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art. 14, comma 4-bis, legge 24 dicembre 1993, n. 537

8 provvedimenti

Costi per operazioni inesistenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che contestava la non deducibilità di costi per operazioni inesistenti relativi a un contratto di sponsorizzazione. L'Agenzia delle Entrate aveva dimostrato che la società sponsorizzata aveva ceduto il ramo d'azienda prima del periodo fatturato, rendendo impossibile la prestazione. La Corte ha confermato la validità delle prove indiziarie, incluse le dichiarazioni di terzi, e ha escluso la violazione del divieto di 'mutatio libelli' da parte dell'Ufficio.
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Costi da reato: la Cassazione rinvia per nuova legge
Un gruppo bancario ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate che negava la deducibilità di ingenti costi, qualificandoli come "costi da reato". La controversia è giunta in Cassazione, la quale, anziché decidere nel merito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha sospeso il giudizio a causa dell'entrata in vigore di una nuova legge (ius superveniens) che modifica le sanzioni fiscali, assegnando alle parti e al Pubblico Ministero un termine per presentare osservazioni sulla sua applicabilità al caso.
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Costi indeducibili da fatture soggettivamente inesistenti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7268/2024, ha chiarito i principi relativi ai costi indeducibili derivanti da operazioni soggettivamente inesistenti. Nel caso specifico, i costi per consulenze fatturate da una società estera, rivelatasi fittizia, sono stati ritenuti non deducibili. La Corte ha ribadito che l'onere di dimostrare l'effettività, l'inerenza e la concreta destinazione produttiva del costo grava interamente sul contribuente, non essendo sufficiente la sola prova del pagamento. È stata inoltre respinta la richiesta di cessazione della materia del contendere per un condono fiscale, poiché l'istanza era stata presentata oltre il termine perentorio di legge.
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Costi soggettivamente inesistenti: deducibilità e limiti
Una società ha ricevuto avvisi di accertamento per IRES e IRAP, contestando l'indeducibilità di costi fatturati da una società estera schermo, per operazioni definite soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che i termini di accertamento possono essere raddoppiati per IRES in presenza di un'ipotesi di reato tributario, ma non per IRAP. Inoltre, ha affermato la deducibilità dei costi soggettivamente inesistenti, a condizione che siano stati effettivamente sostenuti e siano inerenti all'attività d'impresa, cassando la sentenza di merito e rinviando alla Corte di Giustizia Tributaria per una nuova valutazione.
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Fatture inesistenti: Cassazione sulla confisca
La Corte di Cassazione, con la sentenza 44510/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imprenditori condannati per reati tributari. Il caso riguarda l'utilizzo di fatture inesistenti per evadere le imposte e l'occultamento di documenti contabili. La Corte ha stabilito principi chiave: il reato di occultamento si perfeziona con la temporanea indisponibilità dei documenti durante una verifica, anche se vengono prodotti in seguito. Inoltre, ha confermato che dal profitto del reato, soggetto a confisca, non può essere detratto il costo sostenuto per ottenere le fatture false, in quanto considerato 'prezzo del reato'.
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Raddoppio termini IRAP: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha ricevuto un avviso di accertamento IRAP per il 2005, notificato nel 2012. L'Agenzia delle Entrate ha applicato il cosiddetto 'raddoppio dei termini' di accertamento, giustificandolo con la presenza di fatti penalmente rilevanti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che il raddoppio termini IRAP non è applicabile. La motivazione risiede nel fatto che per l'IRAP non sono previste sanzioni penali specifiche, rendendo illegittimo l'avviso di accertamento perché notificato oltre i termini ordinari di decadenza.
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Giudicato penale: assoluzione blocca accertamento
Una società bancaria cooperativa ha ottenuto l'annullamento di un accertamento fiscale milionario per IRES e IRAP. La Corte di Cassazione ha applicato una nuova legge (ius superveniens) che rende vincolante nel processo tributario il giudicato penale di assoluzione "perché il fatto non sussiste". Dato che l'amministratore era stato assolto in sede penale per gli stessi fatti contestati in ambito fiscale, l'accertamento è stato ritenuto infondato e annullato, segnando una svolta fondamentale nei rapporti tra processo penale e tributario.
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Frode carosello: Cassazione su fatture inesistenti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore per dichiarazione fraudolenta e emissione di fatture per operazioni inesistenti nell'ambito di una frode carosello transnazionale. La sentenza stabilisce che la consapevole partecipazione a tale schema fraudolento dimostra di per sé il dolo specifico di evasione e che i costi derivanti da tali operazioni sono sempre indeducibili, sia ai fini IVA che delle imposte dirette.
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