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Art. 15 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

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29 provvedimenti

Detrazione IVA frode: onere della prova del Fisco
Una società si è vista negare la detrazione IVA e la deduzione di costi per operazioni ritenute soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26374/2025, ha ribadito i principi sull'onere della prova in materia di detrazione IVA in caso di frode. L'Amministrazione Finanziaria deve dimostrare non solo la fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del contribuente di partecipare alla frode. L'ordinanza analizza anche la deducibilità dei costi e delle spese per carburanti, specificando che il solo pagamento tracciabile non basta a provare l'inerenza della spesa.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla la sentenza
Una società ha impugnato un accertamento fiscale per il 2014, derivante dal disconoscimento di perdite dell'anno precedente. Il giudice d'appello ha confermato l'accertamento richiamando semplicemente la sua precedente decisione sul 2013, senza analizzare i motivi del ricorso. La Corte di Cassazione ha annullato tale sentenza per motivazione apparente, affermando che il giudice deve sempre esaminare le specifiche censure delle parti. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Liquidazione spese legali: no a importi minimi
Una società ha impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale che, in un giudizio di ottemperanza, aveva stabilito un importo per la liquidazione spese legali inferiore ai minimi di legge e aveva omesso di pronunciarsi sulle spese di fasi precedenti del giudizio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il giudice non può discostarsi dalle tariffe legali senza una specifica giustificazione e deve pronunciarsi su tutte le richieste relative alle spese. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova decisione conforme a questi principi.
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Accertamento unitario: annullato l’atto alla società
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito il principio dell'accertamento unitario per le società di persone. Il caso riguardava un avviso di accertamento per redditi da partecipazione notificato a due soci, il cui presupposto (l'accertamento del maggior reddito della società) era stato annullato. La Corte ha stabilito che l'annullamento dell'atto impositivo nei confronti della società comporta automaticamente l'annullamento degli atti emessi nei confronti dei soci, in virtù della stretta dipendenza e dell'unicità del presupposto impositivo. Questa regola si applica per un effetto espansivo della sentenza, garantendo coerenza e rispetto della capacità contributiva.
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Compensazione spese legali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la compensazione spese legali è illegittima nel caso in cui un agente della riscossione notifichi una cartella di pagamento prescritta. Anche se il contribuente non aveva pagato il tributo originario, la responsabilità processuale ricade sull'agente che, con il suo atto illegittimo, ha dato causa al contenzioso. Pertanto, l'agente della riscossione, in quanto parte soccombente, è tenuto al pagamento integrale delle spese di lite.
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Compenso fase decisionale: spetta anche senza udienza
Una contribuente si opponeva a delle cartelle di pagamento, vincendo in primo grado per prescrizione. In appello, la Corte territoriale le riconosceva le spese legali ma escludeva il compenso per la fase decisionale, poiché il suo avvocato non aveva partecipato all'udienza. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che il compenso fase decisionale è dovuto perché include attività post-udienza, come l'esame della sentenza, indipendentemente dalla presenza fisica in aula.
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Compensazione spese legali: la Cassazione decide
Un contribuente impugnava una cartella di pagamento per bollo auto. Durante il processo, l'ente annullava il debito, ma il giudice compensava le spese legali. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, ritenendola illogica e contraddittoria. Ha chiarito che la compensazione spese legali deve essere ben motivata e che la fase di reclamo/mediazione è parte integrante del processo, quindi le relative spese vanno considerate. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Liquidazione spese legali: come calcolarle correttamente
Un avvocato ha contestato la liquidazione delle spese legali da parte di una commissione tributaria, ritenendola inferiore ai minimi di legge e non motivata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la liquidazione spese legali non può scendere al di sotto dei minimi tariffari, che sono inderogabili, e che ogni scostamento significativo dai parametri medi deve essere specificamente giustificato dal giudice. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo.
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Compensazione spese di lite: motivazione obbligatoria
Un professionista agisce per ottenere il pagamento delle spese legali dovute da un ente pubblico. Quest'ultimo paga solo dopo l'avvio del giudizio di ottemperanza. La corte di merito compensa le spese di questo nuovo giudizio, ma la Cassazione annulla la decisione. La Suprema Corte stabilisce che la compensazione spese di lite è un'eccezione che richiede una motivazione esplicita su gravi ed eccezionali ragioni, altrimenti la sentenza è nulla.
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