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Art. 145 Codice Civile

5 provvedimenti

Esenzione IMU prima casa: valida anche tra coniugi divisi
La società di riscossione comunale ha contestato alla contribuente l'esenzione IMU prima casa per due anni di imposta. La donna risiedeva e dimorava in un Comune diverso rispetto a quello del marito per esigenze lavorative, pur senza una separazione legale. I giudici tributari di merito hanno riconosciuto il beneficio fiscale alla contribuente. L'ente creditore ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo la necessità della compresenza dei coniugi nello stesso immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del concessionario e confermato la spettanza dell'agevolazione. Il verdetto si fonda sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma precedente, consentendo il beneficio a ciascun coniuge nella propria effettiva dimora.
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Compenso ore eccedenti coordinatore: il Ministero perde in Cassazione
Il Ministero dell'Istruzione ha impugnato la decisione che riconosceva a un docente, coordinatore provinciale per l'educazione fisica, il diritto a percepire il compenso ore eccedenti coordinatore per le ore prestate oltre le 18 settimanali. Il Ministero sosteneva che il docente, essendo distaccato presso l'ufficio scolastico con un orario di 36 ore settimanali, non avesse svolto ore eccedenti e che il compenso dovesse essere forfettario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero, confermando che l'esonero dall'insegnamento non cancella il parametro delle 18 ore settimanali come limite oltre il quale calcolare le ore eccedenti. Pertanto, il docente ha diritto al compenso calcolato su base oraria maggiorata.
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Abusi edilizi e recesso: quando è legittimo
Una promissaria acquirente ha scoperto significativi abusi edilizi in un immobile dopo aver firmato un contratto preliminare. I venditori avevano falsamente dichiarato che l'immobile era stato costruito prima del 1967. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto dell'acquirente di recedere dal contratto e di ricevere il doppio della caparra versata, stabilendo che tali difformità costituiscono un grave inadempimento contrattuale, anche se non rendono nullo il contratto stesso.
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Azione revocatoria: improcedibile se il creditore fallisce
La Corte di Cassazione chiarisce che l'azione revocatoria fallimentare diventa improcedibile se la società che ha ricevuto i pagamenti (creditore accipiens) viene a sua volta assoggettata a liquidazione giudiziale. L'azione non può proseguire in sede ordinaria ma deve essere convertita in una domanda di insinuazione al passivo nel fallimento del creditore. La decisione si fonda sul principio di cristallizzazione del patrimonio del soggetto fallito, che non può essere modificato da azioni costitutive successive.
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Notifica liquidazione giudiziale: PEC e sede legale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26370/2025, ha rigettato il ricorso dell'ex liquidatore di una S.r.l. avverso la dichiarazione di liquidazione giudiziale. La Corte ha confermato due principi fondamentali: primo, per richiedere la liquidazione non serve un credito accertato con sentenza definitiva, ma è sufficiente una valutazione sommaria del giudice; secondo, la notifica liquidazione giudiziale è valida se eseguita all'indirizzo PEC della società, anche se cancellata dal registro imprese, poiché l'imprenditore ha l'obbligo di mantenerlo attivo per un anno.
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