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Art. 153 Codice di Procedura Civile

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614 provvedimenti

Eccezione inadempimento: quando è tardiva? La Cassazione
Una società acquirente non pagava l'anticipo per un veicolo, versando solo la caparra. La venditrice non consegnava il mezzo e, citata in giudizio, sollevava tardivamente l'eccezione di inadempimento. La Cassazione chiarisce che tale difesa è un'eccezione in senso stretto, soggetta a precisi termini di decadenza. Avendo la venditrice proposto la difesa oltre i termini, la Corte ha cassato la sentenza d'appello che l'aveva erroneamente considerata una mera difesa proponibile in ogni momento.
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Ammissione al passivo con riserva: la Cassazione rinvia
Una società committente ha richiesto l'ammissione di un ingente credito risarcitorio nello stato passivo di un'impresa appaltatrice in amministrazione straordinaria. Le corti di merito hanno negato l'ammissione poiché il credito era oggetto di un giudizio civile non ancora definitivo. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione sull'ammissione al passivo con riserva è pendente dinanzi alle Sezioni Unite, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia nomofilattica.
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Azione revocatoria: quando il credito è inesistente?
Un istituto di credito avvia un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile tra padre e figlio, sostenendo che l'atto ledeva le sue ragioni di credito. La Corte di Cassazione ha annullato le decisioni dei giudici di merito, accogliendo il ricorso del padre e del figlio. È stato decisivo un nuovo giudicato che ha accertato come, al momento della vendita, fosse il padre ad avere un credito verso la banca e non viceversa. Questo fatto nuovo ha eliminato il presupposto fondamentale dell'azione revocatoria, ovvero il pregiudizio per il creditore (eventus damni), rendendo l'azione improcedibile per carenza di interesse ad agire.
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Notifica avviso di addebito: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un avviso di addebito I.N.P.S. tramite raccomandata con 'invio diretto' è valida secondo le regole del servizio postale ordinario. Non è necessaria la seconda raccomandata informativa (C.A.D.) prevista per gli atti giudiziari. Di conseguenza, l'opposizione presentata da un contribuente è stata respinta perché tardiva, essendo il termine decorso dalla perfezione della notifica per compiuta giacenza.
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Ricorso cassazione inammissibile: concordato minore
Un avvocato ha presentato istanza di concordato minore, ma la domanda è stata dichiarata improcedibile per il mancato deposito di una somma per le spese di procedura. Dopo due appelli respinti, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile, stabilendo che il provvedimento impugnato non aveva carattere decisorio, ovvero non decideva su diritti soggettivi contrapposti, requisito fondamentale per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Eccezione di estinzione: l’ordinanza di rigetto
Un lavoratore, licenziato per giusta causa, ha visto il suo giudizio di opposizione estinguersi per un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, chiarendo un importante principio processuale: l'ordinanza che rigetta una eccezione di estinzione non ha natura di sentenza definitiva. Pertanto, è un provvedimento revocabile dal giudice e la questione può essere riproposta in appello senza necessità di una specifica riserva di gravame. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibile il motivo relativo alla rimessione in termini per presunta impossibilità tecnica di notifica.
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Notificazione diretta accertamento: la CAD non serve
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU sostenendo un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha chiarito che nella notificazione diretta di un accertamento fiscale, eseguita a mezzo posta dall'ente impositore, in caso di assenza del destinatario non è necessario l'invio della raccomandata informativa (CAD). La notifica si perfeziona per compiuta giacenza dopo dieci giorni, applicando le regole del servizio postale ordinario. Il ricorso è stato rigettato.
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Termine a comparire: violazione e rito tributario
Una società di riscossione lamentava la violazione del termine a comparire in un processo tributario, poiché l'udienza di primo grado si era tenuta prima della scadenza del termine per la sua costituzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio di diritto: la violazione del termine a comparire non comporta la rimessione della causa al primo giudice, ma si converte in un motivo di impugnazione. Spetta quindi al giudice d'appello decidere nel merito, garantendo alla parte lesa la possibilità di esercitare le proprie difese in quella sede.
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Fatto sopravvenuto: prova ammessa dopo i termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prova di un fatto sopravvenuto, come la registrazione di un contratto avvenuta dopo la scadenza dei termini processuali, è sempre ammissibile nel processo. In un caso riguardante un contratto di comodato immobiliare, la Corte ha rigettato il ricorso di una parte che contestava la produzione tardiva del documento di registrazione, affermando che le preclusioni istruttorie non si applicano a fatti verificatisi dopo la loro maturazione.
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Prove nuove in appello: quando sono ammissibili?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22521/2025, ha chiarito i presupposti per l'ammissibilità di prove nuove in appello. Nel caso specifico, i creditori avevano prodotto in secondo grado un documento attestante l'estinzione anticipata di un mutuo, la cui durata era stata usata dal giudice di primo grado come riferimento per fissare un termine di adempimento molto lungo. La Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che le prove nuove in appello sono ammissibili se la loro rilevanza emerge in modo imprevedibile solo dalla sentenza di primo grado. In tale situazione, l'omessa produzione precedente non è considerata imputabile alla parte, giustificando la produzione documentale nel giudizio di gravame.
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Iscrizione a ruolo appello: errore e inammissibilità
Un contribuente appella una decisione relativa alla prescrizione di un debito tributario. Tuttavia, a causa del mancato pagamento del contributo unificato, il tentativo di iscrizione a ruolo appello fallisce. La Corte d'Appello dichiara l'impugnazione improcedibile, affermando che l'errore è imputabile esclusivamente all'appellante, nonostante la cancelleria abbia comunicato tardivamente il rifiuto.
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Rimessione in termini: PC rotto non basta, lo dice la Corte
Una parte ha perso un termine processuale perentorio a causa di un malfunzionamento del computer del proprio legale. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di rimessione in termini, affermando che un guasto tecnico non costituisce una causa di forza maggiore o un'impossibilità assoluta. La sentenza sottolinea che il professionista avrebbe dovuto adottare soluzioni alternative, dimostrando così una mancanza di diligenza che esclude la concessione del beneficio.
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Difetto di giurisdizione: opposizione a pignoramento
Un contribuente si oppone a un pignoramento di stipendio per un debito di oltre 500.000 euro, eccependo la prescrizione. Il Tribunale di Milano dichiara la propria carenza di giurisdizione, affermando che le questioni sull'esistenza del debito tributario sono di competenza del giudice tributario. La sentenza affronta anche la carenza di legittimazione passiva dell'agente di riscossione per crediti previdenziali e l'estinzione parziale del processo per un vizio di notifica.
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Rappresentanza processuale condominio: appello inammissibile
Un condominio ha appellato una sentenza relativa a un'azione esecutiva. L'amministratore, però, ha agito senza una delibera di autorizzazione o ratifica da parte dell'assemblea. Nonostante la Corte d'Appello avesse concesso un termine per sanare il vizio, il condominio non ha adempiuto. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'appello principale inammissibile per difetto di rappresentanza processuale condominio e, di riflesso, l'appello incidentale della controparte è stato dichiarato inefficace. Il condominio è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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