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Art. 14 TUIR

6 provvedimenti

Credito d’imposta e usufrutto quote societarie
La controversia nasce dal diniego di rimborso di un Credito d'imposta richiesto da alcuni nudi proprietari di quote societarie a seguito della liquidazione di una società. Mentre i contribuenti rivendicano la titolarità del credito derivante dagli utili distribuiti, l'Amministrazione Finanziaria e i giudici di merito hanno inizialmente attribuito tale diritto agli usufruttuari. La Corte di Cassazione, ravvisando una questione di particolare complessità che coinvolge il diritto societario, contabile e civile, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per definire un principio di diritto chiaro in assenza di precedenti specifici.
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Nuda proprietà e crediti d’imposta in liquidazione
Un contribuente, titolare della nuda proprietà di quote societarie, ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta IRPEF derivante dalla liquidazione di una società di capitali. La controversia verte sulla spettanza del residuo attivo, costituito da utili non distribuiti, tra il nudo proprietario e l'usufruttuario. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità della materia che intreccia profili civilistici, societari e fiscali, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico.
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Usufrutto quote societarie: chi ottiene il rimborso?
Una contribuente, in qualità di nuda proprietaria di quote di una società a responsabilità limitata, ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria in merito a un'istanza di rimborso IRPEF. Il credito derivava dal trattamento fiscale del residuo attivo di liquidazione della società. La questione centrale riguarda la titolarità del credito d'imposta in presenza di usufrutto quote societarie: se esso spetti al nudo proprietario o all'usufruttuario. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità dei profili civilistici, contabili e fiscali coinvolti, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Credito d’imposta dividendi: basta l’inclusione nel reddito
Una società madre francese ha ricevuto dividendi dalla sua controllata italiana, richiedendo il rimborso del credito d'imposta. I tribunali di merito hanno negato il diritto, subordinandolo alla prova del pagamento effettivo delle imposte in Francia. La Corte di Cassazione ha riformato questa decisione, stabilendo un principio chiave: per l'applicazione della convenzione contro le doppie imposizioni, è sufficiente che i dividendi concorrano a formare il reddito imponibile della società madre estera. L'effettivo pagamento dell'imposta è irrilevante per ottenere il credito d'imposta sui dividendi previsto dal trattato bilaterale.
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Operazione elusiva: quando è legittimo risparmio?
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'operazione elusiva, analizzando un caso di cessione di partecipazioni societarie tramite una società holding. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la manovra, ritenendola un abuso del diritto finalizzato a un risparmio fiscale indebito. La Suprema Corte ha cassato la decisione di merito, stabilendo che la scelta di un percorso fiscalmente più vantaggioso non costituisce automaticamente un'operazione elusiva, se l'operazione persegue un reale obiettivo economico. Spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare in modo specifico la natura artificiosa dell'operazione e l'assenza di sostanza economica.
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Trattamento fiscale dividendi: la Cassazione e la UE
Una società assicurativa ha contestato il trattamento fiscale dividendi percepiti da società UE, ritenendolo discriminatorio rispetto a quelli nazionali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che la normativa italiana vigente all'epoca dei fatti violava il principio UE di libera circolazione dei capitali e ha cassato la sentenza di merito con rinvio.
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