La Corte di Cassazione ha stabilito che prestare un fucile da caccia a una persona priva di licenza, anche solo per pochi istanti, integra il reato di concorso in porto illegale di arma. Nel caso specifico, un uomo aveva ricevuto un fucile, si era allontanato di venti metri e aveva sparato due colpi. La Corte ha chiarito che per configurare il reato non è necessario un rapporto stabile con l'arma, ma è sufficiente averne acquisito la disponibilità autonoma, seppur momentanea. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato respinto e la sua condanna confermata, sottolineando la gravità del trasferimento di armi a soggetti non autorizzati.
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