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Art. 141 Codice della Strada

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248 provvedimenti

Concorso di colpa: omicidio stradale e velocità
La Cassazione conferma la condanna per omicidio stradale, stabilendo un concorso di colpa al 30% per l'automobilista che, pur subendo l'invasione di corsia, procedeva a velocità eccessiva. L'alta velocità è stata ritenuta causa determinante del decesso, anche a fronte della condotta imprudente della vittima.
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Rinnovazione istruttoria in appello: quando è negata?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per omicidio stradale e fuga. L'imputato contestava il diniego della Corte d'Appello di ammettere una nuova consulenza tecnica sulla dinamica dell'incidente. La Suprema Corte ha ribadito che la rinnovazione istruttoria in appello è un evento eccezionale, non un diritto. Il giudice può negarla se ritiene gli atti già acquisiti sufficienti per decidere, poiché vige una presunzione di completezza dell'istruttoria di primo grado. La perizia, inoltre, non è considerata una prova decisiva, ma un mezzo di prova 'neutro' la cui ammissione è rimessa alla discrezionalità del giudice.
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Ricorso inammissibile: Omicidio colposo e attenuanti
Un conducente, condannato per omicidio colposo aggravato dopo aver investito e ucciso un ciclista, ha presentato appello alla Corte di Cassazione. I motivi includevano la presunta carenza di motivazione delle sentenze precedenti, il mancato riconoscimento del concorso di colpa della vittima e il diniego delle attenuanti generiche e della sospensione della pena. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo le argomentazioni manifestamente infondate. La decisione ha sottolineato come la condotta dell'imputato post-fatto e le successive condanne penali giustificassero una valutazione negativa della sua personalità, legittimando il diniego dei benefici richiesti.
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Lesioni stradali gravi: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per lesioni stradali gravi. L'imputato aveva causato un incidente passando con il semaforo rosso e guidando a velocità non adeguata. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano infondati, in quanto miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e che le prove raccolte, incluse le dichiarazioni della vittima e i rilievi, erano state correttamente valutate dai giudici di merito.
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Massima d’esperienza e omicidio stradale: la guida
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio stradale di un conducente che, superando i limiti di velocità, aveva azionato il freno a mano causando un'invasione di corsia e un frontale mortale. La decisione si fonda sulla massima d'esperienza secondo cui le manovre di guida sono compiute dal conducente, in assenza di prove concrete di una versione alternativa (es. l'azione di un passeggero).
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Concorso di colpa: quando la ragione non è al 100%
La Corte di Cassazione conferma una decisione di merito che attribuiva un concorso di colpa al 50% tra un'automobilista e un motociclista. Nonostante l'auto avesse omesso di dare la precedenza, il motociclista è stato ritenuto corresponsabile perché non ha provato di aver fatto tutto il possibile per evitare l'impatto, essendo la sua incapacità di frenare in tempo un indice di velocità eccessiva o distrazione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Responsabilità custode: condotta imprudente del driver
Una automobilista cita in giudizio l'ente proprietario di una strada per un incidente causato da ghiaccio. La Corte d'Appello rigetta la richiesta, attribuendo la colpa esclusiva alla conducente. La sua condotta imprudente, in particolare l'uso di pneumatici misti (estivi e invernali), è stata considerata un "caso fortuito" che interrompe il nesso causale, esonerando l'ente da ogni responsabilità del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c.
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Responsabilità esclusiva sinistro: manovra vietata
Il Tribunale di Torino ha attribuito la responsabilità esclusiva di un sinistro stradale all'automobilista che ha compiuto una manovra di inversione a U vietata e imprevedibile. La Corte ha stabilito che tale condotta colposa ha una valenza causativa talmente assorbente da superare la presunzione di concorso di colpa dell'altro conducente, la cui presunta velocità eccessiva è stata ritenuta irrilevante di fronte all'imprevedibilità della manovra altrui.
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