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Art. 14 delle preleggi

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42 provvedimenti

Contratti a termine pubblico impiego: abuso e risarcimento
Una lavoratrice del settore pubblico ha ottenuto il riconoscimento dell'illegittimità della reiterazione dei contratti a termine da parte di un Comune. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13209/2024, ha stabilito principi fondamentali sui contratti a termine nel pubblico impiego: il limite di durata massima di 36 mesi si applica anche agli enti locali e la successiva assunzione a tempo indeterminato (stabilizzazione), se avvenuta tramite concorso, non sana automaticamente l'abuso pregresso. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa per una nuova valutazione del danno subito dalla lavoratrice.
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Uso promiscuo: no esclusione da bollo auto ridotto
Un contribuente, proprietario di un veicolo storico registrato per 'uso promiscuo', si è visto negare la riduzione del 50% sulla tassa automobilistica. L'ente impositore sosteneva che tale classificazione fosse assimilabile all'uso professionale, escluso dal beneficio. La Corte di Cassazione ha respinto questa interpretazione, stabilendo che la dicitura 'uso promiscuo' sulla carta di circolazione, peraltro una categoria non più in uso, non è di per sé sufficiente a dimostrare un effettivo utilizzo professionale del mezzo. Di conseguenza, il contribuente ha diritto all'agevolazione fiscale.
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Compenso commissario delegato: chi paga? Cassazione
Un commissario delegato, nominato per gestire un'emergenza, si è visto negare il compenso dall'ente locale. La Corte d'Appello aveva dato ragione al Comune, disapplicando l'ordinanza che prevedeva il pagamento. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: il giudice civile non può disapplicare un atto amministrativo quando questo costituisce la fonte stessa del diritto richiesto. Il caso chiarisce i limiti del potere del giudice ordinario e le regole per determinare il compenso del commissario delegato in situazioni di emergenza.
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Indennizzo risoluzione anticipata: guida al caso
La Corte di Cassazione ha stabilito che spetta l'indennizzo per risoluzione anticipata di un incarico dirigenziale anche se la cessazione è causata da una legge che impone il rinnovo degli organi. La Corte ha chiarito che l'atto dell'assemblea che delibera la nomina di un commissario straordinario, in esecuzione della legge, integra una volontà negoziale sufficiente a far scattare la clausola contrattuale. Inoltre, ha escluso la possibilità di ridurre l'indennizzo applicando per analogia le norme sulla spending review (L. 296/2006), poiché queste costituiscono una disciplina eccezionale, non estensibile a soggetti giuridici diversi da quelli espressamente previsti, come le associazioni di diritto privato.
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Pertinenza immobile: conta il catasto o l’uso?
L'Amministrazione Finanziaria ha negato l'agevolazione 'prima casa' per una spiaggia e un campo da tennis, considerandoli non pertinenziali all'abitazione principale per la mancata 'graffatura' catastale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per definire una pertinenza immobile rileva il vincolo funzionale e la volontà del proprietario (concetto civilistico), non la mera iscrizione catastale. L'uso effettivo prevale sul dato formale.
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Rimborso sisma: negato a non residenti, dice la Cassazione
Un contribuente ha richiesto un rimborso sisma per le imposte versate tra il 1990 e il 1992, in relazione al terremoto in Sicilia del 1990. Sebbene non fosse residente in uno dei comuni designati dal decreto, vi lavorava come dipendente. La Corte di Cassazione ha ribaltato le decisioni dei gradi inferiori, stabilendo che il requisito della residenza è imprescindibile per accedere al beneficio. Ha inoltre chiarito che l'agevolazione per i non residenti è limitata a chi svolge un'attività d'impresa in proprio, escludendo i lavoratori dipendenti. La richiesta di rimborso è stata quindi definitivamente respinta.
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Rimborso sisma Sicilia: residenza è requisito chiave
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale per il terremoto del 1990 in Sicilia. Nonostante le decisioni favorevoli nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha negato il diritto. La motivazione centrale è la mancanza del requisito essenziale della residenza in uno dei comuni colpiti al momento del sisma. La Corte ha stabilito che tale requisito è un elemento costitutivo del diritto e la sua assenza può essere rilevata dall'Amministrazione finanziaria in qualsiasi fase del processo, ribaltando così la sentenza precedente che aveva considerato l'eccezione come tardiva.
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Agevolazione accise gasolio: dichiarazione essenziale
Una società di trasporti si è vista negare l'agevolazione sulle accise del gasolio per aver omesso di dichiarare il proprio deposito di carburante. La Corte di Cassazione ha confermato la revoca del beneficio, stabilendo che tale dichiarazione è un requisito sostanziale e imprescindibile per la verifica fiscale, non una mera formalità. La sentenza sottolinea come l'omissione impedisca all'amministrazione di controllare la corretta destinazione del carburante agevolato.
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Improcedibilità ricorsi fallimentari: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di fallimento, stabilendo che la norma sull'improcedibilità dei ricorsi fallimentari, introdotta durante l'emergenza pandemica, deve essere interpretata restrittivamente. L'eccezione prevista per le istanze del Pubblico Ministero non poteva essere applicata per analogia a casi non espressamente contemplati, rendendo il ricorso originario improcedibile fin dall'inizio.
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Indennità di coordinamento: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'agenzia pubblica contro il diritto di un dipendente a percepire l'indennità di coordinamento. La decisione si fonda sulla mancata contestazione da parte dell'ente di una precedente sentenza passata in giudicato che già riconosceva tale diritto. L'agenzia è stata inoltre condannata per abuso del processo.
