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Art. 140 d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285

5 provvedimenti

Concorso di colpa: la condotta della vittima
La Cassazione conferma l'assoluzione di un automobilista per lesioni stradali, attribuendo la piena responsabilità al motociclista. La condotta di guida di quest'ultimo, caratterizzata da alta velocità e sorpasso azzardato, è stata ritenuta causa esclusiva e imprevedibile dell'incidente, escludendo il concorso di colpa.
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Omicidio stradale: ricorso inammissibile in Cassazione
Un conducente, condannato per omicidio stradale a causa di un incidente mortale avvenuto per eccesso di velocità e guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché i motivi presentati erano una semplice ripetizione di quelli già respinti dalla Corte d'Appello, senza che venisse sollevato un vizio di travisamento della prova, necessario in caso di doppia sentenza conforme.
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Manovra di emergenza: non c’è colpa se è improvvisa
Un camionista, assolto in appello per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale, vede confermata la sua assoluzione dalla Cassazione. La Corte ha respinto il ricorso del Procuratore, stabilendo che non può essere addebitata alcuna colpa per una manovra di emergenza effettuata in una frazione di secondo in risposta all'invasione di corsia di un altro veicolo. La condotta del conducente deve essere valutata 'ex ante', cioè sulla base della situazione percepita al momento, e non con una ricostruzione a posteriori della manovra ideale.
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Causalità della colpa: la Cassazione decide
Un autista di autobus, condannato per omicidio stradale a seguito di un cambio di corsia imprudente che ha causato la morte di un motociclista, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato sosteneva la mancanza di 'causalità della colpa', affermando che la caduta della vittima fosse imprevedibile. La Suprema Corte ha respinto tale argomentazione, confermando che la violazione di una norma stradale (il cambio di corsia non sicuro) crea un rischio specifico. Quando tale rischio si concretizza in un incidente, il nesso causale è provato. La condanna è stata quindi confermata, ma la sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente alla valutazione di un beneficio accessorio.
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Omicidio stradale e nesso causale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un automobilista che aveva investito un'anziana su un attraversamento pedonale. La vittima era deceduta settimane dopo a causa delle complicazioni derivanti dal politrauma subito. La Suprema Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, ribadendo la sussistenza del nesso causale tra la condotta di guida imprudente e il decesso, e sottolineando i limiti del giudizio di legittimità, che non può riesaminare il merito dei fatti.
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