La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che negava il differimento della pena per motivi di salute a un detenuto anziano e affetto da gravi patologie, inclusa una sospetta neoplasia. La decisione del tribunale inferiore è stata ritenuta carente di motivazione, poiché non aveva operato un corretto bilanciamento tra le esigenze di cura e il principio di umanità della pena, e la valutazione sulla pericolosità sociale dell'individuo. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice deve considerare la compatibilità effettiva delle condizioni di salute con il regime carcerario, non potendo basarsi su una valutazione generica della pericolosità sociale o sulla mera possibilità teorica di cure esterne.
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