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Art. 155-quater Codice Civile

6 provvedimenti

Assegnazione casa familiare e vendita: no al diritto di prelazione
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema della compatibilità tra l'assegnazione della casa familiare e la vendita dell'immobile a terzi. Una ex moglie, assegnataria della casa di proprietà della ex suocera, si era opposta alla vendita dell'immobile a una società, sostenendo di avere un diritto di prelazione. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: l'assegnazione casa familiare e vendita sono due atti legittimi. Il diritto dell'assegnatario è tutelato dalla trascrizione del provvedimento, che lo rende opponibile al nuovo acquirente, ma non conferisce alcun diritto di prelazione né la facoltà di impedire la compravendita. Il proprietario resta libero di vendere il suo bene.
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Opposizione all’esecuzione: comproprietà e casa coniugale
La Corte di Cassazione chiarisce che il coniuge comproprietario può presentare opposizione all'esecuzione per il rilascio dell'ex casa coniugale, anche se il provvedimento di assegnazione è stato revocato con sentenza definitiva. Il diritto di comproprietà è infatti un titolo di godimento autonomo e poziore, non precluso dal giudicato formatosi sulla revoca dell'assegnazione, la quale si basa su presupposti diversi (l'interesse dei figli).
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Diritto di abitazione: opponibile all’acquirente all’asta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di abitazione, nascente da un provvedimento di assegnazione della casa familiare, è opponibile all'acquirente che si aggiudica l'immobile in un'asta fallimentare, qualora l'avviso di vendita, la perizia e il decreto di trasferimento specifichino chiaramente che il bene è venduto gravato da tale diritto. In questo caso, l'acquirente compra la nuda proprietà e non può pretendere il rilascio del bene, poiché il prezzo d'acquisto già rifletteva la limitazione del diritto. La Corte ha ritenuto irrilevante la presenza di un'ipoteca iscritta anteriormente, dato che l'oggetto della vendita era stato volontariamente limitato alla sola nuda proprietà.
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Assegnazione casa coniugale: quando decade il diritto
Una società acquista un immobile all'asta, gravato da un provvedimento di assegnazione della casa coniugale a favore della precedente proprietaria e del figlio. Il Tribunale, pur riconoscendo l'opponibilità iniziale del provvedimento, ha stabilito la cessazione del diritto. La decisione si fonda sul principio di autoresponsabilità del figlio, ormai maggiorenne da anni e con un percorso di studi concluso, ritenendo che il suo interesse a permanere nell'immobile sia recessivo rispetto al diritto di proprietà del terzo acquirente, che ha subito il vincolo per quasi sedici anni.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Il Tribunale di Bergamo ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per un'impresa in grave stato di dissesto. La decisione si basa sull'enorme esposizione debitoria (oltre 2,6 milioni di euro) a fronte di un attivo irrisorio (€ 37), sulla richiesta dei creditori e sulla stessa adesione del debitore. La sentenza nomina il Giudice Delegato e il Curatore, fissando le scadenze per la procedura di accertamento del passivo.
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Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura
Un'impresa del settore alimentare, gravata da ingenti debiti verso fornitori, erario ed enti previdenziali, è stata dichiarata in stato di liquidazione giudiziale dal Tribunale di Bergamo. La sentenza evidenzia lo stato di grave dissesto finanziario, l'incapacità di far fronte alle obbligazioni e la mancata costituzione in giudizio del debitore. Il Tribunale ha nominato un curatore e un giudice delegato, fissando i termini per il deposito dei bilanci e l'udienza di verifica dei crediti, applicando le norme del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII).
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