma spetta al giudice ordinario quando la Pubblica Amministrazione non agisce nell'esercizio di poteri autoritativi. Nel caso esaminato, un'Autorità Portuale aveva aderito a una proposta di un'azienda privata per la realizzazione di un impianto, senza che tale adesione sostituisse un provvedimento amministrativo. Di conseguenza, la successiva disputa per responsabilità precontrattuale rientra nella competenza del giudice civile, poiché la P.A. ha agito secondo le regole del diritto privato.
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Giurisdizione giudice ordinario per penali in appalti
Una società di trasporti veniva sanzionata da un'autorità regionale per inadempienze in un contratto di servizio pubblico. Dopo un lungo iter nei tribunali amministrativi, la Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario, poiché la controversia riguarda una penale di natura contrattuale. L'ordinanza introduce anche un'importante novità procedurale: a seguito delle recenti riforme, la causa, una volta cassata la decisione amministrativa, deve essere riassunta direttamente davanti alla Corte d'Appello civile, e non al tribunale di primo grado, per accelerare i tempi della giustizia.
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Ricorso senza firma digitale: valido se la paternità è certa
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che un ricorso nativo digitale, pur privo della firma digitale del difensore, è ammissibile se la sua paternità può essere accertata in modo inequivocabile da altri elementi. Nel caso di specie, l'invio da un indirizzo PEC ufficiale dell'Avvocatura dello Stato e il deposito di una copia cartacea asseverata sono stati ritenuti sufficienti a sanare il vizio, applicando il principio del raggiungimento dello scopo. Questa sentenza privilegia un approccio sostanziale rispetto a vizi puramente formali, garantendo il diritto di accesso alla giustizia in un caso di ricorso senza firma digitale.
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Sanzione disciplinare avvocato: onorari e prescrizione
La Corte di Cassazione conferma la sanzione disciplinare avvocato (censura) per la richiesta di onorari manifestamente eccessivi. L'ordinanza chiarisce che la successiva dichiarazione di ineleggibilità di alcuni membri del CNF non invalida la decisione e che, per fatti anteriori al 2013, si applica il vecchio e più severo regime della prescrizione, senza il principio della lex mitior. La richiesta di compensi sproporzionati rispetto all'attività effettivamente svolta integra l'illecito disciplinare.
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