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Art. 160 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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71 provvedimenti

Altri anni per Art. 160 Codice Penale

Concorso in riciclaggio: prova e onere della prova
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per concorso in riciclaggio a carico di un soggetto trovato alla guida di un ciclomotore con telaio alterato. Secondo la Corte, il solo possesso del bene di provenienza delittuosa può integrare il reato di ricettazione, ma non è sufficiente a dimostrare la partecipazione attiva alla contraffazione, elemento necessario per configurare il concorso in riciclaggio. È necessaria una prova ulteriore del contributo materiale o morale all'alterazione del bene.
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Travisamento della prova: quando il ricorso è infondato
Un imprenditore viene condannato per truffa e appropriazione indebita per aver venduto un carrello elevatore che, secondo l'accusa, aveva solo noleggiato. L'imputato ricorre in Cassazione lamentando un travisamento della prova, sostenendo che una testimonianza chiave dimostrava il suo effettivo acquisto del bene. La Corte Suprema rigetta il ricorso, chiarendo che il vizio di travisamento della prova sussiste solo in caso di distorsione palese del dato probatorio, non quando si propone una semplice rilettura alternativa delle testimonianze, la cui valutazione spetta esclusivamente al giudice di merito.
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Prescrizione Ricettazione: Annullata la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per ricettazione di un assegno a causa dell'intervenuta prescrizione del reato. Nonostante l'annullamento della pena, la Corte ha confermato l'obbligo dell'imputata di risarcire il danno alla parte civile. Il caso evidenzia come la prescrizione ricettazione estingua gli effetti penali ma non necessariamente quelli civili della condotta.
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Estorsione contrattuale: la perdita di profitto è reato
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per estorsione contrattuale. Un imprenditore è stato costretto, tramite minacce implicite legate a un contesto criminale, a vendere merci a un prezzo molto inferiore a quello di listino. La Corte ha stabilito che il reato si configura anche se la vittima non subisce una perdita economica diretta, ma solo un mancato guadagno. La sentenza chiarisce che la lesione dell'autonomia negoziale e la perdita di un'opportunità di profitto costituiscono il danno e l'ingiusto profitto richiesti dalla norma.
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Prescrizione del reato: priorità sulla valutazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva dichiarato inammissibile il ricorso del PM per carenza di interesse, basandosi sulla maturata prescrizione del reato. La Suprema Corte ha stabilito che la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione è prioritaria e deve precedere qualsiasi valutazione sull'interesse delle parti a impugnare. La decisione è stata annullata senza rinvio, dichiarando direttamente l'estinzione del reato.
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Prescrizione del reato: Cassazione e corruzione
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di corruzione e associazione per delinquere legato ad appalti di una amministrazione militare. La sentenza annulla diverse condanne per intervenuta prescrizione del reato, a seguito della riqualificazione di alcune fattispecie. In particolare, la Corte ha distinto tra corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e corruzione per l'esercizio della funzione, evidenziando come la mancanza di prova di un nesso diretto tra il pagamento e uno specifico atto illecito porti alla fattispecie meno grave, con termini di prescrizione più brevi. La decisione sottolinea anche l'impossibilità di configurare il favoreggiamento reale verso un'associazione criminale mentre questa è ancora operativa.
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Riciclaggio auto: quando cambiare targa è reato
Un uomo viene sorpreso alla guida di un'auto rubata la cui targa appartiene a un altro veicolo di proprietà della sua convivente. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso degli imputati, confermando la condanna per il reato di riciclaggio. La sentenza chiarisce che la sostituzione della targa costituisce un'operazione finalizzata a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa del bene, integrando così il delitto di riciclaggio e non quello meno grave di ricettazione.
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Prescrizione imputato assente: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa e appropriazione indebita a causa della prescrizione del reato. Il punto centrale della decisione riguarda il calcolo del termine di sospensione in caso di 'prescrizione imputato assente'. La Corte ha stabilito che deve essere applicata la normativa più favorevole all'imputato (lex mitior) in vigore al momento in cui la sospensione è stata disposta, e non la successiva legge più severa. Di conseguenza, i reati sono stati dichiarati estinti, pur confermando le statuizioni civili a favore della parte lesa.
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Prescrizione ricettazione: quando il reato si estingue
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per ricettazione a causa dell'intervenuta prescrizione. Poiché la data esatta in cui l'imputato aveva ricevuto un escavatore rubato era incerta, i giudici hanno applicato il principio del 'favor rei', retrodatando la consumazione del reato al momento più favorevole per l'imputato, ovvero subito dopo il furto originario. Tale calcolo ha determinato l'estinzione del reato per il decorso del tempo, portando all'annullamento della sentenza di condanna.
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Reato di usura: quando si prescrive il delitto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reato di usura aggravata. La sentenza chiarisce che, essendo l'usura un reato a consumazione prolungata, la prescrizione decorre dall'ultimo pagamento di interessi o capitale, non dalla data dell'accordo iniziale. La Corte ha inoltre escluso la configurabilità del recesso attivo e confermato la nozione di 'stato di bisogno' come condizione di difficoltà che limita la libertà negoziale della vittima.
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Truffa fiscale e specialità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29569/2025, ha stabilito che una complessa frode per ottenere rimborsi fiscali indebiti rientra nel reato tributario di dichiarazione infedele e non nella truffa fiscale aggravata. Applicando il principio di specialità, la Corte ha chiarito che, se il profitto consiste esclusivamente nel vantaggio fiscale (il rimborso), si applica la normativa speciale tributaria, anche in presenza di un'organizzazione criminale. Di conseguenza, è stato confermato l'annullamento di un sequestro preventivo poiché le soglie di punibilità del reato tributario non erano state superate.
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