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Art. 147 Legge Fallimentare

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23 provvedimenti

Bancarotta impropria: quando lo sviamento è reato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di misura cautelare per reati fallimentari, chiarendo la distinzione tra bancarotta per distrazione e bancarotta impropria. Il caso riguardava un dirigente accusato di aver partecipato a un sistematico sviamento di commesse da una società sottoposta a sequestro verso altre imprese, causandone il dissesto. La Corte ha stabilito che sottrarre future opportunità commerciali non costituisce 'distrazione' di beni esistenti, ma può integrare il diverso reato di bancarotta impropria da operazioni dolose se tale condotta provoca il fallimento della società. Il giudizio è stato rinviato per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Credito ereditario fallimento: quando è escluso
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un coerede che tentava di insinuare un credito ereditario personale nel passivo del fallimento di una società di fatto del fratello. Il credito è stato ritenuto estraneo all'attività sociale, confermando la sua esclusione. Il ricorrente è stato anche condannato per lite temeraria.
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Notificazione inesistente: quando si rinnova l’atto
Un socio di una società fallita ha impugnato la dichiarazione di fallimento per una notificazione inesistente dell'atto introduttivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello di rimettere la causa al primo giudice. Il principio chiave è che nei procedimenti avviati con ricorso, come quello fallimentare, la mancata notifica è un vizio sanabile che non comporta la nullità assoluta della sentenza, ma la sua regressione alla fase viziata.
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