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Art. 140 Codice di Procedura Civile

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1203 provvedimenti

Ricorso incidentale assorbito: effetti della rinuncia
Una società agricola si opponeva alla stima di esproprio di alcuni suoi terreni, ma la sua opposizione veniva dichiarata tardiva. La società ricorreva in Cassazione lamentando un vizio di notifica del decreto di esproprio. Le controparti, tra cui un consorzio e l'Amministrazione finanziaria, proponevano ricorsi incidentali. Successivamente, la società agricola e il consorzio rinunciavano ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio tra le parti rinuncianti e ha dichiarato il ricorso incidentale assorbito per l'Amministrazione finanziaria, poiché il suo interesse a una decisione era condizionato all'accoglimento del ricorso principale, ormai venuto meno.
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Integrazione del contraddittorio: ricorso inammissibile
Due venditori di quote societarie hanno proposto ricorso in Cassazione dopo una decisione sfavorevole della Corte d'Appello. La Suprema Corte aveva ordinato l'integrazione del contraddittorio mediante notifica ad altre parti necessarie del processo. La notifica a una di queste parti è fallita perché risultata trasferita. I ricorrenti non hanno provveduto a rinnovare correttamente la notifica. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per la mancata e corretta integrazione del contraddittorio entro il termine stabilito.
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Ricorso inammissibile per notifica mancante: la guida
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un condominio perché non è stata depositata la prova della notifica all'altra parte. La sentenza sottolinea che la produzione dell'avviso di ricevimento è un onere imprescindibile per il ricorrente, la cui omissione, in assenza di costituzione della controparte, impedisce al giudice di esaminare il merito della causa e porta alla declaratoria di inammissibilità.
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Irreperibilità assoluta: quando la notifica è nulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1172/2024, ha stabilito che la notifica di un atto a un contribuente per irreperibilità assoluta è nulla se l'agente notificatore non compie e documenta adeguate ricerche preventive nel comune di domicilio fiscale. Una semplice dichiarazione di 'trasferimento' da parte di un portiere non è sufficiente. Il caso riguardava un contribuente che aveva impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella esattoriale presupposta. La Corte ha accolto il ricorso, annullando la notifica perché non era stato provato che l'agente avesse verificato l'effettiva assenza di un'altra abitazione, ufficio o azienda del contribuente nello stesso comune.
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Notifica ex art. 140 cpc: quando è valida e definitiva
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo la mancata notifica del precedente avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la notifica ex art. 140 c.p.c. si perfeziona con il ricevimento della raccomandata informativa che avvisa del deposito dell'atto. Di conseguenza, non avendo impugnato l'avviso, la pretesa fiscale è divenuta definitiva.
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Iscrizione ipotecaria: la notifica di tutte le cartelle
Un contribuente contesta un'iscrizione ipotecaria sostenendo la mancata notifica di alcuni atti presupposti. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che, ai fini della validità dell'iscrizione ipotecaria, il giudice di merito deve verificare la corretta notifica di tutte le cartelle di pagamento alla base della misura, non solo di una parte di esse. La sentenza impugnata viene annullata con rinvio per non aver condotto tale verifica completa.
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Notifica cartella esattoriale: le regole della Cassazione
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per vecchie cartelle fiscali, eccependo vizi nella notifica cartella esattoriale e l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, chiarendo le diverse modalità di notifica (postale, a mani, al portiere) e i relativi requisiti, come la necessità o meno della raccomandata informativa. La Corte ha inoltre ribadito la distinzione tra la prescrizione decennale per i tributi erariali e quella quinquennale per sanzioni e interessi, annullando parte del debito accessorio.
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Notifica irreperibilità assoluta: ricerche obbligatorie
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27080/2025, ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento per irreperibilità assoluta è invalida se il messo notificatore non dimostra di aver svolto concrete e specifiche ricerche nel Comune di domicilio fiscale del contribuente, incluse quelle anagrafiche, per accertarne l'effettivo trasferimento in luogo sconosciuto. Non è sufficiente la compilazione di un modello prestampato con attestazioni generiche.
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Notifica irreperibilità assoluta: doveri del messo
Un contribuente ha contestato alcune cartelle di pagamento per un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Ente Fiscale, confermando che per una valida notifica per irreperibilità assoluta, il messo notificatore deve dimostrare di aver effettuato ricerche approfondite del destinatario in tutto il territorio comunale, non solo presso l'ultimo indirizzo noto. La mancanza di tale prova rende la notifica nulla.
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Difetto di giurisdizione per multe e contributi INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito il difetto di giurisdizione del giudice tributario per le controversie relative a contributi previdenziali e sanzioni stradali, assegnandole al giudice ordinario. La sentenza chiarisce anche le regole per la notifica degli atti: è valida la consegna al portiere con semplice invio della raccomandata informativa, ma non quella basata su una erronea dichiarazione di irreperibilità assoluta del contribuente.
