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Art. 14 del d.lgs. n. 472 del 1997

6 provvedimenti

Responsabilità solidale cessionario: la Cassazione chiarisce
Una società cessionaria di un ramo d'azienda ha ricevuto un'intimazione di pagamento per i debiti fiscali della società cedente. I giudici di merito hanno annullato l'atto, ritenendo necessaria la previa notifica della cartella di pagamento al cessionario. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per far valere la responsabilità solidale del cessionario è sufficiente la notifica dell'intimazione di pagamento. Inoltre, ha precisato che la mancata preventiva escussione del cedente non invalida l'atto, ma costituisce una difesa che il cessionario può far valere. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Responsabilità solidale cessionario: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33133/2024, chiarisce l'ambito della responsabilità solidale del cessionario d'azienda per i debiti fiscali del cedente. La responsabilità si estende anche a violazioni commesse prima della cessione ma non ancora accertate, se il cessionario non esercita il suo onere di diligenza richiedendo un'attestazione fiscale. La cancellazione della società cedente dal registro delle imprese soddisfa il requisito della preventiva escussione, permettendo all'agente della riscossione di agire direttamente contro il cessionario.
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Cessione ramo d’azienda: responsabilità per i debiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33115/2024, ha stabilito che nella cessione ramo d'azienda, l'acquirente è responsabile in solido per i debiti fiscali del venditore. La Corte chiarisce che spetta all'acquirente (cessionario) l'onere di dimostrare che i debiti non sono inerenti al ramo acquistato. Se la cessione di un ramo maschera il trasferimento dell'intera attività, la responsabilità si estende a tutti i debiti dell'azienda cedente, consolidando un principio di cautela per gli acquirenti.
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Trasformazione ente: continuità o cessione fiscale?
Un'associazione, dopo aver ricevuto un accertamento fiscale, cambiava forma giuridica diventando una società. La Corte di Cassazione ha stabilito che si è trattato di una trasformazione ente e non di una cessione, confermando la continuità del soggetto giuridico e la sua responsabilità per i debiti tributari pregressi. La sentenza chiarisce i criteri per distinguere le due operazioni e le relative conseguenze.
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Cessione ramo d’azienda: debiti fiscali e responsabilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che la società acquirente in una cessione di ramo d'azienda è solidalmente responsabile per i debiti fiscali della società cedente, anche se accertati dopo il trasferimento. La sentenza chiarisce che se l'acquirente non richiede il certificato dei carichi pendenti all'Amministrazione Finanziaria, la sua responsabilità si estende ai debiti sorti nell'anno della cessione e nei due precedenti, anche se non ancora formalizzati. Viene inoltre confermato che, una volta che il debito è sancito da una sentenza definitiva, il termine per la riscossione è quello decennale ordinario e non i più brevi termini di decadenza fiscale.
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Definizione agevolata: sì per il cessionario d’azienda
Una società, dopo aver acquisito un'azienda, ha ricevuto cartelle di pagamento per debiti fiscali della precedente gestione. Inizialmente, la richiesta di definizione agevolata della lite è stata negata dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la controversia era ammissibile alla definizione agevolata. La motivazione chiave è che la cartella di pagamento, essendo il primo e unico atto con cui il debito veniva comunicato alla nuova società, non era un mero atto di riscossione ma un vero e proprio atto impositivo. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto.
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