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Art. 161 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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72 provvedimenti

Altri anni per Art. 161 Codice di Procedura Civile

Retribuzione dirigenziale: quando va restituita?
La Cassazione chiarisce che la retribuzione dirigenziale accessoria, se erogata da un ente pubblico senza rispettare i presupposti di legge (come l'istituzione di un apposito fondo), deve essere restituita. Tuttavia, ha accolto i motivi procedurali di un dirigente, annullando la sentenza d'appello per omessa pronuncia su questioni cruciali come il minimo contrattuale e un precedente giudicato.
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Motivazione apparente: quando la Cassazione la esclude
Una cooperativa sociale ha impugnato un recupero contributivo da parte dell'ente previdenziale, lamentando una motivazione apparente nella sentenza di secondo grado. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che, dopo la riforma del 2012, il vizio di motivazione è censurabile solo in casi di grave anomalia, come la totale assenza di ragioni o l'incomprensibilità. Nel caso specifico, la decisione impugnata rispettava il "minimo costituzionale", poiché le ragioni del diniego dei benefici (mancato rispetto dei contratti collettivi) erano chiaramente esposte, rendendo il ricorso infondato.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi iscritti prima del 2006 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una remunerazione adeguata, lamentando la tardiva attuazione delle direttive europee. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la normativa dell'epoca non prevedeva adeguamenti economici e che non sussiste una responsabilità risarcitoria dello Stato, data la discrezionalità lasciata dalle norme UE. La sentenza ribadisce il consolidato orientamento sulla remunerazione medici specializzandi.
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Incarichi segretari comunali: priorità e risarcimento
Un segretario comunale in disponibilità è stato ripetutamente ignorato per incarichi temporanei, assegnati invece a colleghi già titolari di sede. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del Ministero dell'Interno, stabilendo che la normativa sugli incarichi segretari comunali temporanei (reggenza/supplenza) dà priorità assoluta a chi è in disponibilità, derogando al normale rapporto fiduciario col Sindaco. La Corte ha quindi validato il diritto del lavoratore al risarcimento del danno, liquidato in via equitativa.
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Ricorso per revocazione: errore di fatto vs giudizio
Un dipendente pubblico presenta un ricorso per revocazione contro una decisione della Cassazione, sostenendo un errore di fatto. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la presunta errata interpretazione dei motivi di ricorso costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, e non rientra tra i motivi tassativi di revocazione.
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Nomina dirigenti pubblici: i criteri di selezione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27288/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dirigente pubblico che contestava la nomina di un altro candidato a una posizione di vertice in un'amministrazione regionale. La Corte ha ribadito che la nomina di dirigenti pubblici deve seguire criteri predeterminati di trasparenza e buona fede, anche negli enti locali. Tuttavia, ha sottolineato che per ottenere un risarcimento per perdita di chance, il candidato escluso deve fornire prova rigorosa della sua elevata probabilità di successo rispetto a tutti gli altri concorrenti, non essendo sufficiente dimostrare l'illegittimità della procedura.
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Indennità ex fissa: la Cassazione chiarisce
Un giornalista ha richiesto il pagamento dell'indennità ex fissa, ma la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Corte ha stabilito che l'ente previdenziale agisce solo come gestore di cassa e la sua responsabilità è limitata alla liquidità del fondo specifico, che non è un sistema a capitalizzazione individuale.
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Atto costitutivo: prova e compenso per medici di gruppo
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni medici che chiedevano un compenso per l'attività svolta in forma di medicina di gruppo. La Corte ha stabilito che una semplice lettera di comunicazione non è sufficiente a provare la costituzione dell'associazione, essendo necessaria la trasmissione formale dell'atto costitutivo. L'onere della prova di tale trasmissione ricade sui medici, e la contestazione della sua assenza da parte dell'Azienda Sanitaria in appello è stata ritenuta una mera difesa, e non un'eccezione inammissibile.
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Revoca incarico dirigente: illegittima se pretestuosa
Un dirigente sanitario ha subito la revoca anticipata del suo incarico, ufficialmente legata alla nomina di un nuovo vertice aziendale, seguita a breve dal suo collocamento in quiescenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca dell'incarico del dirigente sanitario era illegittima e che il successivo pensionamento non può sanare l'illegittimità dell'atto. La normativa che vieta di attribuire nuovi incarichi a personale in pensione non si applica al mantenimento di un contratto già in essere. Di conseguenza, il dirigente ha diritto a una nuova valutazione in merito alla reintegra o al risarcimento del danno.
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Licenziamento disciplinare per finto infortunio è valido
Un lavoratore è stato licenziato per aver simulato un infortunio sul lavoro. La Corte d'Appello ha ritenuto legittimo il licenziamento, decisione ora confermata dalla Corte di Cassazione. Il ricorso del dipendente è stato respinto in quanto i motivi sollevati, relativi a presunti errori procedurali e a una diversa valutazione delle prove, sono stati giudicati inammissibili. La sentenza ribadisce che l'apprezzamento dei fatti che giustificano un licenziamento disciplinare spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminato in sede di legittimità.
