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Art. 159 DAC

7 provvedimenti

Valore doganale: commissioni, royalties e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32573/2025, si è pronunciata su elementi chiave per la determinazione del valore doganale delle merci importate. Ha chiarito che le commissioni d'acquisto sono escluse solo se l'agente ha stipulato il contratto per conto dell'importatore e se sono indicate separatamente. Ha confermato che le royalties vanno incluse nel valore doganale se il licenziante esercita un controllo sulla produzione che va oltre la mera qualità, rendendole una "condizione di vendita". Infine, ha ribadito l'obbligo per il giudice di valutare la proporzionalità delle sanzioni doganali in base ai principi UE, potendo disapplicare la norma nazionale se eccessivamente onerosa.
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Valore doganale: commissioni e licenze in dogana
La Cassazione chiarisce i criteri per il calcolo del valore doganale delle merci. La sentenza stabilisce che le commissioni d'acquisto possono essere escluse solo se remunerano un'effettiva attività di stipula del contratto per conto dell'importatore e sono indicate separatamente. I diritti di licenza vanno inclusi se il licenziante esercita un controllo sulla produzione, rendendoli una condizione di vendita. Accolto anche il motivo sulla sproporzionalità delle sanzioni doganali.
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Valore doganale: quando escludere le commissioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32570/2025, interviene sul tema del valore doganale delle merci importate. La Corte chiarisce la distinzione tra "commissione d'acquisto", escludibile dal valore, e "mediazione", che vi rientra. La prima presuppone la conclusione del contratto da parte dell'agente per conto dell'importatore. La sentenza, inoltre, conferma che i diritti di licenza vanno inclusi nel valore doganale se rappresentano una condizione di vendita, come nel caso di un forte controllo del licenziante sulla produzione. La Corte ha cassato la decisione precedente con rinvio, limitatamente al tema delle commissioni.
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Giudicato esterno in dogana: limiti e condizioni
Una società ha richiesto il rimborso di dazi doganali pagati su royalties, invocando una precedente sentenza favorevole come giudicato esterno. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in materia doganale ogni operazione di importazione è autonoma. Di conseguenza, un giudicato esterno relativo a importazioni passate non è vincolante per quelle successive, poiché l'oggetto della controversia (petitum) è diverso. L'onere di provare il diritto al rimborso resta a carico della società per ogni singola istanza.
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Valore doganale: quando le royalties vanno incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che le royalties corrisposte per l'utilizzo di un marchio devono essere incluse nel valore doganale delle merci importate quando il titolare del marchio esercita un controllo sul produttore o sull'importatore che va oltre la semplice verifica della qualità. Se il pagamento delle royalties è una condizione essenziale per la vendita e l'importazione, esso diventa parte integrante del valore imponibile ai fini di dazi e IVA.
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Valore doganale: royalties e sanzioni sproporzionate
Una multinazionale dell'abbigliamento sportivo e il suo spedizioniere contestavano un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Dogane che rettificava il valore doganale delle merci importate, includendo costi per royalties, commissioni e sviluppo, e irrogando sanzioni per oltre 7 milioni di euro. La Corte di Cassazione ha stabilito che i diritti di licenza vanno inclusi nel valore doganale se rappresentano una 'condizione della vendita', mentre le commissioni d'acquisto vanno escluse. Ha inoltre annullato le sanzioni, ritenendole sproporzionate e affermando il principio che il giudice deve disapplicare la norma interna per garantire la proporzionalità richiesta dal diritto UE. Infine, ha escluso la responsabilità dello spedizioniere per l'IVA all'importazione.
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Valore doganale: quando includere le royalties?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla corretta determinazione del valore doganale delle merci importate. Due società avevano contestato l'inclusione, da parte dell'Agenzia delle Dogane, di commissioni d'acquisto e royalties nel calcolo dei dazi. La Corte ha accolto il ricorso riguardo alle commissioni d'acquisto, stabilendo che devono essere escluse dal valore doganale. Tuttavia, ha confermato l'inclusione delle royalties, chiarendo che queste costituiscono una 'condizione della vendita' quando il titolare del marchio esercita un controllo sostanziale sul produttore, anche in assenza di un legame societario diretto.
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