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Art. 15 bis d.P.R. n. 602 del 1973

5 provvedimenti

Iscrizione a ruolo straordinario: quando è legittima?
La Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un caso di iscrizione a ruolo straordinario. L'Amministrazione Finanziaria aveva emesso una cartella esattoriale contro un contribuente fallito, basata su avvisi di accertamento poi definiti con una sanatoria. Essendo venuto meno il presupposto del credito, la Corte ha concluso che l'ente impositore non ha più interesse a una pronuncia sulla legittimità della cartella.
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Iscrizione a ruolo straordinario: limiti del giudice
Una società in fallimento ha impugnato una cartella di pagamento basata su un'iscrizione a ruolo straordinario. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che accoglieva il ricorso del contribuente, stabilendo due principi chiave: il giudice non può annullare un atto per motivi non sollevati dalle parti (vizio di ultrapetizione) e l'obbligo di contraddittorio preventivo non si applica a questa specifica procedura di riscossione, attivata in presenza di un fondato pericolo per il recupero del credito erariale.
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Iscrizione a ruolo straordinario: legittima in concordato
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria può legittimamente procedere con l'iscrizione a ruolo straordinario e notificare la relativa cartella di pagamento anche a una società ammessa alla procedura di concordato preventivo. La Corte ha chiarito che tale procedura non elimina di per sé il pericolo per la riscossione del credito tributario. La cartella, in questo contesto, non è un atto esecutivo (vietato dalla legge fallimentare), ma il titolo necessario per l'ente creditore per insinuarsi al passivo della procedura concorsuale e tutelare le proprie ragioni.
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Accordo transattivo: come estingue il processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito di un accordo transattivo raggiunto tra l'Agenzia Fiscale e la curatela fallimentare di una società. L'accordo, intervenuto durante il processo, ha comportato l'ammissione del debito tributario al passivo del fallimento, eliminando così l'oggetto della controversia e portando alla cessazione della materia del contendere.
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Annullamento atto presupposto: la sorte delle sanzioni
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, stabilendo un principio fondamentale: l'annullamento definitivo di un avviso di accertamento, quale atto presupposto, comporta automaticamente la caducazione del successivo atto di contestazione delle sanzioni. La Corte ha accolto l'eccezione di giudicato sollevata dalla società contribuente, affermando che la sanzione non può sopravvivere senza la pretesa tributaria che ne costituisce il fondamento. Questa decisione ribadisce la forza del giudicato nel contenzioso tributario e il principio dell'invalidità derivata.
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