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Art. 1493 Codice Civile

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26 provvedimenti

Documenti in appello: quando sono decisivi?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva respinto la richiesta di nullità di una compravendita immobiliare. La Corte ha stabilito che i giudici di secondo grado hanno errato nel non considerare nuovi documenti in appello, provenienti dalla Regione, che attestavano la grave abusività dell'immobile. Tali documenti, secondo la Suprema Corte, avevano un carattere potenzialmente decisivo e dovevano essere attentamente esaminati, in quanto idonei a modificare l'esito della controversia.
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Errore di fatto: quando la Cassazione non si corregge
I successori di una società costruttrice hanno richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto. Essi ritenevano che la Corte avesse erroneamente applicato una prescrizione decennale anziché quella annuale per vizi costruttivi. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la questione sollevata rappresentava un errore di giudizio, già discusso e deciso, e non un errore di fatto percettivo, unico presupposto per la revocazione.
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Risoluzione parziale del contratto: quando è dovuta?
Una società fornitrice di componenti industriali, poi fallita, si oppone alla risoluzione del contratto per inadempimento da parte di un'azienda di trasporti. La Corte di Cassazione, pur rigettando le critiche alla perizia tecnica, accoglie il ricorso su un punto cruciale: l'omessa pronuncia della Corte d'Appello sulla richiesta di risoluzione parziale del contratto. Viene stabilito che il giudice di merito deve valutare il diritto del fornitore a essere pagato per i beni già consegnati e utilizzati dalla committente, anche in caso di risoluzione. Il caso è rinviato per una nuova valutazione.
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Risoluzione contratto: costi a carico del venditore
La Corte d'Appello ha stabilito che, in caso di risoluzione del contratto di compravendita di un'auto per vizi occulti, il venditore è tenuto a rimborsare non solo il prezzo, ma anche le spese accessorie come quelle di deposito del veicolo. La sentenza chiarisce che la restituzione del bene da parte del compratore è un effetto automatico della risoluzione e non necessita di una domanda esplicita. Inoltre, ha riformato la decisione di primo grado, aumentando l'importo delle spese legali liquidate al di sotto dei minimi tariffari.
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Vizi auto nuova: contratto risolto per difetti gravi
La Corte d'Appello conferma la risoluzione di un contratto di vendita per un'auto nuova a causa di gravi difetti. Gli acquirenti avevano lamentato il malfunzionamento irreparabile del sistema multimediale e della retrocamera. La sentenza stabilisce che la gravità dei vizi auto nuova, che rendono il veicolo inidoneo all'uso e ne diminuiscono il valore, giustifica la risoluzione, indipendentemente dal costo dell'accessorio difettoso.
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Vizi occulti immobile: prescrizione e mala fede
La Corte d'Appello ha esaminato un caso di vizi occulti in un immobile, nello specifico infiltrazioni d'acqua in una cantina. La sentenza ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento degli acquirenti, chiarendo due punti fondamentali. In primo luogo, l'azione di garanzia per vizi si prescrive in un anno dalla consegna del bene, indipendentemente dal momento della scoperta del vizio. In secondo luogo, la richiesta di risarcimento per responsabilità precontrattuale del venditore (mala fede) è stata respinta perché gli acquirenti non hanno provato che, se avessero conosciuto i vizi, avrebbero concluso il contratto a condizioni economiche più vantaggiose.
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