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Art. 161 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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53 provvedimenti

Altri anni per Art. 161 Codice di Procedura Civile

Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando le richieste di risarcimento di un gruppo di medici per la mancata remunerazione durante gli anni di specializzazione. La Corte ha ribadito che il diritto al risarcimento è soggetto a prescrizione decennale, con decorrenza dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato italiano alle direttive europee. Poiché l'azione legale è stata intrapresa oltre tale termine, il diritto è stato dichiarato estinto.
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Privilegio avvocato: escluse le spese forfettarie
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1138/2026, ha stabilito che il privilegio avvocato, previsto dall'art. 2751-bis, n. 2, c.c., si applica esclusivamente al compenso per la prestazione professionale e non si estende né alle spese di trasferta né al rimborso forfetario delle spese generali. La Corte ha inoltre cassato la decisione del tribunale per motivazione apparente in merito alla valutazione della complessità della causa, rinviando per un nuovo esame.
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Litisconsorzio necessario: proprietario sempre parte
Un condominio ha agito in giudizio contro una società che utilizzava alcuni appartamenti, detenuti in leasing, per attività di affitti brevi, ritenendola una violazione del regolamento. La Corte di Cassazione ha annullato le sentenze precedenti, stabilendo il principio del litisconsorzio necessario: poiché l'azione mirava a limitare l'uso della proprietà, era indispensabile la partecipazione al processo dei proprietari effettivi degli immobili, ovvero le società di leasing. La loro assenza ha reso nullo l'intero giudizio.
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Appello inammissibile: quando manca l’interesse ad agire
Una società immobiliare ha impugnato una sentenza che, pur respingendo una domanda riconvenzionale della banca avversaria, lo faceva per motivi procedurali e non di merito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che non si può impugnare una decisione favorevole. La parte che vince, anche se per ragioni diverse da quelle sperate, non ha interesse ad agire e quindi non può presentare un appello inammissibile.
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Autosufficienza del ricorso: Cassazione inammissibile
Una società si è rivolta alla Corte di Cassazione dopo la condanna in appello a riconoscere un rapporto di lavoro subordinato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per gravi vizi procedurali, in particolare per la violazione del principio di autosufficienza del ricorso, che impone di riportare tutti gli elementi necessari a decidere, senza che il giudice debba consultare altri fascicoli.
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Prova testimoniale delega: quando è inammissibile
Una socia impugna il bilancio di una S.r.l., negando di aver partecipato all'assemblea tramite delegata. La società cerca di dimostrare l'esistenza della delega con una prova testimoniale, sostenendo lo smarrimento del documento. La Corte di Cassazione, in una prima pronuncia, stabilisce l'inammissibilità della prova testimoniale per la delega senza una rigorosa dimostrazione della perdita incolpevole. Nel successivo giudizio di rinvio, pur recependo questo principio, la Corte d'Appello rigetta comunque le domande della socia per altre ragioni, decisione confermata in via definitiva dalla Cassazione, che chiarisce l'ampiezza dei poteri del giudice del rinvio.
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Danno prevedibile: auto a fuoco dopo riparazione
Un'officina meccanica è stata ritenuta responsabile per l'incendio di un'autovettura causato da una riparazione difettosa. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo le eccezioni procedurali e chiarendo il concetto di danno prevedibile. Secondo la Corte, la distruzione completa del veicolo rientra nel danno prevedibile che può derivare da una riparazione negligente, anche se di modesto valore economico.
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Revocazione inammissibile: no a nuove impugnazioni
La Corte di Cassazione dichiara la revocazione inammissibile di un'ordinanza che già si era pronunciata su una precedente revocazione. Il caso, originato da una richiesta di risarcimento per lesioni, è sfociato in una serie di impugnazioni. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: le decisioni emesse in sede di revocazione non sono a loro volta soggette a un nuovo ricorso per revocazione, al fine di garantire la certezza e la stabilità del giudicato.
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Diritto di difesa fallimento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un socio contro la sentenza di fallimento della propria società. Il socio lamentava una violazione del diritto di difesa fallimento, sostenendo che il tribunale non avesse atteso la proposizione di un reclamo contro la revoca di misure protettive. La Corte ha stabilito che la società aveva avuto il tempo per agire e non ha specificato come il tribunale le avesse impedito di esercitare i propri diritti, rendendo il motivo di ricorso generico e quindi inammissibile.
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Onere della prova CTU: inammissibile se non contestato
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate sull'illegittimo utilizzo di una CTU per assolvere l'onere della prova del contribuente. Il motivo è che l'Agenzia non ha contestato l'ammissibilità dello strumento in appello, ma solo gli errori del perito, sanando così il vizio procedurale. Il tema centrale è l'onere della prova CTU.
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Scientia decoctionis: prova e oneri del creditore
Una società creditrice ha ricevuto pagamenti da un'altra società, poi fallita. Il curatore ha agito in revocatoria, sostenendo la conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis). La creditrice ha contestato la validità della notifica dell'atto di citazione (ricevuta via PEC con file .p7m) e la mancanza di prove. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il destinatario di una PEC deve essere in grado di aprire i formati legali come il .p7m e che la scientia decoctionis si può provare con indizi quali solleciti, piani di rientro falliti e le stesse dichiarazioni del creditore in precedenti atti giudiziari.
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Onere della prova nel riscatto agrario: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che nel riscatto agrario l'onere della prova sui requisiti soggettivi e oggettivi grava sempre sull'attore. Il principio di non contestazione non si applica se i fatti non sono a conoscenza del convenuto. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva accolto la domanda di riscatto basandosi sulla generica contestazione della controparte, rinviando la causa per un nuovo esame che tenga conto del corretto riparto dell'onere della prova.
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Interessi moratori avvocato: la guida completa
La Corte di Cassazione interviene su un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per compensi professionali. La sentenza di merito è stata cassata perché il Tribunale aveva errato nel calcolare il saldo dovuto all'avvocato e, soprattutto, aveva negato l'applicazione degli interessi moratori speciali previsti dal D.Lgs. 231/2002. La Suprema Corte ha ribadito che la prestazione d'opera professionale rientra nelle transazioni commerciali, dando diritto agli interessi moratori avvocato in misura superiore a quella legale in caso di ritardato pagamento.
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