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art. 147 l. fall.

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49 provvedimenti

Amministratore di fatto: la Cassazione e la società anomala
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo, consolidando i criteri per identificare l'amministratore di fatto. La sentenza si sofferma sul concetto di 'impresa anomala' e sugli indizi sufficienti a provare un controllo occulto su un reticolo societario, anche in assenza di atti di gestione formali.
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Ricorso per cassazione fallimento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da due società creditrici che chiedevano l'estensione del fallimento a un'altra società e a persone fisiche, sulla base dell'esistenza di una presunta 'società di fatto'. La Suprema Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato secondo cui il decreto che rigetta un'istanza di fallimento non è impugnabile in Cassazione, poiché non ha natura di sentenza definitiva e non esiste un 'diritto al fallimento altrui'. La decisione conferma la chiusura procedurale per il ricorso per cassazione fallimento in caso di rigetto dell'istanza.
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Supersocietà di fatto: la Cassazione e il fallimento
La Cassazione conferma il fallimento esteso al socio di una Srl, ritenendo provata l'esistenza di una supersocietà di fatto sulla base di nuovi elementi. Viene escluso il principio del ne bis in idem rispetto a una precedente decisione di revoca, poiché il rigetto di un'istanza di fallimento non crea un giudicato tombale.
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Supersocietà di fatto: l’abuso non esclude il fallimento
Un tribunale dichiara il fallimento di una supersocietà di fatto tra due società e alcuni soci. La Corte d'Appello revoca la decisione, ritenendola un caso di abuso da parte di una holding di fatto. La Cassazione cassa la sentenza d'appello, stabilendo che l'abuso di una società a vantaggio di un'altra non esclude a priori l'esistenza di una supersocietà di fatto, se c'è un'attività economica comune. Il caso è rinviato per una nuova valutazione.
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Accertamento stato di insolvenza: i poteri del giudice
La Corte di Cassazione conferma la decisione di revocare un fallimento, chiarendo che nell'accertamento dello stato di insolvenza il giudice può valutare autonomamente un credito contestato, anche se confermato da una sentenza non esecutiva. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione del giudice di merito che, di fronte a numerosi indizi sulla possibile gratuità di una prestazione professionale, ha escluso la solidità del credito e, analizzando i bilanci, ha negato la sussistenza dello stato di insolvenza della società.
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Confessione stragiudiziale: valore probatorio e limiti
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul valore probatorio di una confessione stragiudiziale fatta a un terzo. In un caso riguardante la compravendita di un macchinario industriale difettoso, la società acquirente sosteneva di aver saldato il prezzo basandosi su una dichiarazione rilasciata dalla venditrice a una società di leasing. La Corte ha stabilito che tale dichiarazione non costituisce prova legale piena, ma è soggetta al libero e prudente apprezzamento del giudice, che nel caso specifico l'ha ritenuta insufficiente. La sentenza chiarisce che spetta al debitore l'onere di provare l'avvenuto pagamento.
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Bancarotta impropria: quando si configura il reato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo per bancarotta e riciclaggio, annullando l'ordinanza del tribunale. Il caso riguardava un manager accusato di aver deviato commesse da una società in amministrazione giudiziaria verso altre imprese legate a organizzazioni criminali. La Corte ha chiarito che non si tratta di bancarotta per distrazione, poiché le commesse erano mere aspettative future e non beni già presenti nel patrimonio. Ha invece riqualificato il fatto come bancarotta impropria da operazioni dolose, cioè una serie di atti fraudolenti che hanno causato il dissesto della società. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Bancarotta preferenziale: dolo e concorso dell’extraneus
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità per bancarotta preferenziale di un creditore che aveva ricevuto un bene immobile da un socio, poi fallito, di una società di fatto. La sentenza analizza gli elementi indiziari sufficienti a dimostrare la consapevolezza del creditore riguardo l'esistenza della società e lo stato di difficoltà finanziaria del debitore, elementi che integrano il dolo del reato.
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Socio accomandatario: responsabilità e sequestro
Un socio accomandatario di una S.a.s. subisce un sequestro di prevenzione con nomina di un amministratore giudiziario. La Cassazione conferma che ciò non fa perdere la qualità di socio né la responsabilità illimitata, legittimando l'estensione del fallimento della società anche a lui.
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