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Art. 149 Codice di Procedura Civile

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466 provvedimenti

Notifica operatore privato: Cassazione alle Sezioni Unite
L'Ente Fiscale ricorre in Cassazione dopo che il suo appello è stato dichiarato inammissibile perché la notifica era stata eseguita da un operatore privato. La Corte, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla validità della notifica operatore privato, non decide e rinvia la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite sulla questione.
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Notifica atti privati: Cassazione attende Sezioni Unite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che dichiarava inammissibile il suo appello perché la notifica era stata effettuata da un operatore postale privato e la prova della spedizione era stata ritenuta insufficiente. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione sulla validità della notifica atti privati è di fondamentale importanza e già al vaglio delle Sezioni Unite, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa in attesa della pronuncia del massimo organo nomofilattico.
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Notifica appello tributario: la prova di spedizione
Un'ordinanza interlocutoria della Cassazione affronta il tema della prova nella notifica dell'appello tributario. A seguito di un appello dichiarato inammissibile per tardività, l'ente impositore ha sostenuto di aver provato la spedizione tempestiva tramite un elenco di raccomandate timbrato dall'ufficio postale. La Corte, prima di decidere, ha disposto l'acquisizione del fascicolo di merito per verificare tale prova, sottolineando l'importanza della data di spedizione rispetto a quella di ricezione.
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Produzione avviso di ricevimento: quando è tardi?
Con la sentenza n. 34591/2019, la Cassazione Civile, Sezione Tributaria, ha ribadito che la mancata produzione dell'avviso di ricevimento della notifica dell'atto di appello comporta l'inammissibilità del ricorso. Anche se è possibile un deposito tardivo fino all'udienza di discussione, la sua totale omissione è un vizio insanabile che impedisce al giudice di esaminare il merito della causa. Il caso riguardava un'impugnazione di cartelle esattoriali e la Corte ha respinto il ricorso della società contribuente, confermando la centralità di questo adempimento processuale.
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Prescrizione mutuo: la raccomandata vale come prova?
Un debitore ha impugnato una sentenza sostenendo l'estinzione del suo debito per prescrizione mutuo. L'eccezione si basava sulla contestazione di aver ricevuto una raccomandata interruttiva, negando di aver firmato l'avviso di ricevimento. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, stabilendo che l'avviso di ricevimento di una raccomandata costituisce un atto pubblico. Di conseguenza, per contestarne la validità, il debitore avrebbe dovuto avviare una procedura specifica, la querela di falso, cosa che non ha fatto. La Corte ha quindi confermato la piena validità dell'interruzione della prescrizione e del debito.
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Assegno d’invalidità: prova e peggioramento sanitario
Un lavoratore si vede inizialmente negare l'assegno ordinario di invalidità. Durante il processo di appello, presenta nuove prove mediche che dimostrano un significativo peggioramento della sua salute. Il Tribunale, basandosi su una nuova Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), accoglie il ricorso, riconoscendo che la capacità lavorativa del ricorrente è scesa a meno di un terzo. La sentenza stabilisce che il diritto all'assegno decorre dalla data dell'evento clinico che ha causato il peggioramento, e non dalla domanda amministrativa iniziale.
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