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Prescrizione crediti agente: la Cassazione sui 5 anni
Un agente ha citato in giudizio la società preponente per ottenere la riqualificazione del rapporto e il pagamento di differenze retributive e indennità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti dell'agente per le provvigioni è quinquennale e non decennale. Ha inoltre dichiarato inammissibili le domande nuove in appello e ha sottolineato l'importanza del rispetto dei termini di decadenza e dell'onere della prova a carico dell'agente.
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Mobilità docenti: onere della prova e precedenze
Una docente ha contestato le regole della mobilità docenti per l'anno 2016/2017, ritenendo illegittima la precedenza accordata ai vincitori di un precedente concorso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità dei criteri stabiliti dalla contrattazione collettiva. Inoltre, ha chiarito che il docente che lamenta un errore deve specificare quale norma è stata violata e chi ne ha beneficiato ingiustamente, pur rimanendo in capo all'amministrazione l'onere finale di dimostrare la correttezza del proprio operato.
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Licenziamento cambio appalto: quando scatta l’obbligo
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, intimato dalla società uscente poco prima di un cambio appalto, non impedisce l'applicazione della clausola di salvaguardia. La Corte ha chiarito che l'effetto estintivo del rapporto di lavoro si produce solo al termine del periodo di lavoro effettivo, non retroattivamente dall'inizio della procedura. Di conseguenza, se i dipendenti sono ancora in servizio al momento del subentro della nuova azienda, conservano il diritto a essere assunti da quest'ultima, rendendo il licenziamento pretestuoso e inefficace a eludere gli obblighi contrattuali.
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Sicurezza trasporto passeggeri: dovere del conducente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un autista di autobus ha agito correttamente facendo scendere i passeggeri in piedi su un tratto autostradale, nonostante un ordine di servizio lo permettesse. La Corte ha confermato l'illegittimità della sanzione disciplinare inflitta al lavoratore, sottolineando che la valutazione sulla sicurezza trasporto passeggeri e l'incolumità delle persone prevale sulle direttive aziendali.
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Licenziamento giusta causa per assenza e insubordinazione
La Corte di Cassazione conferma il licenziamento per giusta causa di un dipendente che, durante l'orario di lavoro, si era trattenuto per un'ora e mezza in due bar e aveva risposto in modo inappropriato a un superiore. La Corte ha ritenuto che la condotta complessiva, valutata anche alla luce di precedenti disciplinari, costituisse una violazione talmente grave del vincolo fiduciario da giustificare la massima sanzione espulsiva, a prescindere dalle specifiche previsioni della contrattazione collettiva.
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Licenziamento ritorsivo: quando è nullo? Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di licenziamento ritorsivo. Un lavoratore, fratello del socio di maggioranza della società e proprietario dei locali aziendali, era stato licenziato per motivi oggettivi dopo aver intimato lo sfratto alla società. La Corte d'Appello aveva già dichiarato il licenziamento illegittimo in quanto ritorsivo. La Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'azienda per vizi procedurali, consolidando di fatto la condanna per licenziamento ritorsivo.
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Verbale ispettivo: validità e onere della prova
Una società impugna una cartella di pagamento per contributi previdenziali, sostenendo che i lavoratori fossero associati in partecipazione e non dipendenti. La Cassazione ha respinto il ricorso della società basato su presunti vizi del verbale ispettivo, affermando che il giudice deve valutare la sostanza del rapporto di lavoro. Ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale, poiché la Corte d'Appello aveva omesso di considerare una denuncia di un lavoratore, fatto decisivo per interrompere la prescrizione dei crediti.
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Rimborso sostituzioni medico: onere della prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di contestazione da parte dell'Azienda Sanitaria, l'onere della prova sul numero effettivo di ore di sostituzione spetta al medico che richiede il pagamento. La semplice comunicazione mensile delle ore non è sufficiente a dimostrare il diritto al rimborso sostituzioni medico se l'ente pagatore solleva dubbi. La Corte ha rigettato il ricorso del professionista, confermando che l'Azienda ha il diritto di verificare la fondatezza della richiesta prima di procedere al pagamento.
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Notifica PEC: valida anche senza firma digitale p7m
Un imprenditore si opponeva a un pignoramento sostenendo di non aver mai ricevuto gli avvisi di addebito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'inammissibilità dell'opposizione. La sentenza chiarisce che una notifica PEC è valida anche se l'allegato è un semplice PDF senza firma digitale (p7m), poiché il sistema PEC garantisce di per sé l'autenticità. Inoltre, ha ribadito che nel rito del lavoro il giudice d'appello può acquisire nuove prove se ritenute indispensabili.
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Iscrizione Gestione Commercianti: quando è obbligatoria?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23337/2025, ha stabilito che per l'obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti non è sufficiente la mera qualifica di socio e la percezione di un reddito societario. L'INPS ha l'onere di provare la partecipazione personale, abituale e prevalente del socio all'attività lavorativa aziendale. La Corte ha cassato la decisione d'appello che si era basata esclusivamente su tali elementi formali, trascurando le prove testimoniali che negavano un coinvolgimento attivo del socio.
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