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Abuso del processo: sanzione per false dichiarazioni
Due fratelli appellano una sentenza che aveva dichiarato falso un testamento in loro favore e autentico quello a beneficio della nipote della defunta. Avevano falsamente dichiarato di essere figli legittimi della testatrice. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, confermando la falsità del documento e sanzionandoli per abuso del processo a causa della loro malafede e delle false dichiarazioni.
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Notifica cartella esattoriale: validità e termini
La Corte di Cassazione conferma la validità di una notifica di cartella esattoriale preceduta da inviti di pagamento consegnati a un terzo (vicino di casa). Il Collegio chiarisce che se la legge vigente al momento della notifica non prevedeva l'obbligo di inviare una seconda raccomandata informativa, la procedura è da considerarsi rituale. La mancata impugnazione degli atti prodromici nei termini di legge li rende definitivi, precludendo la possibilità di sollevare le medesime eccezioni (come la decadenza) contro la successiva cartella esattoriale.
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Notifica appello: onere del notificante e domicilio
Un'ordinanza della Cassazione stabilisce che in caso di trasferimento del difensore, spetta al notificante l'onere di ricercare il nuovo indirizzo. La mancata prova di una corretta notifica dell'appello ne comporta l'inammissibilità. Il ricorso dell'Agenzia Fiscale è stato rigettato per non aver accertato l'effettivo domicilio del legale della società contribuente.
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Sospensione termini processuali: la Cassazione decide
Una cittadina si oppone tardivamente a un decreto ingiuntivo a causa del sisma del 2017. Le corti di merito respingono l'opposizione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 470/2024, ribalta la decisione, stabilendo che la legge che dispone la sospensione termini processuali per le aree colpite dal sisma si applica retroattivamente, anche se entrata in vigore dopo la scadenza del termine originario. La Corte ha chiarito che la finalità protettiva della normativa emergenziale giustifica la sua applicazione a situazioni già in corso al momento del disastro naturale, rendendo tempestiva l'opposizione.
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Inammissibilità del ricorso: i vizi procedurali
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un contribuente contro diverse cartelle esattoriali. La decisione si fonda su vizi procedurali gravi, tra cui la mescolanza dei motivi di ricorso, il difetto di specificità e la mancata trascrizione degli atti d'appello (difetto di autosufficienza). La Corte ha sottolineato come tali carenze impediscano un esame nel merito delle questioni sollevate.
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Garanzia appalto: danni diversi dai vizi dell’opera
Un proprietario ha citato in giudizio un'impresa edile per vizi nei lavori e per danni arrecati all'immobile a causa di negligenza. La Corte d'Appello aveva respinto ogni richiesta, applicando i brevi termini della garanzia appalto. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che i danni estranei all'opera appaltata non rientrano nella garanzia contrattuale, ma nella più ampia responsabilità per fatto illecito (art. 2043 c.c.), soggetta a termini di prescrizione più lunghi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Cessione licenza taxi: la plusvalenza è presunta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per la plusvalenza derivante dalla cessione di una licenza taxi. L'ordinanza conferma che la cessione di tale licenza si presume onerosa, generando un reddito tassabile, e spetta al contribuente fornire la prova contraria. È stata inoltre confermata la validità della notifica dell'atto, anche a seguito di rifiuto del destinatario.
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Notifica cartella: quando è valida a indirizzo diverso?
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo di non averla mai ricevuta correttamente e che l'atto presupposto fosse nullo per un difetto di firma. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica della cartella di pagamento è valida se, dopo un primo tentativo fallito, una seconda raccomandata viene consegnata personalmente al destinatario, anche presso un indirizzo diverso. Inoltre, ha confermato che la firma di un funzionario delegato è legittima anche se la sua qualifica dirigenziale è stata ottenuta in modo irregolare, poiché ciò che conta è la riconducibilità dell'atto all'ufficio competente.
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Notifica atti: essenziale la prova di ricezione CAD
Una contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo sostenendo di non aver mai ricevuto il precedente avviso di accertamento. I giudici di merito le avevano dato torto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il suo ricorso, chiarendo un principio fondamentale sulla notifica atti: in caso di irreperibilità relativa del destinatario, l'ente impositore deve produrre in giudizio non solo l'avviso di ricevimento della raccomandata contenente l'atto, ma anche quello della seconda raccomandata (la C.A.D.) che informa del deposito presso l'ufficio postale. Senza questa doppia prova, la notifica è invalida.
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Sanatoria notifica: quando l’appello sana il vizio
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sostenendo la nullità della notifica. La Cassazione, applicando il principio della sanatoria notifica, ha stabilito che l'aver proposto ricorso dimostra il raggiungimento dello scopo dell'atto, sanando qualsiasi vizio. La sentenza di secondo grado è stata cassata con rinvio.
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