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Art. 15 TUIR

12 provvedimenti

Detrazione interessi mutuo: il valore del prestito prevale sul prezzo
Un contribuente ha acquistato un immobile con un mutuo di 125.000 euro, ma l'atto di acquisto indicava un prezzo di 25.000 euro. L'Agenzia delle Entrate ha limitato la detrazione degli interessi del mutuo al prezzo di acquisto dichiarato (25.000 euro). Il contribuente ha contestato questa decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione interessi mutuo deve calcolarsi sull'importo del mutuo effettivamente contratto (125.000 euro), non sul prezzo di acquisto indicato nell'atto. Ha quindi accolto il ricorso del contribuente, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Detrazione spese mediche: sì anche se paga l’assicurazione
Un contribuente ha richiesto la detrazione per spese mediche sostenute per un familiare, pagate direttamente dalla sua assicurazione sanitaria. I giudici di primo e secondo grado avevano negato il diritto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30611/2024, ha accolto il ricorso, stabilendo che la detrazione spese mediche del 19% è ammessa anche in caso di pagamento diretto da parte dell'assicuratrice, a condizione che i premi della polizza non siano stati detratti o dedotti. La Corte ha equiparato il pagamento diretto al rimborso, considerandolo una mera modalità di liquidazione fiscalmente irrilevante.
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Plusvalenza immobile A/10: esenzione se è prima casa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17528/2024, ha stabilito che la plusvalenza immobile A/10, derivante dalla vendita infraquinquennale di un bene accatastato come ufficio ma di fatto utilizzato come abitazione principale, non è tassabile. La Corte ha chiarito che l'effettiva destinazione d'uso, se provata dal contribuente con elementi oggettivi (residenza, utenze), prevale sulla classificazione catastale formale, escludendo l'intento speculativo che la norma intende colpire.
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Accertamento sintetico: prova e limiti del Fisco
Un contribuente ha ricevuto un accertamento sintetico basato sull'acquisto di una casa e sul possesso di un cavallo. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il suo ricorso, stabilendo due principi chiave. Primo: le dichiarazioni scritte di terzi (come un partner) che attestano la partecipazione alle spese sono ammissibili come prova indiziaria. Secondo: il possesso di un cavallo è un indice di capacità contributiva solo se destinato ad attività sportive (equitazione o corse), e non se tenuto per altri scopi. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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Detrazione spese sanitarie: rinvio per udienza pubblica
Un contribuente ha richiesto il rimborso per la detrazione del 19% su spese sanitarie per un familiare, pagate dalla propria assicurazione, non avendola inserita in dichiarazione. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, rilevando la novità e l'importanza della questione in assenza di precedenti specifici, ha disposto con ordinanza interlocutoria il rinvio della causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza quindi decidere nel merito.
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Credito imposta estero: no decadenza senza richiesta
Un contribuente ha ottenuto il riconoscimento del credito imposta estero anche se non richiesto nell'anno di competenza. La Cassazione ha stabilito che, in assenza di una specifica norma sulla decadenza, si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni, respingendo il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria.
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Credito d’imposta estero: quando si può recuperare?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente può recuperare un credito d'imposta estero anche se non lo ha indicato nella dichiarazione dei redditi dell'anno di competenza. In assenza di un termine di decadenza specifico nella normativa attuale (art. 165 TUIR), si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni. Il caso riguardava un contribuente che aveva richiesto nel modello Unico 2015 un credito per imposte pagate all'estero su redditi prodotti nel 2009 e 2010. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la richiesta era legittima.
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Doppia imposizione estero: detrazione o rimborso?
La Corte di Cassazione affronta il tema della doppia imposizione estero, chiarendo la distinzione tra il diritto alla detrazione d'imposta e quello al rimborso. In un caso riguardante un lavoratore che aveva ricevuto un anticipo dal datore di lavoro per coprire le imposte italiane, la Corte ha stabilito che il meccanismo applicabile è la detrazione, soggetta a prescrizione decennale e non a decadenza breve. Di conseguenza, il lavoratore è stato condannato a restituire le somme anticipate, poiché il diritto della società non era estinto. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le argomentazioni del lavoratore poiché considerate questioni nuove sollevate per la prima volta in Cassazione.
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Detrazione interessi mutuo: quando si dimezza?
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione che dimezzava la sua detrazione per interessi passivi, poiché il mutuo era cointestato con la coniuge, sebbene egli fosse l'unico proprietario dell'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della detrazione interessi mutuo, conta la formale cointestazione del contratto di finanziamento, che impone una ripartizione pro-quota del beneficio fiscale. La Corte ha però accolto il ricorso limitatamente all'eccessiva liquidazione delle spese legali, rinviando la causa per una nuova determinazione.
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Trattamento fiscale dividendi: la Cassazione e la UE
Una società assicurativa ha contestato il trattamento fiscale dividendi percepiti da società UE, ritenendolo discriminatorio rispetto a quelli nazionali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che la normativa italiana vigente all'epoca dei fatti violava il principio UE di libera circolazione dei capitali e ha cassato la sentenza di merito con rinvio.
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Detrazione contributi partiti: la Cassazione chiarisce
La Cassazione, con Ordinanza n. 18407/2025, ha chiarito la differenza tra deducibilità e detrazione per i contributi ai partiti politici. Una società di trasporti aveva dedotto l'importo come costo, ma la Corte ha specificato che la legge prevede solo una detrazione d'imposta del 19%, accogliendo il ricorso dell'Agenzia Fiscale su questo punto e cassando la sentenza d'appello.
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Omissione contributiva: obblighi del datore di lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società di vigilanza per omissione contributiva nei confronti dei propri dipendenti. L'azienda è stata ritenuta responsabile per il mancato versamento di contributi a un fondo sanitario e a un fondo pensione. La Corte ha stabilito che il pagamento tardivo dei contributi non esonera il datore di lavoro dal risarcire i danni diretti subiti dai lavoratori, come le spese mediche non coperte e la perdita di rendimento del fondo pensione. Il ricorso della società è stato integralmente respinto.
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