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Art. 154 d.lgs. n. 152 del 2006

8 provvedimenti

Servizio idrico integrato: guida ai conguagli
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti per la richiesta di somme a titolo di conguaglio nel servizio idrico integrato per annualità pregresse. La decisione stabilisce che tali pretese sono legittime solo se conformi al metodo tariffario vigente all'epoca dei consumi, escludendo l'applicazione retroattiva di nuovi regimi. Inoltre, viene precisato che la prescrizione del credito decorre dal momento dell'approvazione formale del conguaglio da parte dell'autorità competente, e non dall'erogazione della fornitura.
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Conguagli regolatori: la Cassazione rinvia la decisione
Una società di gestione del servizio idrico ha richiesto a diversi utenti dei conguagli regolatori per consumi risalenti al periodo 2005-2011. I tribunali di primo e secondo grado hanno dato ragione agli utenti, annullando le richieste per irretroattività e prescrizione. La società ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la giurisdizione del giudice amministrativo e la legittimità dei conguagli. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di sospendere il giudizio e rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su un caso analogo che definirà la questione della giurisdizione.
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Conguaglio partite pregresse: legittimità e termini
Una società utente ha contestato la richiesta di un gestore del servizio idrico relativa a un conguaglio per partite pregresse risalenti a diversi anni prima. I tribunali di merito hanno dato ragione all'utente, annullando le fatture per violazione del principio di irretroattività e per intervenuta prescrizione. La società di gestione ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la legittimità delle pretese in quanto derivanti da atti amministrativi autoritativi. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare complessità, e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su un caso analogo.
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Conguaglio idrico: limiti al recupero retroattivo
Una società di fornitura idrica ha richiesto un conguaglio idrico retroattivo per il periodo 2005-2011 a un'azienda cliente. I tribunali di merito avevano respinto la richiesta. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28891/2024, ha cassato la decisione precedente, stabilendo che il recupero dei costi è ammissibile, ma solo se riguarda spese impreviste e imprevedibili al momento della fornitura, escludendo costi derivanti da cattiva gestione. L'onere della prova spetta al gestore. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Conguaglio tariffa idrica: quando è legittimo?
Un utente ha contestato la richiesta di un conguaglio della tariffa idrica per consumi pregressi. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della società di gestione, ha stabilito un principio fondamentale: il conguaglio tariffa idrica è legittimo solo per recuperare costi imprevisti e imprevedibili al momento della fornitura. Ha inoltre precisato che spetta all'ente gestore l'onere di provare tale imprevedibilità, cassando la precedente sentenza e rinviando il caso al Tribunale per un nuovo esame.
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Conguaglio retroattivo: legittimo o no? La Cassazione
Una società utente ha contestato la richiesta di un gestore idrico per un conguaglio retroattivo su consumi risalenti a diversi anni prima. I tribunali di merito hanno dato ragione all'utente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sulla legittimità del conguaglio retroattivo servizio idrico e ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione di principio, analizzando il bilanciamento tra la certezza dei rapporti contrattuali e il principio europeo del recupero integrale dei costi del servizio.
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Conguaglio retroattivo servizio idrico: è legittimo?
Una società di gestione del servizio idrico ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello che aveva annullato le sue richieste di conguaglio retroattivo per consumi passati. I giudici di merito avevano ritenuto tali pretese illegittime e prescritte. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la complessità della questione e la presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti. Anziché decidere il caso, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per definire un principio di diritto unitario sulla legittimità del conguaglio retroattivo, il suo fondamento normativo e i suoi limiti.
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Conguagli regolatori: quando sono legittimi? La Cassazione
Una società utente ha contestato le richieste di pagamento per "conguagli regolatori" retroattivi da parte di un'azienda di servizi idrici. Dopo due decisioni favorevoli all'utente nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha chiarito la questione. La Corte ha stabilito che il recupero retroattivo dei costi è legittimo solo se tali costi erano imprevisti e imprevedibili al momento della fornitura del servizio. Non possono essere addebitati all'utente i costi derivanti da errori di gestione o dalla normale rischiosità d'impresa. L'onere di dimostrare la natura imprevedibile dei costi spetta all'azienda fornitrice. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame basato su questi principi.
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