LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 161 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

Pagina 8 di 8

152 provvedimenti

Altri anni per Art. 161 Codice di Procedura Civile

Circonvenzione di incapace: la prova prima di tutto
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di presunta circonvenzione di incapace in una compravendita immobiliare. La domanda, proposta originariamente dalla madre del venditore, viene rigettata in tutti i gradi di giudizio. La Corte suprema conferma che, per invalidare un contratto, è necessario fornire prove concrete della manipolazione psicologica e non è possibile affidarsi a una consulenza tecnica (CTU) per sopperire alla carenza probatoria. Il ricorso viene respinto sottolineando l'importanza dell'onere della prova a carico di chi agisce in giudizio.
Continua »
Responsabilità mediatore: obbligo di informazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9395/2025, ha ribadito la responsabilità del mediatore immobiliare che omette di informare l'acquirente della presenza di un'ipoteca sull'immobile. Anche se l'acquirente ottiene il doppio della caparra dal venditore inadempiente, il mediatore è comunque tenuto a restituire la provvigione percepita, in quanto il suo inadempimento ha reso l'affare non concluso. La Corte ha inoltre corretto un errore nel calcolo dell'importo da restituire, limitandolo alla sola provvigione effettivamente versata.
Continua »
Spese forfettarie avvocato: quando sono dovute?
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una complessa vicenda tra un avvocato e un istituto di credito in merito al pagamento di compensi professionali. L'ordinanza chiarisce importanti principi sulla validità degli accordi, il frazionamento del credito e la tempestività dell'opposizione a decreto ingiuntivo. Il punto cruciale della decisione riguarda il riconoscimento delle spese forfettarie dell'avvocato, stabilendo che sono sempre dovute per legge, anche se non esplicitamente previste in una convenzione, qualora la normativa applicabile lo preveda.
Continua »
Litisconsorzio necessario e usucapione in condominio
La Corte di Cassazione chiarisce che in una causa per usucapione di un bene condominiale, è indispensabile la partecipazione di tutti i singoli condomini (litisconsorzio necessario). La causa, avviata da un condominio contro una società alberghiera per la proprietà di un cortile, era stata decisa nei primi due gradi di giudizio senza il coinvolgimento di tutti i proprietari. La Suprema Corte ha annullato le sentenze precedenti e rinviato il caso al primo grado per integrare correttamente il contraddittorio, affermando che una decisione che incide sul diritto di proprietà di ciascun condomino sarebbe altrimenti inefficace.
Continua »
Demolizione parziale: limiti e contraddittorio
La Corte di Cassazione conferma un ordine di demolizione parziale per violazione delle distanze legali tra costruzioni. La sentenza stabilisce principi fondamentali: le questioni sulla completezza del contraddittorio non possono essere sollevate per la prima volta in sede di rinvio e le problematiche relative alla sicurezza statica dell'edificio devono essere affrontate nella fase esecutiva, non in quella di cognizione che accerta il diritto.
Continua »
Doppia conforme: ricorso inammissibile in Cassazione
Un acquirente contesta l'acquisto di un'auto diversa da quella promessa. I tribunali di primo e secondo grado respingono la domanda. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso basato su presunti fatti omessi, applicando il principio della doppia conforme, poiché le due sentenze di merito erano concordi nel merito della questione.
Continua »
Mancato guadagno: prova e liquidazione equitativa
La Corte di Cassazione si pronuncia su un complesso caso di risarcimento per mancato guadagno derivante dalla violazione di un accordo di subappalto. La sentenza chiarisce importanti principi procedurali, stabilendo che l'annullamento della decisione sull'importo del danno (quantum) non inficia la precedente sentenza, passata in giudicato, che accertava il diritto al risarcimento (an). Viene inoltre confermata la legittimità del ricorso alla prova presuntiva e alla liquidazione equitativa per determinare il danno da mancato guadagno, basandosi sulla normale aspettativa di profitto di un'impresa.
Continua »
Compenso professionale avvocato: l’accordo transattivo
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una complessa controversia relativa al compenso professionale di un avvocato nei confronti di una banca. La disputa verteva sull'interpretazione di un accordo transattivo del 2015. La Corte ha stabilito che l'interpretazione del giudice di merito, secondo cui l'accordo regolava in modo onnicomprensivo le attività pregresse, è insindacabile se plausibile. Tuttavia, ha accolto il ricorso del legale su un punto cruciale: il diritto al rimborso delle spese generali del 15%, anche in presenza di un compenso pattuito contrattualmente, cassando con rinvio la decisione su tale aspetto.
Continua »
Legittimazione attiva: ex socio e azione per società
Un ex socio ha agito in giudizio per far dichiarare la nullità della vendita di alcuni immobili appartenenti alla sua precedente società, ormai estinta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi inferiori. Il punto chiave è la mancanza di legittimazione attiva del ricorrente, il quale ha agito a titolo personale e non come successore nei rapporti della società. La Corte ha inoltre precisato che il giudice non può rilevare d'ufficio la nullità di un contratto per sopperire al difetto di legittimazione della parte che agisce.
Continua »
Compenso professionale avvocato: accordi e tariffe
In una complessa disputa sul compenso professionale avvocato, la Corte di Cassazione interviene per chiarire l'interpretazione di accordi tariffari e di un patto liquidatorio tra un legale e un istituto di credito. La Corte ha stabilito che il rimborso forfettario delle spese generali è sempre dovuto, anche se non previsto nell'accordo, e che la legge sull'equo compenso non è retroattiva. Inoltre, ha precisato che se il compenso è legato all'effettivo recupero del credito da parte del cliente, spetta all'avvocato dimostrare che tale condizione si sia verificata. La precedente decisione è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione su questi punti.
Continua »
Vizio costituzione giudice: nulla la decisione collegiale
Un avvocato si opponeva alla liquidazione del proprio compenso per un'attività svolta in regime di patrocinio a spese dello Stato. La Corte d'Appello rigettava l'opposizione con un'ordinanza emessa da un collegio di giudici. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento per vizio costituzione giudice, stabilendo che la competenza a decidere su tale opposizione spetta a un giudice monocratico e non a un collegio, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Compenso professionale avvocato: i limiti del patto
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta una complessa disputa sul compenso professionale di un avvocato nei confronti di un istituto di credito. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del legale sia quello incidentale della banca, confermando la decisione di merito. I giudici hanno stabilito la prevalenza di un accordo liquidatorio specifico sulle tariffe forensi, hanno chiarito i limiti dell'interpretazione contrattuale in sede di legittimità e hanno confermato la non retroattività della legge sull'equo compenso. È stato inoltre ritenuto legittimo il frazionamento del credito da parte dell'avvocato, data la pluralità di incarichi professionali distinti.
Continua »