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art. 154 d.lgs 30 aprile 1992 n. 285

5 provvedimenti

Concorso di colpa: la condotta della vittima
La Cassazione conferma l'assoluzione di un automobilista per lesioni stradali, attribuendo la piena responsabilità al motociclista. La condotta di guida di quest'ultimo, caratterizzata da alta velocità e sorpasso azzardato, è stata ritenuta causa esclusiva e imprevedibile dell'incidente, escludendo il concorso di colpa.
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Omicidio stradale svolta: la Cassazione chiarisce
Un automobilista viene condannato per omicidio stradale a seguito di una svolta a sinistra che ha causato una collisione fatale con un motociclo. La difesa solleva questioni di nullità per l'uso di prove inutilizzabili in primo grado. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che la Corte d'Appello ha agito correttamente nel 'sanare' il vizio procedurale ordinando una nuova perizia tecnica. La condanna per l'omicidio stradale svolta viene quindi confermata sulla base della mancata precedenza e della piena visibilità del motociclista.
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Cono d’ombra e omicidio colposo: la Cassazione decide
Un conducente di autocarro, durante una svolta a destra, investe mortalmente una ciclista che lo stava superando sulla destra, trovandosi nel "cono d'ombra" del veicolo. Assolto in primo grado e in appello per l'imprevedibilità della condotta della vittima, la Corte di Cassazione conferma la decisione. Il ricorso del Procuratore Generale viene dichiarato inammissibile perché, in caso di doppia assoluzione, non è possibile contestare la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito, come la valutazione sul cono d'ombra, mascherando la critica come violazione di legge.
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Causalità della colpa: la Cassazione decide
Un autista di autobus, condannato per omicidio stradale a seguito di un cambio di corsia imprudente che ha causato la morte di un motociclista, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato sosteneva la mancanza di 'causalità della colpa', affermando che la caduta della vittima fosse imprevedibile. La Suprema Corte ha respinto tale argomentazione, confermando che la violazione di una norma stradale (il cambio di corsia non sicuro) crea un rischio specifico. Quando tale rischio si concretizza in un incidente, il nesso causale è provato. La condanna è stata quindi confermata, ma la sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente alla valutazione di un beneficio accessorio.
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Concorso di colpa: pena ridotta per l’automobilista
Un automobilista, condannato per omicidio stradale per non aver rispettato uno stop, ha ottenuto una significativa riduzione della pena dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha riconosciuto un forte concorso di colpa da parte del motociclista deceduto, che viaggiava a velocità elevata e senza patente adeguata. La sentenza è stata annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio, con la Corte che ha ricalcolato direttamente la pena applicando la massima riduzione prevista per il concorso di colpa della vittima.
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