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Art. 16, comma 1, del d.l. 30 dicembre 2021, n. 228

5 provvedimenti

Pene sostitutive nel patteggiamento: l’accordo è unico
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per difetto di correlazione. Le parti avevano modificato l'accordo di patteggiamento, richiedendo pene sostitutive al posto del carcere. Il giudice di primo grado aveva illegittimamente applicato la pena detentiva originaria e respinto, con un atto separato, la richiesta di sostituzione. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo su patteggiamento e pene sostitutive è un pacchetto unico e inscindibile, che il giudice deve accettare o rigettare nella sua interezza, non potendolo modificare o dividere.
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Rimessione del processo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile una richiesta di rimessione del processo avanzata da un avvocato. La Corte ha stabilito che l'inimicizia personale con i magistrati della pubblica accusa non integra la 'grave situazione locale' necessaria per giustificare il trasferimento del procedimento, che deve invece derivare da un fenomeno esterno al processo che minacci concretamente l'imparzialità dell'organo giudicante.
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Favoreggiamento mafioso: aiuto al boss è aiuto al clan
Un individuo ricorre in Cassazione contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per aver aiutato un noto latitante mafioso. La difesa sosteneva che l'aiuto fosse di natura personale e non diretto a favorire l'associazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il reato di favoreggiamento mafioso si configura anche prestando ausilio al solo capoclan, poiché ciò consente all'intera organizzazione di mantenere la propria operatività e il proprio vertice decisionale. La Corte ha inoltre ribadito la possibilità del concorso formale tra il reato di favoreggiamento e quello di procurata inosservanza di pena.
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Peculato e prescrizione: Cassazione chiarisce limiti
Una contabile di un istituto penitenziario, accusata di peculato per aver portato a casa fondi dell'ufficio cassa, ha visto il suo ricorso respinto. La Corte di Cassazione, pur in presenza della prescrizione del reato, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che un'assoluzione in questi casi è possibile solo in presenza di una prova di innocenza palese e indiscutibile, assente nella fattispecie.
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Giurisdizione reati all’estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla giurisdizione per reati all'estero, stabilendo che per procedere contro un cittadino italiano per un delitto commesso interamente fuori dall'Italia (nel caso di specie, maltrattamenti in famiglia in Giordania), è sufficiente la sua presenza, anche solo temporanea, nel territorio nazionale dopo la commissione del fatto ma prima dell'esercizio dell'azione penale. La successiva partenza dell'imputato non incide sulla giurisdizione ormai radicata. La Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato, confermando la condanna.
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