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Art. 151 Codice Civile

12 provvedimenti

Addebito della separazione per violenze: basta un solo episodio
Una moglie con disabilità fisica ha chiesto l'addebito della separazione per violenze a carico del marito, denunciando aggressioni fisiche e morali confermate da referti del pronto soccorso e verbali delle forze dell'ordine. I giudici di primo e secondo grado avevano respinto le prove orali e mediche per presunti vizi formali, escludendo la colpa dell'uomo. La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni precedenti, affermando che anche un solo episodio di violenza fisica giustifica pienamente l'addebito della separazione per violenze, poiché le percosse distruggono l'equilibrio relazionale e ledono la dignità della persona. La Suprema Corte ha imposto un nuovo processo per ammettere e riesaminare tutti gli indizi.
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Addebito separazione malattia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la malattia psichiatrica di un coniuge non esclude automaticamente l'addebito della separazione. Con l'ordinanza 10711/2023, ha cassato la decisione di merito che negava l'addebito a una moglie affetta da disturbo bipolare, ritenendo che il giudice debba sempre valutare concretamente la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. La mera diagnosi non basta a giustificare comportamenti contrari ai doveri coniugali, specialmente se violenti. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Addebito separazione: l’infedeltà causa la crisi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19808/2023, ha rigettato il ricorso di un marito contro la sentenza che gli addebitava la separazione per violazione del dovere di fedeltà. La Corte ha stabilito che una relazione extraconiugale, prolungata e ostentata, costituisce una causa sufficiente per l'addebito separazione, anche a fronte di una precedente riconciliazione e di un'assoluzione in sede penale per altri fatti. La decisione sottolinea che l'infedeltà, se provata come causa diretta della rottura del matrimonio, giustifica l'attribuzione della colpa.
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Assegno alimentare: diritto anche con addebito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19618/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di separazione. Pur confermando l'addebito della separazione a una moglie a causa della sua grave dipendenza dall'alcol, ha cassato la sentenza d'appello per non aver valutato la sua richiesta di assegno alimentare. La Corte ha chiarito che il diritto agli alimenti, a differenza del mantenimento, si fonda esclusivamente sullo stato di bisogno e non è precluso dalla colpa nella fine del matrimonio.
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Addebito separazione: fede religiosa e nuove prove
La Cassazione riesamina un caso di addebito separazione. Il marito lamentava il cambio di fede religiosa della moglie e la sua negligenza nei doveri coniugali. La Corte accoglie il ricorso, sottolineando che i giudici devono valutare le nuove prove sull'indipendenza economica del figlio e verificare se il comportamento contestato sia la causa effettiva della crisi, non una mera conseguenza di una rottura preesistente.
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Addebito separazione: quando il ricorso è inammissibile
Un marito, a cui era stato imputato l'addebito della separazione, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la valutazione delle prove, l'assegno di mantenimento e una condanna al risarcimento danni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile, ribadendo che in sede di legittimità non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti. La decisione sottolinea come i motivi di ricorso debbano essere specifici e focalizzati su violazioni di legge, non sulla ricostruzione della vicenda.
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Indennizzo assicurativo fallimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di indennizzo assicurativo nel fallimento. A seguito di un incendio su un immobile ipotecato, il cui proprietario è poi fallito, sorge un conflitto tra il creditore ipotecario e la curatela. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'indennizzo dovesse confluire nella massa fallimentare. La Cassazione, senza entrare nel merito, dichiara inammissibile il ricorso del creditore perché formulato in modo troppo generico, confermando l'importanza dei requisiti formali dell'atto di impugnazione.
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Addebito per violenza: l’infedeltà non conta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un marito contro l'addebito per violenza, a cui era stata attribuita la colpa esclusiva della separazione. L'uomo sosteneva che l'infedeltà precedente della moglie fosse la vera causa della crisi. La Corte ha stabilito che la violenza fisica è una violazione talmente grave dei doveri coniugali da essere considerata la causa principale della rottura, rendendo irrilevanti altri comportamenti, specialmente se superati da una riconciliazione.
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Addebito della separazione: quando si perde l’assegno
Una moglie ricorre in Cassazione contro l'addebito della separazione a suo carico, che le ha fatto perdere il diritto all'assegno di mantenimento. Sostiene che il suo tradimento sia avvenuto quando il matrimonio era già in crisi e che la norma sulla perdita del mantenimento sia incostituzionale. La Corte Suprema respinge il ricorso, affermando che un'infedeltà può essere la causa decisiva della rottura anche in un rapporto già deteriorato. Inoltre, la perdita dell'assegno come conseguenza dell'addebito è legittima e bilancia correttamente i doveri coniugali con la solidarietà.
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Azione revocatoria: improcedibile se il creditore fallisce
La Corte di Cassazione chiarisce che l'azione revocatoria fallimentare diventa improcedibile se la società che ha ricevuto i pagamenti (creditore accipiens) viene a sua volta assoggettata a liquidazione giudiziale. L'azione non può proseguire in sede ordinaria ma deve essere convertita in una domanda di insinuazione al passivo nel fallimento del creditore. La decisione si fonda sul principio di cristallizzazione del patrimonio del soggetto fallito, che non può essere modificato da azioni costitutive successive.
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Notifica atti fiscali: le regole e le sanzioni
Un contribuente ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria, lamentando l'irregolarità della notifica dell'atto presupposto e la prescrizione del debito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per la notifica diretta degli atti fiscali a mezzo posta raccomandata si applicano le norme del servizio postale ordinario, che non prevedono l'obbligo di invio della Comunicazione di Avvenuta Notifica (CAN). La Corte ha inoltre confermato la prescrizione decennale dei crediti tributari e ha condannato il ricorrente a severe sanzioni per abuso del processo, avendo insistito in un'azione legale manifestamente infondata.
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Addebito separazione per abbandono del tetto coniugale
Un marito richiede l'addebito della separazione alla moglie per aver abbandonato la casa. La Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che se l'abbandono è conseguenza di una preesistente e provata intollerabilità della convivenza, non costituisce colpa. La volontà di separarsi, comunicata in precedenza, e la successiva stipula di accordi tra le parti sono state considerate prove decisive.
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