LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 146 l.fall.

Pagina 3 di 4

66 provvedimenti

Compenso avvocato revocatoria: il valore della causa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17996/2024, chiarisce i criteri per la liquidazione del compenso dell'avvocato in un'azione revocatoria. La Corte stabilisce che il valore della causa non è indeterminato, ma deve essere calcolato in base al valore effettivo della controversia, permettendo al giudice di adeguare l'onorario in caso di manifesta sproporzione con il valore formale della domanda. Viene inoltre confermato che la richiesta di compensi separati per più avvocati, se non avanzata in primo grado, è inammissibile in sede di reclamo.
Continua »
Azione di responsabilità curatore: la Cassazione chiarisce
Una società fallita, tramite il suo curatore, ha intentato un'azione di responsabilità contro ex amministratori e sindaci. I tribunali di merito l'hanno rigettata, qualificandola come sola azione sociale e quindi prescritta. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che l'azione di responsabilità del curatore, ex art. 146 l. fall., cumula in sé sia l'azione sociale sia quella dei creditori. In assenza di una specificazione, si presume che il curatore le eserciti entrambe, con diverse decorrenze per la prescrizione, imponendo una nuova valutazione del caso.
Continua »
Azione individuale di responsabilità: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11325/2024, ha chiarito i confini dell'azione individuale di responsabilità del socio nei confronti dell'amministratore, anche in caso di fallimento della società. Il caso riguardava un socio che aveva subito un danno diretto a causa di una falsa annotazione contabile operata dall'amministratore, che aveva portato al rigetto della sua richiesta di ammissione al passivo fallimentare. La Suprema Corte ha stabilito che l'azione del socio per il risarcimento del danno subito personalmente è autonoma e distinta da quella spettante alla curatela fallimentare, rigettando il ricorso dell'amministratore e confermando la sua condanna.
Continua »
Responsabilità amministratori: dissipazione e onere prova
La curatela fallimentare di una società citava in giudizio gli ex amministratori per la dissipazione di ingenti liquidità, trasformate in bilancio in crediti non giustificati e inesigibili. I giudici di merito avevano rigettato la domanda, qualificandola erroneamente come un'azione per inerzia nel recupero crediti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, cassando la sentenza d'appello. Ha chiarito che la domanda riguardava la dissipazione patrimoniale, non la mancata riscossione. In tema di responsabilità degli amministratori, spetta a loro provare la corretta destinazione dei fondi scomparsi dall'attivo, una volta che il curatore ne abbia allegato la distrazione.
Continua »
Accettazione tacita amministratore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma che l'accettazione tacita amministratore è valida se desunta da comportamenti concludenti, come la partecipazione a un'assemblea. Viene affermata la responsabilità dell'amministratore per 'culpa in vigilando' a causa del ritardato avvio della procedura fallimentare, con conseguente condanna al risarcimento del danno liquidato in via equitativa.
Continua »
Compenso fase istruttoria: quando spetta all’avvocato?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce che il compenso per la fase istruttoria è dovuto all'avvocato anche se non si svolge un'attività di assunzione di prove formali. La Corte ha stabilito che attività come l'esame di atti, la partecipazione a udienze e la formulazione di eccezioni rientrano a pieno titolo in questa fase e devono essere retribuite. Inoltre, ha precisato che i compensi per domande distinte, come quelle di simulazione e revocazione, non possono essere negati considerandoli assorbiti in altre azioni, specialmente se rivolte contro parti diverse.
Continua »
Conflitto tra giudicati: quale sentenza prevale?
Un lavoratore ha citato in giudizio l'amministratore della sua ex azienda per danni, accusandolo di aver trasferito fraudolentemente i beni per eludere un ordine di reintegro. I tribunali di merito hanno respinto la richiesta basandosi su una precedente assoluzione penale per bancarotta. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, evidenziando un **conflitto tra giudicati**. Ha stabilito che due sentenze civili successive, che avevano accertato la natura fraudolenta del trasferimento, prevalgono sulla precedente sentenza penale, e che il lavoratore poteva avvalersene pur non essendo stato parte di quei giudizi.
Continua »
TOSAP su viadotti autostradali: quando è dovuta?
Una società concessionaria di autostrade ha contestato un avviso di accertamento per la TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) relativa a un viadotto sovrastante strade comunali. La società sosteneva di essere esente in quanto organismo di diritto pubblico e gestore di un'opera statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la TOSAP su viadotti autostradali è dovuta. La Corte ha chiarito che il presupposto del tributo è l'occupazione materiale del suolo, che sottrae l'area all'uso pubblico, a prescindere dalla proprietà dell'opera o dalla natura giuridica del gestore. Anche le società 'in house' sono considerate soggetti giuridici distinti dallo Stato e, svolgendo un'attività economica, non beneficiano delle esenzioni fiscali previste per quest'ultimo.
Continua »
Conflitto di interessi concordato: voto controllante
La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma che esclude dal voto nel concordato preventivo la società controllante, per conflitto di interessi concordato, non si applica se quest'ultima è a sua volta fallita. In tal caso, l'interesse della controllante fallita, rappresentata dal curatore, si allinea a quello degli altri creditori (massimizzare il recupero del credito), venendo meno il presupposto del conflitto. Il voto contrario espresso dalla controllante fallita è stato quindi ritenuto legittimo, portando al rigetto del reclamo della società debitrice.
Continua »
Eccezione inadempimento sindaco: chi prova l’obbligo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un giudizio di opposizione allo stato passivo, se la curatela solleva l'eccezione di inadempimento contro un sindaco per il mancato pagamento del compenso, spetta al sindaco dimostrare di aver adempiuto diligentemente ai propri doveri di vigilanza. La curatela ha solo l'onere di allegare l'inadempimento. La Corte ha cassato la decisione del tribunale che aveva erroneamente ritenuto generiche le contestazioni della curatela, riaffermando che il diritto al compenso è strettamente legato al corretto svolgimento delle funzioni.
