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Art. 15 del d.P.R. n. 633 del 1972

5 provvedimenti

Fisco, lite in Cassazione: la definizione agevolata estingue il processo
Una contribuente, socia di due società immobiliari, impugnava un avviso di accertamento per redditi non dichiarati. La controversia fiscale arrivava fino in Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, la contribuente aderiva a una sanatoria fiscale, pagando gli importi dovuti. Di conseguenza, rinunciava al ricorso. La Corte Suprema ha quindi preso atto della volontà della parte e ha dichiarato l'estinzione del processo per definizione agevolata. La lite si è conclusa senza una sentenza sul merito della questione e con la compensazione delle spese legali tra le parti.
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IVA su accise energia: la Cassazione fa chiarezza
Con l'ordinanza n. 24434/2024, la Corte di Cassazione ha chiarito la questione dell'applicazione dell'IVA su accise relative all'energia elettrica. I giudici hanno stabilito che l'imposta sul valore aggiunto è dovuta solo a condizione che il fornitore abbia effettivamente esercitato il diritto di rivalsa, trasferendo il costo delle accise sul consumatore finale. Se le accise non vengono addebitate in fattura al cliente, non entrano a far parte della base imponibile IVA. La Corte ha quindi respinto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, che pretendeva il versamento dell'IVA su accise non trasferite.
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IVA su accise energia: quando è dovuta l’imposta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24139/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di IVA su accise energia. L'imposta sul valore aggiunto non è dovuta sulle accise per la fornitura di energia elettrica se il fornitore non ha effettivamente trasferito tale costo sul consumatore finale. Nel caso specifico, l'Agenzia delle Entrate richiedeva a una società energetica il pagamento dell'IVA su accise non versate, ma la Corte ha respinto la pretesa, sottolineando che l'onere della prova della traslazione dell'imposta grava sull'Amministrazione finanziaria.
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Imposta di registro su interessi: la decisione
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per l'applicazione dell'imposta di registro sugli interessi riconosciuti in una sentenza. L'Agenzia delle Entrate aveva richiesto un'imposta proporzionale, qualificando gli interessi come moratori. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo il principio fondamentale che la tassazione si basa esclusivamente sul contenuto dell'atto da registrare (la sentenza), senza poter ricorrere a elementi esterni. Poiché la sentenza non qualificava esplicitamente gli interessi come moratori, ma come contrattuali, la pretesa del fisco è stata respinta.
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Competenza territoriale accertamento: la Cassazione
Una società è ritenuta solidalmente responsabile per l'IVA non versata da un cliente. L'azienda contesta la competenza territoriale dell'ufficio che ha emesso l'accertamento. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione di particolare importanza, ha rinviato la causa a pubblica udienza per un approfondimento, senza decidere nel merito.
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