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Esenzione IVA basi NATO: no per servizi non essenziali
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione IVA nelle basi NATO non si applica a servizi come la vendita di gelati, poiché non sono direttamente legati alle funzioni istituzionali di difesa. L'Agenzia delle Entrate ha quindi legittimamente contestato a una società la non imponibilità IVA per l'attività svolta in una caserma. La Corte ha chiarito che il beneficio fiscale è riservato solo a prestazioni indispensabili allo sforzo difensivo comune, escludendo quelle che soddisfano esigenze meramente personali dei militari.
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Agevolazioni IMU e amministrazione straordinaria
Una società in amministrazione straordinaria ha richiesto l'applicazione delle agevolazioni IMU, previste per fallimenti, che consentono di differire il pagamento dell'imposta. La Corte di Cassazione ha negato tale possibilità, stabilendo che le norme fiscali di favore, come le agevolazioni IMU, sono di stretta interpretazione e non possono essere estese per analogia a procedure diverse da quelle espressamente contemplate dalla legge, anche se con finalità liquidatorie.
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Revoca estinzione pena: quando è possibile? Cassazione
Un soggetto ottiene l'estinzione della pena per esito positivo dell'affidamento in prova. Successivamente, si scopre che durante tale periodo aveva commesso gravi reati. Il Tribunale di Sorveglianza ha revocato l'estinzione e la Cassazione ha confermato la decisione. La Corte ha stabilito che la revoca estinzione pena è legittima quando fatti nuovi e gravi, non noti al momento della decisione, dimostrano il fallimento del percorso rieducativo del condannato.
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IMU Amministrazione Straordinaria: si applica il rinvio?
Una società in amministrazione straordinaria ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto al regime agevolativo (pagamento posticipato) previsto per fallimento e liquidazione coatta. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sulla questione se l'IMU in amministrazione straordinaria goda di tale beneficio e ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione definitiva, data la rilevanza della questione.
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Rimborso sisma 1990: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto di un lavoratore dipendente a ottenere il rimborso Irpef per gli anni 1990-1992. Il caso riguarda le agevolazioni fiscali per le vittime del terremoto in Sicilia del 1990. La Corte ha stabilito che il diritto al rimborso sisma 1990 spetta al lavoratore (sostituito) e non al datore di lavoro (sostituto d'imposta), e che la domanda, presentata nel 2008, era tempestiva in quanto il termine di decadenza decorreva dal 1° marzo 2008, come stabilito da una specifica norma di interpretazione autentica.
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Contratto collettivo operai forestali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un'agenzia pubblica, confermando l'applicazione del contratto collettivo nazionale di diritto privato per gli operai addetti alla sistemazione idraulico-forestale. La sentenza chiarisce che la validità di tale contratto non è venuta meno neanche a seguito di una temporanea abrogazione della norma regionale di riferimento, e che i principi generali sul contenimento della spesa pubblica non sono sufficienti a disapplicarlo.
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Nullità carte revolving: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12838/2025, ha stabilito la nullità delle carte revolving i cui contratti siano stati promossi da venditori di beni e servizi non iscritti nell'apposito elenco degli intermediari finanziari, come previsto dalla normativa anteriore al 2010 (d.lgs. 374/1999). La Corte ha chiarito che tale attività era riservata a soggetti abilitati per tutelare interessi pubblici fondamentali, come la prevenzione del riciclaggio e la protezione dei consumatori. La violazione di queste norme imperative determina la nullità virtuale del contratto, rendendolo inefficace sin dall'origine.
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Rimborso sisma: la residenza è requisito decisivo
Una contribuente ha richiesto un rimborso fiscale previsto per le vittime del sisma siciliano del 1990. Sebbene lavorasse in un'area colpita, la sua residenza era altrove. Le corti di merito le hanno dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. L'ordinanza stabilisce che per ottenere il rimborso sisma è indispensabile dimostrare di essere stati residenti in uno dei comuni designati al momento del terremoto, ponendo l'onere della prova a carico del richiedente.
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Privilegio garanzia pubblica: esteso anche ai crediti SACE
La Corte di Cassazione ha stabilito che il privilegio garanzia pubblica, previsto dal D.Lgs. 123/1998, si estende anche ai crediti vantati da un ente garante a seguito dell'escussione di una garanzia su un finanziamento a un'impresa, poi fallita. La Corte ha riformato la decisione del tribunale di merito, che aveva negato il privilegio ritenendo che si applicasse solo a erogazioni dirette di denaro. Secondo i giudici di legittimità, la finalità pubblicistica di sostegno alle imprese giustifica un'interpretazione estensiva della norma, includendo anche le garanzie tra le forme di 'finanziamento' tutelate.
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NASpI e lavoro autonomo: obbligo di comunicazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che chi percepisce l'indennità NASpI e svolge un'attività di lavoro autonomo preesistente deve comunicare il reddito presunto all'ente previdenziale entro 30 giorni dalla domanda. L'omissione o il ritardo in questa comunicazione comporta la decadenza dal diritto al sussidio. Questa ordinanza chiarisce che l'obbligo di comunicazione, finalizzato a verificare lo stato di bisogno effettivo, si applica non solo alle nuove attività ma anche a quelle già in essere al momento della richiesta della NASpI.
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