Continua »
Compenso forfettario avvocato: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9739/2025, ha stabilito che il cliente che recede da un mandato legale per inadempimento deve corrispondere l'intero compenso forfettario pattuito con l'avvocato. Il caso riguardava un ex amministratore di società che, dopo aver interrotto il rapporto con i propri legali per non aver pagato una rata del compenso, si opponeva alla richiesta di saldo dell'intera parcella. La Corte ha respinto il ricorso, negando la qualifica di 'consumatore' all'ex amministratore e confermando la piena validità della clausola che prevedeva il pagamento integrale a titolo di risarcimento per l'inadempimento.
Continua »
Danno diretto ex art. 2395 c.c.: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di due società di navigazione contro una società di revisione. Il caso verteva sulla richiesta di risarcimento per aver stipulato un contratto con una terza società, poi fallita, basandosi su bilanci certificati ma infedeli. La Corte ha confermato che il pregiudizio subito, pari al credito non riscosso, costituisce un "danno riflesso" e non un "danno diretto" ai sensi dell'art. 2395 c.c. Di conseguenza, l'azione non poteva essere intentata dal singolo creditore, ma solo dal curatore fallimentare a tutela dell'intero ceto creditorio.
Continua »
Responsabilità revisore: danno diretto e azione legale
Una società di navigazione ha citato in giudizio una società di revisione, sostenendo di essere stata indotta a stipulare un contratto con un'altra azienda, poi fallita, a causa di bilanci certificati in modo non veritiero. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società creditrice. La decisione si fonda su un punto cruciale: la mancanza di legittimazione attiva del singolo creditore ad agire per la responsabilità del revisore contabile quando il danno lamentato è un mero riflesso del pregiudizio subito dal patrimonio sociale. In caso di fallimento, tale azione spetta unicamente al curatore. Il ricorso è stato inoltre respinto per un errore processuale nell'impugnazione della sentenza d'appello.
Continua »
Responsabilità sindaci: controllo non solo formale
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità dei sindaci per omesso controllo su un'operazione di aumento di capitale societario risultata fittizia. La sentenza chiarisce che il dovere di vigilanza non è meramente formale, ma richiede una verifica sostanziale della regolarità delle operazioni gestionali, specialmente quelle di rilevante impatto economico. La Corte ha ritenuto che un controllo diligente avrebbe permesso di rilevare l'anomalia e di agire per prevenire il danno, configurando così il nesso causale tra l'omissione e la perdita subita dalla società.
Continua »
Responsabilità amministratore srl: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex amministratore di una società a responsabilità limitata, condannato a risarcire i danni causati alla società poi fallita. La Corte ha confermato che la responsabilità dell'amministratore srl sorge per la violazione dei doveri generali di lealtà e diligenza, come nel caso di pagamenti ingiustificati a società terze, a prescindere dalla prova dello stato di insolvenza al momento dei fatti. È stato inoltre ribadito che spetta all'amministratore dimostrare di aver agito con la dovuta diligenza, e non al curatore fallimentare provare il contrario.
Continua »
Azione di responsabilità: l’appello deve essere specifico
La Cassazione ha respinto il ricorso di un ex amministratore contro una condanna per l'azione di responsabilità promossa dalla curatela fallimentare. L'appello era stato dichiarato inammissibile per genericità, e la Corte ha confermato la validità dell'azione del curatore anche senza il parere del comitato dei creditori, se non reclamato, e ha ribadito l'unitarietà dell'azione.
Continua »
Responsabilità amministratore: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità amministratore, annullando una sentenza di secondo grado che aveva rigettato la domanda di risarcimento danni avanzata da una curatela fallimentare. La Suprema Corte ha chiarito che la richiesta di danno, anche se genericamente legata alla mala gestio complessiva e quantificata secondo il criterio del deficit, è ammissibile se tra gli atti contestati vi è la prosecuzione non conservativa dell'attività dopo la perdita del capitale sociale, ristabilendo i principi sulla corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
Continua »
Responsabilità amministratori fallimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna di ex amministratori di una società fallita, stabilendo principi chiave sulla responsabilità amministratori fallimento. Viene chiarito che l'azione del curatore è unitaria e inscindibile, rendendo inapplicabile la clausola compromissoria statutaria. La Corte ha inoltre rigettato le eccezioni di prescrizione e le contestazioni sul merito per genericità, ribadendo che il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti.
Continua »
Responsabilità del sindaco: il principio di non contestazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un sindaco di una società fallita, condannato per non aver vigilato sulla gestione. La Corte ha ribadito che la qualità di sindaco, se non contestata in primo grado, non può essere messa in discussione in appello. Questa decisione sottolinea l'importanza del principio di non contestazione, anche per le cause iniziate prima della riforma del 2009, e conferma la responsabilità del sindaco per i danni derivanti dalla mancata vigilanza che ha permesso la prosecuzione dell'attività in perdita.
Continua »
Responsabilità amministratori per debiti fiscali
Una società in fallimento ha citato in giudizio i suoi ex amministratori per i danni derivanti dal mancato pagamento di tributi, accumulando sanzioni e interessi. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che la scelta di non versare le imposte per pagare altre scadenze non è una decisione gestionale discrezionale protetta dalla "business judgment rule", ma una violazione di obblighi di legge che fonda la responsabilità amministratori. La Corte ha inoltre precisato i criteri del nesso causale e dell'onere della prova.
Continua »