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Art. 1570 Codice Civile

9 provvedimenti

Fornitura di acqua non potabile: la prescrizione è di 10 anni
Un utente ha citato in giudizio il gestore del servizio idrico per chiedere la riduzione del prezzo del canone e il risarcimento dei danni a causa della fornitura di acqua non potabile erogata per diversi anni. I giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione dell'azione, applicando il termine breve di un anno previsto per i vizi della cosa venduta. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'utente. I giudici supremi hanno stabilito che l'erogazione di acqua priva dei requisiti di potabilità costituisce una consegna di bene del tutto diverso, nota come aliud pro alio, o un inesatto adempimento contrattuale. Pertanto, l'azione legale è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella annuale. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al tribunale per un nuovo giudizio.
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Acqua non potabile: ammessa la riduzione della tariffa idrica
L'Ente Erogatore ha impugnato la sentenza che lo condannava a dimezzare le bollette dell'acqua a causa della non potabilità del servizio tra il 2006 e il 2015. I Consumatori avevano provato il disservizio tramite ordinanze comunali e analisi della ASL. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Erogatore, confermando che la fornitura di acqua non potabile rappresenta un grave inadempimento contrattuale. Questo disservizio giustifica la riduzione della tariffa idrica (azione quanti minoris) anche se gli utenti non dimostrano un danno concreto ulteriore. La quantificazione della riduzione al 50% tramite valutazione equitativa è corretta, poiché la non potabilità non è un vizio facilmente riconoscibile senza analisi tecniche. I Consumatori vincono definitivamente la causa.
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Acqua non potabile: è inadempimento, non un vizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33688/2025, ha stabilito che la fornitura di acqua non potabile in luogo di quella potabile pattuita in un contratto di somministrazione non costituisce un semplice vizio della cosa venduta, ma un vero e proprio inadempimento contrattuale per consegna di "aliud pro alio" (una cosa per un'altra). Di conseguenza, l'azione del consumatore non è soggetta al breve termine di prescrizione annuale previsto per i vizi, ma al termine ordinario di dieci anni. Il caso riguardava due consumatori che avevano citato in giudizio la società di gestione idrica per aver ricevuto acqua non potabile per anni, chiedendo un rimborso parziale. La Corte ha cassato la decisione del Tribunale, che aveva erroneamente applicato la prescrizione breve, e ha rinviato la causa per un nuovo esame.
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Contratto di somministrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che qualificava un rapporto di fornitura continuativa di prodotti medicali come un unico contratto di somministrazione, anziché una serie di vendite separate. Questa qualificazione è risultata cruciale per determinare la legittimità del rifiuto, da parte di una fondazione sanitaria, di accettare la cessione dei crediti vantati dai suoi fornitori verso una società di factoring. La Corte ha stabilito che l'elemento distintivo del contratto di somministrazione è la presenza di un bisogno durevole e periodico del somministrato, che unifica le singole prestazioni in un unico rapporto contrattuale.
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Contratto di somministrazione: quando non esiste
La Corte di Cassazione ha stabilito che un rapporto commerciale duraturo, caratterizzato da ordini periodici, non si qualifica automaticamente come un contratto di somministrazione. Nel caso esaminato, una società di abbigliamento non è stata ritenuta inadempiente per non aver spedito la merce ordinata da un rivenditore, poiché la Corte ha qualificato la relazione come una serie di singole compravendite, ognuna soggetta ad accettazione. La mancanza di un obbligo a fornire ha reso le pretese risarcitorie del rivenditore infondate.
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Aliud pro alio: acqua non potabile e prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34371/2024, ha stabilito che la fornitura di acqua non potabile in luogo di quella potabile contrattualmente prevista integra un'ipotesi di 'aliud pro alio' (consegna di una cosa per un'altra). Tale inadempimento contrattuale non è soggetto alla prescrizione breve di un anno per i vizi della cosa, ma alla prescrizione ordinaria decennale, garantendo una maggiore tutela agli utenti per il diritto al rimborso.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: i limiti del ricorso
Un'azienda acquirente si opponeva a un decreto ingiuntivo per il mancato pagamento di forniture, lamentando vizi della merce. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'opposizione a decreto ingiuntivo instaura un giudizio di merito pieno e che il ricorso per cassazione non può limitarsi a una rivalutazione dei fatti, ma deve censurare specifici errori di diritto della sentenza impugnata. La Corte ha sanzionato la ricorrente per lite temeraria.
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Risoluzione parziale del contratto: quando è dovuta?
Una società fornitrice di componenti industriali, poi fallita, si oppone alla risoluzione del contratto per inadempimento da parte di un'azienda di trasporti. La Corte di Cassazione, pur rigettando le critiche alla perizia tecnica, accoglie il ricorso su un punto cruciale: l'omessa pronuncia della Corte d'Appello sulla richiesta di risoluzione parziale del contratto. Viene stabilito che il giudice di merito deve valutare il diritto del fornitore a essere pagato per i beni già consegnati e utilizzati dalla committente, anche in caso di risoluzione. Il caso è rinviato per una nuova valutazione.
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Aliud pro alio: acqua non potabile e prescrizione
Una utente ha ricevuto acqua non potabile dalla società di fornitura idrica e ha intentato causa per la riduzione del prezzo. I tribunali di merito avevano respinto la domanda applicando la prescrizione breve prevista per i vizi della cosa venduta. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, qualificando la fornitura di acqua non potabile come un caso di 'aliud pro alio', ovvero la consegna di un bene completamente diverso da quello pattuito. Di conseguenza, si applica la prescrizione ordinaria decennale per inadempimento contrattuale, offrendo una maggiore tutela al consumatore.
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